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03/05/25

SILENZIO, SI MEDITA (SI FA PER DIRE...)

Finalmente è terminata la campagna elettorale. Oggi giorno di silenzio (ma la tempesta whatsApp si sentirà fortissima, altroché!). Ad ogni modo, il popolo potrà meditare sulle impressioni avute sentendo ed ascoltando i due candidati pronti al duello che si disputerà domani nelle urne, ripassando nuovamente i programmi, o, semplicemente, ripensando alle cose accadute nell'ultimo decennio. Noi, che non avevamo certo bisogno di prove ulteriori per capire a chi affidare il nostro voto, meditiamo invece sulla legge elettorale che da trent'anni esatti determina l'assetto delle amministrazioni locali in Trentino Alto Adige.




Si tratta della LEGGE REGIONALE 30 NOVEMBRE 1994, N. 3. Norma infame, che mortifica la partecipazione al voto e concede al vincitore del confronto un potere abnorme. Non è probabilmente un caso se dalla sua entrata in vigore (1995) la disaffezione della cittadinanza alla partecipazione sia via via cresciuta. E, da allora in poi, considerata una fisiologica quota di astensionismo (20 - 25%), la maggioranza della popolazione di Tesero, ma tanto vale anche per altre realtà, non ha più avuto voce in capitolo.

Concedere il potere assoluto a chi anche per un solo voto di differenza supera gli altri concorrenti produce un deficit di democrazia clamoroso, che consolida il clientelismo, il voto di scambio e la capacità ricattatoria di chi vince, soprattutto in contesti ove all'interno o all'esterno dell'amministrazione (questo è il nostro caso) vi sono figure di riferimento della maggioranza che esercitano da sempre la loro influenza e il loro controllo sul gruppo.

Bene quindi farebbe il legislatore a modificare questa legge limitando il numero dei mandati. Solo così potrà esercitarsi l'alternanza, interrompendo eventuali fenomeni corruttivi in atto, e si potrà garantire il processo democratico della rappresentanza.

Per la storia patria ricordiamo che l'ultimo sindaco eletto col sistema proporzionale e dunque espressione diretta del consiglio comunale fu, dopo una lunga e sacrosanta mediazione tra i consiglieri eletti di ogni schieramento, Maurizio Zeni, nel 1990.

A.D.

 

29/04/25

BUGIE

A futura memoria, proponiamo un incompletissimo collage delle "favole" dette, pro domo sua, dalla prima cittadina, in particolare durante questa campagna elettorale.

Sindaca a tempo pieno

Ma quando mai? Ha dichiarato di esercitare l'incarico a tempo pieno solo per riscuotere l’indennità di fine mandato (5 mensilità ulteriori - mica poco) e per beneficiare magari anche del versamento alla previdenza complementare della parte dei contributi a carico dell'ente pari al 24,2% dell’indennità di carica lorda mensile.

Ascolto e confronto con la cittadinanza

Afferma la sindaca: "ascolto e confronto sono fondamentali - In questi anni abbiamo sempre ascoltato i cittadini cercando di dare risposte concrete… mi impegno di proseguire con questo metodo."

Ascoltare non è sinonimo di sentire. Per ascoltare c'è bisogno di empatia con l'interlocutore e voglia di capire le ragioni dell'altro, per sentire no, basta l'orecchio. In questi dieci anni abbiamo sottoposto alla capa comune qualche nostra istanza, qualche segnalazione, qualche consiglio, sempre in forma scritta ed educata. Cose minime e di buon senso. Ci ha sempre risposto picche.

Sulle questioni di peso, "l'ascolto" è stato ancora meno empatico. Per esempio, sulla cessione di parte di piazza Battisti e dell'ex Cassa rurale, la serata informativa dedicata è stata organizzata (a giochi ormai fatti!) soltanto in conseguenza di una raccolta firme e della contrarietà montante di tanti teserani. Altri incontri di interesse generale non ne sono stati fatti.




Condivisione

La sindaca rivendica, usando l'arte antica della captatio benevolentiae, che il suo programma è frutto di un lavoro sinergico con la cittadinanza, e perciò la ringrazia. Ma quale cittadinanza? Forse quella composta da paesani e paesane scelti e selezionati, ai quali si è permessa di inviare sms personalizzati chiamandandoli “cara, caro, avrei piacere di averti alla serata del..." recuperando i loro numeri di cellulare, a loro insaputa, da chissà quale data base?

Stop al consumo di suolo

Concetto sempre buono, soprattutto in tempi di finzione green, e mai realizzato! Nel mentre lo proclama solennemente, specifica però di voler realizzare la nuova piazzola dell’elicottero (con annessi espropri), di deviare la pista ciclabile di fondovalle verso il laghetto del tamburello (con annessi espropri), di realizzare senza il benché minimo ripensamento la contestatissima pista da ski roll (con annessi espropri), di aver autorizzato la costruzione di una nuova strada ad uso privato ed esclusivo del nuovo albergo Lagorai a Lago. In tutti questi casi andando ad utilizzare e sperperare aree agricole… Bióto coerenza!

Le compensazioni

E però - ci dice, tranquillizzante - ci sono le compensazioni! Ah, beh, allora... I terreni agricoli sottratti alla loro naturale vocazione per fare le cose di cui sopra e non solo, saranno compensati attraverso recuperi e bonifiche di aree a bosco o a pascolo. Ma di cosa sta parlando? Di compensazione si potrebbe parlare se, per esempio, venisse smantellato l'impianto Misconel di Lago per trasformarlo in un'area verde. Ma non certo bonificando aree a pascolo/bosco già ricomprese nella macro categoria agro-silvo-pastorale. In ogni caso, una compensazione per essere davvero tale dovrebbe essere "equivalente". Ma un "prato" ricavato, per esempio, da una bonifica boschiva in località La Büsa, non può certo dirsi equivalente a un prato originario pianeggiante in località Noalacce.

Finanziamento di Casa Iellici

La sindaca afferma che grazie ai fondi olimpici si ristrutturerà finalmente il vecchio, storico edificio. Balle! Il finanziamento verrà attinto dal Fondo per gli investimenti di rilevanza provinciale - di cui all'art. 16, comma 3 bis della legge provinciale n. 36/1993 (legge sulla finanza locale).

Sempre la sindaca su Casa Iellici riferisce che: “Abbiamo affidato la progettazione esecutiva dell’opera". Altra bugia, non è così. È stata affidata la progettazione esecutiva solo dell’area museale (UMAF 2: Impianti tecnologici, restauro e realizzazione area museale) e non della biblioteca (UMAF 3: Restauro e realizzazione area biblioteca) e l’appalto dell’area museale è previsto per la primavera 2026.

Aggiungendo disinformazione a disinformazione, specifica inoltre che la sede attuale della biblioteca, in via Noval, sarà destinata a Centro giovani. In realtà per la biblioteca non c’è ancora l’incarico di progettazione esecutiva e mancano i fondi. Dunque, il "centro di aggregazione per i giovani" (qualunque cosa voglia essere) al momento non è alle viste.

Area di Propian per prima casa

La sindaca afferma che rispondere alla domanda sui vincoli urbanistici da applicare a quell'area, è come discutere sul nulla, perché la competenza è tecnica! Cazzata. La competenza è politica, altroché. Altrimenti facciamo decidere, scegliere e pianificare agli uffici tecnici.

Ma forse questa è una risposta di comodo per non palesare la mancata intenzione di inserire vincoli (a parte quello di prima casa) nel previsto piano attuativo per tutelare quell'area. E forse anche per non attuare i controlli atti a verificare che le abitazioni siano destinate veramente a prima casa e abitate effettivamente da residenti. È così che si combatte l’over turismo e il proliferare di B&B?

Tesero nell'associazione Borghi Autentici d’Italia

"L'Associazione Borghi Autentici d'Italia è una rete fra territori dove protagoniste sono le persone e le comunità (..), promuove un percorso articolato di sviluppo in sede locale, un approccio che considera i patrimoni esistenti quali punti di partenza per costruire strategie concrete e attuabili di miglioramento del contesto sociale, ambientale e produttivo locale, partendo dalle risorse e dalle opportunità presenti, allo scopo di elevare le condizioni di vita della popolazione e rendere attraente “lo stare”, il vivere e il lavorare in quel luogo."

Insomma, è un'associazione che, in tutta evidenza, con l'attuale paese di Tesero non ha proprio nulla a che fare. Qui si persegue un unico obiettivo, quello della monocoltura turistica, le cui conseguenze sono antitetiche rispetto alle finalità perseguite da quella associazione. Tesero ormai è un paese senz'anima, dove il dialetto è in veloce fase di estinzione, dove i "foresti" abitano il centro storico e i Teserani di nascita, sottraendo nuovo territorio, hanno urbanizzato le periferie, dove le attività artigianali e commerciali dentro l'abitato antico non esistono più, dove nel centro storico, passeggiando di sera, non incontri nessuno, dove le peculiarità identitarie sono al lumicino e gli scorci caratteristici del tempo che fu sono stati sacrificati a beneficio della modernità. Se questo è un borgo autentico, Dio ce ne scampi!

L'ultima

Non paga di questo condensato di parole in libertà, opere e omissioni la Nostra ci rifila l'ultima perla dichiarando di aver sempre lavorato in questi dieci anni per il bene comune e per migliorare la qualità della vita delle persone di Tesero. Oibò, non ce n'eravamo accorti.

A.D.



17/04/25

INTIMIDAZIONE MAFIOSA

Cresce l'ostilità nei confronti della lista Con TEseroOggi, sia a Lago che in piazza Battisti, sono stati strappati dagli appositi spazi all'uopo destinati i manifesti elettorali del gruppo guidato da Massimiliano Deflorian.

EVIDENTEMENTE I BURATTINAI NASCOSTI DIETRO LA LISTA CESCHINI HANNO DECISO DI PASSARE SENZA ULTERIORI INDUGI  ALL'INTIMIDAZIONE MAFIOSA!




L' APERIVOTO

La cultura non basta. Le opere non bastano. Le licenze dispensate agli amici non bastano. Purtroppo, la memoria è corta, sempre più corta. La riconoscenza sentimento labile e fugace. C'è davvero il rischio che il 4 maggio prossimo la gggente di Tesero sbagli a crociare. Sarebbe una sciagura tremenda per il paese. I prossimi quindici giorni saranno dunque importanti e le mosse giuste fondamentali. Alla fine, ancorché l'idea non sia originale, la sindaca ha deciso di giocarsi il finale di partita  ripercorrendo la strada sicura del Panem et Circenses, anzi, del Vinum et Circenses. Tutti i bar del borgo quindi sono già stati precettati dalla giunta comunale e saranno, in esclusiva, a disposizione degli ultimi giorni di campagna elettorale. Un prosit qua, un aperitivo là, con leggerezza, soavità e giusto ottundimento. 



Il tourbillon di trovate e mezzucci, vòlto a garantire, ai signori (e signore) che da 10 anni, con spocchia ed arroganza crescenti, fanno un po' quel cazzo che gli pare, di poter continuare per altri 5 anni a fare quel cazzo che gli pare, terminerà il 3 maggio prossimo, in pieno "silenzio elettorale", con la grande abbuffata in Sala Bavarese. C'è da premiare i presepisti e davvero e con gran rincrescimento non si poteva aspettare il sabato successivo! Ma non temete. Quella è gggente onesta. Certo berranno, certo balleranno, certo rideranno. Ma state tranquilli ché sul voto del giorno dopo nessuno aprirà bocca. 

L'Orco

07/03/25

IL 4 MAGGIO (2025)

Rieccoci. Scusate l'assenza. Purtroppo abbiamo avuto dei contrattempi. Da mo’ stavamo aspettando di installare un sofisticato sistema basato sulla IA predittiva. Finalmente, grazie alla collaborazione con l’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler siamo riusciti recentemente a implementarlo nella nostra rete informatica, e siamo quindi in grado di iniziare a testarlo.
Come sapete, l’IA predittiva, dopo l’invenzione della ruota, è, forse, la più stupefacente idea concepita dall’Uomo. Giunta miracolosamente a salvamento della nostra specie pochi istanti prima della definitiva scomparsa dell’intelligenza naturale (IN). Sarebbe stato davvero difficile far proseguire la Storia contando soltanto sui pochi residui di materia grigia sparsa ancora qua e là.
Abbiamo deciso di iniziare i test “interrogando” questo sviluppatissimo sistema cibernetico (Sibilla 4.0 forte n.d.r.) su un argomento che da sempre appassiona il popolino locale: le elezioni comunali. Ebbene, il responso è sorprendente. Non tanto per il risultato, che un bipede qualsiasi ancora dotato di un paio di neuroni attivi avrebbe facilmente potuto prevedere, quanto perché quel risultato non è affatto una probabilità ma una certezza definitiva pronta per essere stampata ed archiviata negli annali del paese. Ecco dunque i risultati elaborati della nostra Sibilla elettronica che comunichiamo volentieri ai lettori.

Aventi diritto: 2460;
Votanti: 1778; (72,28%)
Schede nulle: 28 (Fanculo i Lagheri 3, W la figa 6, Andate a cagare 2, Abbasso le olimpiadi 5, Piero Piero vaffanculo 4, Bossi sindaco 1, Comune de merda 3, Avé rótto i cojoni 4).
Schede bianche: 53.
Voti validi: 1697.
Le elezioni comunali del 4 maggio 2025 sono state vinte dalla congrega Per Tesero e la sua gente (sti cazzi! n.d.r.), che ha ottenuto 850 voti di lista complessivi. Oltre alla sindaca si sono riconfermati tutti gli altri componenti di giunta. Tra i candidati di peso non ce l’ha fatta invece, per un pelo, il proconsole di Lago, Ciro Tomasi. (Pazienza n.d.r.).




Nota in calce

Dall’Alto Comando interforze di Propian, che ha sostenuto e coordinato tutta l’operazione “Elena per sempre”, sono partiti 850 messaggi intimidatori whatsApp di primo livello (codice verde) in data 26 aprile 2025.
Altri 850 messaggi intimidatori whatsApp di secondo livello (codice giallo) in data 30 aprile 2025. Infine, ulteriori 850 messaggi intimidatori whatsApp di terzo livello (codice rosso) in data 3 maggio 2025 alle ore 21,07.
Tutti gli obiettivi della (consueta, imprescindibile, fondamentale n.d.r.) tempesta di merda elettronica (e-shit storm per gli anglofili n.d.r.) sono stati "colpiti e affondati”.

L'Orco

13/04/21

ANDRÀ TUTTO BENE

Cessati i lai dell'assessora, per lesa maestà, torna il silenzio. Scansata anche questa piccola 'pietra d'inciampo', la ciurma riprende a remare. Ma le parole di lor signore sono state perentorie e chiare: di chi sa cosa vuole e può. Dunque, se non fossimo al cospetto di un manipolo di impostori unito e coeso a difesa del proprio sovrano, qualcuno adesso dovrebbe parlare. O no? Per smentire, confutare, quantomeno rassicurare l'attonita plebe. E invece, niente. Non serve! Qui basta e avanza l'affido al noto adagio: sopire e troncare, troncare e sopire.



Sino alla prossima puntata, quando con un'altra menzogna di nuovo si forzerà la mano e si farà un altro passo.

A.D. 

04/04/21

TRADITORI

E così, dopo aver sostenuto per mesi l'insostenibile, aver negato l'evidenza che anche i ciechi vedevano, aver impedito il confronto pubblico sulla base di un malinteso senso del termine rappresentanza, ci ha pensato proprio il loro padrino a smentirli pubblicamente: con una inequivocabile presa di posizione a mezzo stampa, alla quale ha prontamente replicato il Comitato Vicini del Lagorai.

Altro che bivacco! Altro che polente domenicali per qualche comitiva di camminatori sperduta nel silenzio della foresta. La ristrutturazione di Malga Lagorai sarà la testa di ponte per la prossima trasformazione ad uso e consumo turistico di quell'angolo ancora relativamente integro di natura.



E allora, non possiamo che condividere pienamente il recente intervento di Maurizio Zeni e i successivi caustici commenti. Anonimato a parte (sempre deplorevole!), il merito di essi non si discute. Signora Sindaca e signori assessori, se la rappresentanza democratica anche nelle nostre piccole realtà non fosse ormai soltanto esclusivo esercizio del potere, e voi aveste ancora un briciolo di pudore, dovreste dimettervi ipso facto, avendo ingannata, sapendo di ingannarla, la cittadinanza tutta.

L'Orco 

24/02/21

TUTTO FA BRODO...

Non finisce mai di stupirci la Sindaca Ceschini. Ora è partita con l'operazione "dissociazione noetica". Mi spiego in breve. Tutti hanno potuto vedere affisse, nei giorni scorsi, le locandine "ci pensiamo noi" con le indicazioni per utilizzare il Comune come tramite per la prenotazioni delle vaccinazioni anti Covid. Locandine con bene in mostra il logo del Comune. Se tornate a guardare potrete vedere che, accanto, è posto un anonimo comunicato sui problemi legati ai ritardi nella somministrazione e sulla possibilità di dover sostenere trasferimenti non indifferenti per vaccinarsi. Stavolta il comunicato è su carta bianca. Come a dire: quando le cose vanno bene è merito del Comune (leggasi della Sindaca),


se le cose vanno male è colpa d'altri. Non entro nel merito dei ritardi, oggettivi, nella distribuzione dei vaccini. Mi preme invece sottolineare "l'onestà intellettuale" di chi cerca il consenso a tutti i costi. La controprova? Siamo stati raggiunti più volte da messaggi sulla possibilità, per chi è senza lavoro, di ricevere un aiuto. Regolarmente con il logo del Comune... ma l'iniziativa è della Comunità di valle!!!

Maurizio Zeni 

29/11/20

DABBENAGGINE O MALAFEDE? ENTRAMBE!

Scrive bene - come sempre - Ruggero, che da matematico sopraffino qual è ha il dono dell'astrazione, necessaria per ante-vedere, ma anche della sintesi. E il suo intervento è una sintesi perfetta ed esaustiva della 'questione Malga Lagorai'.

Ci chiediamo perché una maggioranza consiliare che include - oltre, certo, a qualche utile idiota che ha già avuto modo di mettersi in bella mostra - dottori della legge, sociologi, architetti e altri stüdiai di alto livello, nonostante gli appelli lanciati da più parti, fuori e dentro il Palazzo, possa tirare dritta senza la minima incertezza, il minimo dubbio di avere quantomeno sottovalutato le conseguenze, ancorché forse non immediate, della deroga urbanistica che si accinge a concedere.

Che quell'autorizzazione, in un domani più o meno vicino, possa diventare il cavallo di Troia per l'innesco di una progressiva, irreversibile, degradante trasformazione di quei luoghi magnifici e incontaminati ad uso e consumo soprattutto della società Funivie del Cermis.

Ergo, siccome il Comune avrebbe potuto (potrebbe ancora) ribattere alle pressioni della Comunità dicendo semplicemente che per ripristinare le sue tipiche funzioni originarie già ora Malga Lagorai può essere rimessa a nuovo senza doverne cambiare la destinazione d'uso, asseriamo, noi sì senza dubbio alcuno, che la pervicace chiusura all'ascolto da parte di Ceschini & C. nasconde malafede da un canto e dabbenaggine dall'altro.





Ci piacerebbe naturalmente essere smentiti, qui su questo blog, da uno dei nuovi assessori comunali. Da Lidia Canal, da Massimo Cristel o da Fabio Cristel, che nel merito l'altra sera sono stati silenti. Vorremmo controbattessero a quanto scritto da Ruggero, e confutassero le sue argomentazioni, punto su punto. Questo è (sarebbe) confronto democratico! 

Perché, lo ricordiamo, questa maggioranza non è stata plebiscitata, ma governa e decide, purtroppo anche per chi non l'ha votata, in virtù di una legge elettorale discutibile che assegna alla lista vincente (anche per un solo voto!) i 2/3 dei seggi consiliari. Quindi, calma quando si parla di investitura democratica: i 928 voti che avete ricevuto, sono minoranza già rispetto al totale degli aventi diritto e corrispondono addirittura a meno di un terzo della popolazione! 

Temiamo però che questo nostro auspicio non verrà soddisfatto. Conosciamo troppo bene i modi, lo stile (sopire e troncare, troncare e sopire!), gli uomini.

Non c'è un cazzo da fare! La storia lo insegna: le porcate amministrative sono la specialità della casa e tutto lascia intendere che se ne stia confezionando un'altra. Ci toccherà dunque, ahinoi, aggiornare il libro de Le Tieserade, includendovi anche quest'ultima.

Purtroppo, lo abbiamo scritto infinite volte, questo è un paese senza dignità, inverecondamente tafazziano, dove il vassallaggio amministrativo è la regola, sempre pronto a genuflettersi di fronte ai potentati economici.

L'Orco


09/10/20

BELLO E (QUASI) IMPOSSIBILE

Il blog potrebbe essere la casa di formazione del gruppo che a maggio 2025 sfiderà Ceschini, o chi per lei. Così almeno auspica un commentatore anonimo (di nuovo, purtroppo!) che scrive: Cominciamo, chi ci crede, a costruire un'alternativa, ora! Per 5 anni la Ceschini potrà "brillare" nella sua carica. L'importante è che la prossima volta sia smascherata pubblicamente. Perchè non cominciamo, su questo blog a scrivere "IO VOGLIO IL CAMBIAMENTO E MI IMPEGNO PER COSTRUIRLO"?

Va bene, ci sto. L'idea, anonimato a parte, è buona; un po' meno l'humus in cui attecchire, rinvigorirsi, crescere e dar frutto. Già Barbolini ha fatto un mezzo miracolo nel riuscire ad allestire la sua lista. E probabilmente non è un caso se per completarla ha dovuto includervi Teserani d'importazione.

Il vulnus atavico di questo paese è proprio qui. Signori, questo non è Cavalese, non è Predazzo e nemmeno Panchià, che almeno due liste, senza andare a scomodare foresti le mette insieme ogni volta.

No, questo è Tesero, Tesero, scarpette e zoccole. Proprio così. Qui le tue idee possono essere buone, buonissime, ma le abbraccio, le sostengo, e soprattutto, le voto solo sei dei nostri, altrimenti ciàvete! Di chi ti puoi fidare? Di nessuno! Annusando l'aria prima del 20 settembre scorso, pareva fosse preponderante la parte contraria a una Ceschini bis, e invece, ben nascosto dentro la cabina elettorale, ecco materializzarsi puntuale il tradimento.



In sessant'anni di storia amministrativa soltanto in tre sono riusciti a rompere le uova nel paniere del blocco egemone paesano. Due, quando ancora vigeva il sistema proporzionale: il socialdemocratico Remigio Braito nel 1975 (che però venne disarcionato appena due anni dopo dalle solite trame fedeline) e Maurizio Zeni, socialista, nel 1990 dopo un' estenuante mediazione durata oltre tre mesi. Ultimo, con il sistema elettorale vigente, Francesco Zanon, che nel 2010 riuscì a sovvertire la tradizione grazie ad una lista di peso e al cambio generazionale in atto dentro al gruppo dominante, dopo i 15 anni ininterrotti del regno Delladio. Insomma le ciave de l'olto, rare e fortuite eccezioni a parte, sono una prerogativa di chi intorno alla parrocchiale fa o ha fatto il troso, su questo non ci piove. Così dice la storia.

E allora la domanda da cui partire è la seguente, senza metterci la faccia, un nome e un cognome, come si fa? Risolto il rompicapo si potrà anche tentare di tracciare un percorso. Ai solutori (più che abili) del quesito, il blog farà omaggio di una copia del pamphlet le Tieserade.

L'Orco


26/09/20

TESERO E I SUOI ABITANTI

Come volevasi dimostrare, dopo la pubblicazione dell'ultimo post "Coraggio, la Stasi non c'è più", il profluvio di commenti anonimi che intasava i nostri server si è miracolosamente interrotto. Di ciò, noi che la storia di questo paese la conosciamo abbastanza bene, sia per averla direttamente vissuta che indirettamente 'studiata' frequentando gli archivi di casa, non ce ne stupiamo. Questo è lo stile di codesta Comunità, forgiatosi nel tempo e introiettato via via dalla stragrande maggioranza dei residenti. 

La storia e lo stile, dicevamo. Non tutto è casuale in quel che accade nella storia di un popolo. Pesa, eccome, anche la componente genetica, che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Seguendo questo fiume carsico, quindi, ci perderemmo di certo. Dello stile abbiamo invece contezza. La sua data di formazione risale a tempi meno remoti. Più o meno un'ottantina di anni fa. Ma le conseguenze puntuali di questo costume diffuso iniziarono a manifestarsi una ventina d'anni dopo. A dirla tutta, il libro delle Tiéserade (cioè delle malefatte pubbliche conseguenti a quello stile) registra la prima porcata già nel 1947: si trattava però di una questione tutto sommato di poco conto. Dal 1956 in avanti, a passo di carica, le malefatte amministrative si susseguono con continuità culminando, senza peraltro interrompersi, con la tragedia di Stava. Insomma, è tutto scritto. E, passando dalla storia alla cronaca di questi giorni, possiamo ribadire che, se Barbolini, per divina intercessione, questi nostri archivi li avesse bazzicati e studiati qualche mese fa, avrebbe capito che la sua squadra elettorale, come il Titanic, stava per schiantarsi contro l'iceberg ceschiniano e forse avrebbe potuto correggerla in tempo per evitare la disfatta del 22 settembre scorso. 
Ma riavvolgiamo il nastro...




Tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, a Tesero bastava alzare lo scudocrociato per avere ragione di un gregge ubbidiente, senza necessità di cani pastori. Paese agricolo, comunità chiusa, contatti föravia praticamente inesistenti. Si viveva dentro le cinta comunali, senza porsi domande su cosa stesse succedendo non diciamo a Roma, non diciamo a Trento, ma nemmeno a Cavalese o a Predazzo. L'artigianato, in lenta fase espansiva, permetteva ai soli 'capitani d'industria' di avere contatti con le realtà più lontane. 

Le persone parlavano di questioni basilari e concrete, del morbio e del secco, de l' aisüda e de l' altógno, de filò, de maridamenti, de nati e de morti, del tempo, de vacche e de pascoli, de campi e patate, de legna e de bosco. E poco altro. L'unica distrazione settimanale era rappresentata dalla partecipazione coatta (pena l'Inferno) ai riti religiosi della domenica.



Agli studi superiori venivano avviati soltanto i bravi macéi delle famiglie vicine al campanile. Lo stratagemma, ancorché involontario, era semplice. Ai familiari del prescelto, individuato di solito dal parroco, veniva prospettata l'opportunità di andare in Seminario per farsi sacerdote. I genitori, seppur con qualche titubanza iniziale, quasi sempre accettavano la proposta, anche per alleggerire i costi di sopravvivenza (una bocca in meno da sfamare). Al ragazzo, poi, si richiedevano 'soltanto' disciplina, applicazione allo studio, morigeratezza. La cosiddetta vocazione altro non era che uno sforzo di fantasia successivo all'investitura del prevosto. I giovani prescelti, presi tel trabichèl di parroco e famiglia, quasi sempre non opponevano resistenza e i neva 'n zo. Così, dopo il difficile ambientamento dentro la Fabbrica dei preti di Trento, per non recar danno alla famiglia e reprimendo a fatica i naturali istinti, con somma pena terminavano gli anni di studio e si consacravano; non a caso infatti il paese, intorno alla metà degli anni Cinquanta, fu una delle fucine di preti più importanti del Trentino. Non pochi però, giunti sin quasi al termine della formazione teologica, si ritiravano per sopravvenuti 'mal di testa', ovvero, usando un eufemismo, voglia di matrimonio. Furono questi i primi 'stüdiai' laici del paese, senza un titolo preciso, ma con un bagaglio culturale di tutto rispetto, acquisito peraltro gratuitamente. Nel 1960 in paese non c'era praticamente famiglia che non avesse al suo interno uno zio prete o un prete mancato diventato genitore, e conseguentemente i componenti di quei nuclei familiari, chi più chi meno, assorbivano per vicinanza, e non poteva essere altrimenti, quello stile ibrido un po' sfuggente che il termine fedelin rappresenta con efficacia, caratterizzato dalla doppiezza nei rapporti interpersonali che da seminaristi, per autodifesa, il genitore o lo zio avevano dovuto far proprio. 

In quell'epoca dunque la classe dirigente teserana si formò poco alla volta per cooptazione di mancati preti divenuti rispettabili, istruiti capifamiglia e successivamente, per 'diritto dinastico', dalle loro discendenze. Era pertanto del tutto ovvio, data la preponderanza numerica dei fedelini che il paese non contemplasse, né, conseguentemente, accettasse il pluralismo. Quelli al di fuori del gregge privi di quel calco originario e di quelle incombenti presenze familiari erano reprobi senza speranza, inascoltati dalla comunità e non ammessi a entrare dentro le stanze del comando. In quegli anni il riferimento politico era ovviamente la Democrazia Cristiana e il popolo, come un sol uomo, chiamato alle urne, votava compatto D.C. Punto e basta. Rare le eccezioni: qualche socialista, qualche socialdemocratico, un paio di comunisti, l'Anselmo Tisi e il Varisto Longo e alcuni nostalgici del Ventennio. 

Sono passati decenni. Di preti neanche più l'ombra. I seminari sono vuoti. La D.C. scomparsa da trent'anni, per i più è una sigla insignificante. Eppure quel meccanismo di selezione della classe dirigente è ancora intatto, la tara paesana non è affatto sparita. A Tesero i nipoti di quelle famiglie, un tempo in odor di sacrestia, sono ancora qui a comandare, per 'diritto dinastico'. Con quella doppiezza ereditata, alla quale con l'emancipazione hanno aggiunto la spocchia. Il Comune è Cosa Nostra. Con le buone o con le cattive nessuno si azzardi a togliercelo. 

Continuerà così. In saecula saeculorum. Amen. 

Ario Dannati 


15/04/20

CARA SINDACA TI SCRIVO


Egregia Elena, ho ricevuto, lunedì 13 aprile 2020, come ogni altro compaesano, la busta contenente le famose mascherine sanitarie, della cui distribuzione da qualche giorno la P.A.T. aveva già informato i residenti in provincia.

Orbene, acclusa alla busta contenente i due d.p.i. ho trovato anche una Tua lettera. Ti confesso che dopo averne attentamente letto il testo i santissimi mi si sono moderatamente girati. Naturalmente due righe d’accompagnamento alla consegna dello straordinario plico, da parte della prima cittadina, ci stanno; e ribadire alcuni concetti, magari anche. Però l’opinione personale sul tempo che stiamo vivendo diffusa urbi et orbi a mezzo stampa, infarcita di abbondanti dosi di captatio benevolentiae e lisciamenti di pelo dal chiaro sapore propagandistico, no.

 


Che a Te, vista la Tua giovane età, questo periodo sembri… la fine del mondo posso capirlo (anche se faccio fatica a crederTi). Ma questo è il Tuo parere, che non collima affatto col mio e immagino neanche con quello di altri concittadini. Per me, che ho qualche anno più di Te, e che ho una sensibilità affatto diversa dalla Tua, questo periodo, certamente straordinario e drammatico dal punto di vista sanitario per chi sfortunatamente è stato colpito dalla malattia e per le strutture ospedaliere, in virtù della parziale serrata delle attività produttive e del confinamento domestico forzato della popolazione è parso invece un momento di tregua ambientale, col ritorno, purtroppo solo temporaneo, a quella tranquillità, persa ormai definitivamente, che caratterizzava il paese e la valle all’incirca sino al 1980. Poi, la progressiva accelerazione turistica, conseguente, nel nostro paese, alla tragedia di Stava, ha via via dequalificato l’ambiente nel suo insieme e la vivibilità di questi luoghi. In questi due mesi circa abbiamo beneficiato, tanto per fare qualche esempio, di aria pulita (poche auto e Misconel chiuso), abbiamo goduto del silenzio notturno, non abbiamo dovuto registrare incidenti stradali né constatare ulteriori furti in casa, eccetera. E, da quando la stampetta locale s'è dovuta occupare del Covid19 e non più di M49, dell'orso ce ne siamo dimenticati in fretta e le 'efferate' stragi dei lupi, ingigantite dai giornaletti provinciali da avanspettacolo a uso e consumo dei poveri di spirito, sono state anch'esse derubricate. Se di questi positivi effetti collaterali la lettera avesse in qualche modo fatto menzione, avrei potuto anche condividerla. Invece, le Tue parole testimoniano una visione riduzionistica delle cose, dando per scontato che finita l’emergenza tutto tornerà come prima e che questo e solo questo è e sarà il modo di procedere anche in futuro. Forse hai ragione, ma non illuderTi. Se non ci trovassimo al cospetto di persone, massimamente quelle più giovani, totalmente incapaci di vedere l’evidenza dei fatti, questa pandemia avrebbe potuto, anzi, dovuto essere l’occasione non già per ribadire slogan bambineschi e poco rispettosi (chiedere ai familiari di chi di corona virus è defunto), affiggendoli addirittura al balcone del palazzo comunale, bensì, prima che sia troppo tardi, per proporre una meditazione generale sul come stiamo procedendo e dove vogliamo arrivare. Certo, l’intoppo della macchina economica provocato dal contagio sortirà contraccolpi di un qualche rilievo, ma dire che la situazione è surreale perchè gli alberghi e i ristoranti sono chiusi e le strade sono quasi deserte... e che viviamo come sospesi, in un silenzio cui non siamo più abituati... conferma quanto scriveva qualche giorno fa Marco Travaglio in un  suo editoriale sul Fatto (…) quando tutto sarà finito, sarebbe una tragedia tornare alla normalità di prima, perché prima nulla era normale. Ma, se non ci diamo da fare per convincere un po’ di gente, riaprirà presto quel gigantesco manicomio dove un 99,9 percento di matti che si credono sani tratteranno da matti lo 0,1 percento di sani.”

Ecco, siccome le cose, senza alcun dubbio, peggioreranno ancora, (gli ultimi vent'anni sono stati un' escalation di eventi drammatici precedentemente inimmaginabili) pretendere di continuare in questo modo, anzi auspicarne un rilancio, è pura follia. E se così la pensa, ahimè, l’albergatore insaziabile o l’impiantista spregiudicato me ne faccio una ragione, ma non posso accettare che la pensi così  anche chi di questa comunità pretende di esserne la guida.
 
L'Orco

P.S.


Da più di due mesi sto aspettando la Tua risposta a una mia legittima istanza consegnata brevi manu in Comune (Prot.733 del 30/01/2020). All'epoca il Covid19 non era ancora una priorità dell'Amministrazione e il tempo per duellare sui quotidiani locali a strettissimo giro di posta con un Tuo probabile prossimo avversario elettorale lo trovavi sempre. "Stare vicina in tutti i modi alla popolazione" in tempo di guerra, come in tempo di pace, vuol dire anche confrontarsi e dare risposte con celerità a chi, come il sottoscritto, versa annualmente a codesta Amministrazione imposte comunali per importi assolutamente incongrui rispetto ai servizi e alla qualità della vita che da questo Comune riceve.


15/04/18

FINALMENTE!



Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire. Forse ci siamo. La notizia, attesa da tempo, inizia a circolare in paese. Dunque, stando alle voci, si sarebbe costituito un non meglio precisato comitato con l’intenzione di supportare la nascita di una lista di pochi (forse troppo pochi, però) volenterosi e capaci concittadini, selezionati, indicati e coinvolti dallo stesso comitato, per cercare – nel 2020 – di “cambiare il verso” di questa disastrata comunità paesana. La misura da tempo è colma e il malcontento serpeggia ovunque. Il paese è intollerabilmente ostaggio di un manipolo di personaggi che definire farabutti è fargli un complimento. Malversatori e truffatori che tra una festa campestre, una sagra, una processione del corpus domini a mani conserte appena dietro al prete e un selfie col papa ogni tre per due, usano l’amministrazione comunale per coltivare i propri esclusivi interessi di bottega.
 


In un paese normale, ove la cittadinanza non fosse silente oltre l’indecenza, come purtroppo lo è qui, questi signori non arriverebbero nemmeno a concludere la loro avventura amministrativa e verrebbero scacciati dal palazzo con i forconi e a pedate. Ma a Tesero, si sa, dominano le associazioni e tutto da esse discende e dipende. Basta alimentarle e controllarle, direttamente o indirettamente, e puoi fare ciò che vuoi.

Lo abbiamo scritto infinite volte: per cambiare le cose è necessario tagliare il cordone ombelicale tra Comune e la selva selvaggia dei sodalizi paesani. Impedir loro di paralizzare il paese con le loro infinite menate. Sono la nostra piovra da eradicare! È ora di finirla. Le amministrazioni amministrino. Le associazioni facciano col loro e non impediscano, con la loro interferenza e le loro continue richieste, la buona amministrazione fatta di competenza, imparzialità, rigore, cura ed attenzione. Se qualcuno coltiva una propria passione, lo faccia col suo: si compri il clarinetto, si paghi il viaggio, guardi al firmamento col proprio telescopio! Basta commistioni, finanziamenti pubblici continui, ricatti, tacitazioni! Da quarant’anni questo paese è schiavo di un presepio, di un albero di Natale, di un tendone o di una gara di sci. Da più di trenta le priorità qui sono Stava (ricostruzione alberghiera e dintorni), Pampeago (ITAP, del Nostro campione part-time) e Lago (Centro del Fondo, sempre del Nostro campione part-time). Il resto dell’azione amministrativa si è risolta per lo più buttando soldi pubblici a cazzo per progetti di lavori spesso non necessari e poi, se fatti, fatti male. Mentre, tre mondiali dopo e all’alba forse di un quarto o di un’olimpiade, il degrado del paese storico è scandalosamente evidente e insopportabile. Solo chiacchiere, chiacchiere, roboanti e inverosimili promesse e nulla, assolutamente nulla di concretamente qualificante. Guardare per credere.

Da qui alla fine di questo disastroso quinquennio gli attuali ‘illegittimi’ di palazzo Firmian faranno ancora danni. Questo è certo e purtroppo inevitabile. Ma dovranno essere gli ultimi! Il tempo per arrivare pronti al prossimo appuntamento elettorale c’è, anche se il lavoro del comitato non sarà facile. Speriamo bene e, comunque sia, da parte nostra, auguri!

L’Orco

25/03/18

DAL VANGELO SECONDO MATTEO

Beati i perseguitati per la causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli.
 
Mentre in quel di Trento la Corte dei Conti... contava, a Roma, nei sacri palazzi vaticani, il nostro Toni da Lagundo assideva per la terza volta al cospetto di un uomo vestito di bianco.
L'immagine, risalente a qualche giorno fa, lo ritrae in prima fila in compagnia di alcuni noti pubblicani locali.
 

14/03/18

L'INTRALCIO



Al di là delle differenze tecnico-giuridiche tra amministratore delegato, direttore generale e dipendente part-time, dire che il consigliere provinciale Pietro De Godenz non è assolutamente estraneo ai processi decisionali di ITAP spa è una verità lapalissiana che nessuno qui osa confutare.

In tal senso l’elenco degli esempi a suffragio di questa  evidenza è sterminato. Se l'affermare  a sua discolpa di essere soltanto un dipendente ITAP part-time (e dunque  lì non contare ormai più un cazzo n.d.r.) fosse vero, non si capirebbe in che veste lo scorso anno, per l’interposta persona della signorina sindaca, maldestramente coinvolgendo l’amministrazione comunale di Tesero, perorò la causa del nuovo bacino artificiale di Pampeago e organizzò una pubblica assemblea per informare della cosa la cittadinanza, mettendosi successivamente a disposizione in prima persona per ragguagliare dettagliatamente (e rassicurare)  la minoranza consiliare, che sull’argomento era subito scesa sul piede di guerra. In veste di semplice (ma plenipotenziario) dipendente ITAP part-time, di consigliere provinciale o di padrino/padrone della maggioranza comunale?




De Godenz, in qualsivoglia opportuna veste desideri apparire, è l’indiscusso deus ex machina della società impiantistica teserana. Qui lo sanno anche i sassi. Tutte le decisioni operative della società, anche in questa fase di allontanamento virtuale dalla 'sala dei bottoni' ITAP, sono sempre da lui suggerite e pilotate. Come sempre è accaduto e accade da una trentina d’anni in qua. Che poi i distinguo nominali possano liberarlo dal ‘peso’ dell’incompatibilità, questo è un altro paio di maniche.

Ad ogni modo, da che egli siede pure sui ben remunerati scranni del Consiglio provinciale la sua incompatibilità fattuale si è ulteriormente ingigantita!

Se la Guardia di Finanza sta indagando per verificare ‘soltanto’ la sua incongruenza fiscale, probabilmente dovrà alzare bandiera bianca. Se invece intende capire anche se egli sia il decisore supremo di quella società e, senza ombra di dubbio, il titolare di un gigantesco conflitto di interessi, la questione non si pone nemmeno. Basta chiedere al primo mona che passa.

L’Orco


04/03/18

DO UT DES



Dopo lo svolgimento della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento nazionale, ieri, e oggi pure, sarebbe stato  il momento della cosiddetta riflessione.

Dalla mezzanotte di venerdì 2 marzo ultimo scorso tutti i partiti ed i rappresentanti politici sono (sarebbero) obbligati al silenzio elettorale.

Non è possibile fare alcuna propaganda elettorale che sia essa di invito a votare se stessi od il proprio partito o che sia denigratoria degli altri al fine di ottenere indirettamente il consenso per sé.

E’ un divieto che vige ovviamente per tutti.

Tuttavia, ieri e verosimilmente pure oggi, i telefonini di moltissimi Teserani sono stati tempestati, come d'abitudine, dai consueti sms provenienti dal nostro campione in Provincia, con l'invito rivolto ai suoi affiliati, notoriamente incapaci di valutare autonomamente alcunché e sempre genuflessi al suo cospetto, a votare per il signor Lorenzo Dellai.

Un'azione che contravviene alla legge 4 aprile 1956 n. 212, integrata da interventi successivi.

Avremmo molto da scrivere in proposito e la tentazione è forte, ma lasciamo perdere. Non ne vale la pena. Conosciamo troppo bene questa comunità di anime perse.

Ci limitiamo solo a denunciare attraverso questo blog tale azione e, vanamente, a segnalarla agli organi competenti.


L'Orco

06/01/18

ANNO NUOVO, STORIELLA VECCHIA

Mentre a Palazzo si registrano quotidianamente soprusi ed imbrogli  perpetrati dalla nota banda al comando  (che l'intera Enciclopedia delle Malefatte non basterebbe a contenerli tutti), per tacitare il popolino distratto (peraltro già muto e silente di suo) si ripropongono, con intollerabile sperpero di pubblico denaro, i noti e vetusti circenses invernali.
Ecco dunque, per l'ennesima volta,  riapparire nelle cronache locali della stampa trentina la lieta novella del presepe teserano in viaggio alla conquista del mondo. Insomma (traducendo) ...
 


...  continua lo sfruttamento dell'inesauribile e inesausta miniera del consenso ad uso e consumo del sommo Brigante e dei suoi accoliti.

Come scrive giustamente l'estensore dell'articolo, in questo paese sembra proprio di stare in un grande presepio vivente. Con un solo Redentore, molti buoi e numerosissimi asini. 

 L'Orco
 
 

13/09/17

IN MEZZO ALLA PALUDE


Giro di boa alle viste per la compagine comunale 2015-2020 e niente di nuovo sotto il sole teserano. Tutto come previsto, nonostante lo sdegno iniziale di chi, ridicolo assertore della sacralità del voto, aveva negato l'esistenza di brogli elettorali. E invece l'imbroglio, non nella conta, ma prima del voto, c'è stato, altro che no. Ma questa è acqua passata.

Il bilancio amministrativo a circa metà strada è negativo. Data la stura all'agognata variante urbanistica, sono iniziati con gran lena i lavori di smembramento territoriale periferici. A Lago in particolare, luogo dove, evidentemente, in molti abitavano nei container, sì come profughi derelitti e abietti, al via del Comune le pachere sono state prontamente azionate e le gru issate sui nuovi cantieri, che dall'alto del paese si possono ammirare, rendono bene l'idea dell'avanzamanto incessante della cementificazione territoriale. Ma anche qui nel 'capoluogo', originale e insuperata sede sapientiae vallis, nonché a Piera, nuove caŝotte stanno crescendo come 'na bütada de fiferli dopo due giorni di pioggia settembrina. Il peggio però, ahinoi, deve ancora arrivare.

In compenso il centro storico, nonostante la strepitosa movida serale di luglio e agosto, presunta taumaturgica medicina contro il suo inevitabile declino, non riesce ad affrancarsi dai suoi antichi luoghi comuni che ne condizionano la possibilità di riqualificazione...

Nel grigiore di un Consiglio che non dibatte, l'unica nota lieta, si fa per dire, è arrivata dal consigliere Danilo Vinante che, dopo una breve parentesi in maggioranza, da 'Panetti' verace qual è ha pensato bene di togliere il disturbo, salutare la compagnia dei pappagalli muti e mettersi in proprio. L'autonomia di pensiero non ha prezzo! Bravo Danilo. Altro e forse unico fatto di rilievo sin qua è stata la netta, ferma dissociazione dell'opposizione dal pasticciaccio brutto del bacino artificiale di Pampeago. La polemica, amplificata a mezzo stampa, dopo un inqualificabile agire della sindaca, si è sviluppata tutta al di fuori dell'aula consiliare, anche perché in quel luogo la questione non vi è nemmeno entrata! Vedremo se in aula, qualora venga posta all'ordine del giorno, Barbolini & C. manterranno la stessa fermezza espressa sui giornali, votando un fiero e netto NO. Perché un'eventuale loro astensione al proposito suonerebbe come beffa nei confronti di chi li ha votati e confermerebbe una volta di più il consueto triste gioco delle parti tanto caro al palazzo: contesto il metodo, contesto il merito, ma poi mi astengo perché non sia mai che la prossima volta, se sarò io a menare le danze, e, a quel punto, ritornando sul problema, obbligato, chissà, da qualcuno a ricambiare frettolosamente idea,  non debba magari giustificare l'ingiustificabile.



Ma stiamo allegri, ché il 2018 riserverà a noi tutti paesani gradite sorprese. Dopo il costoso concorso di idee del 2008 (amministrazione Delladio) e i successivi altrettanto costosi progetti, in una piazza Battisti finalmente messa a nuovo, in un clima pacificato e di ritrovata generale amicizia saremo invitati da un paio di noti filantropi  a favorire prelibatezze di ogni tipo. Squisite tartine al salmone, pregiati e buonissimi rossi, castagne arrostite e brulè, babbà, profiteroles e cornetti alla crema. Poi, tra una stretta di mano, una pacca sulle spalle, un ammiccamento malandrino alla folla un po' storna, piano piano, poco poco, i due, a turno, parleranno suadentemente del futuro. Un futuro pregno di nuovi sensazionali progetti, ovviamente radioso (per loro) e molto, molto prossimo, distante all'incirca diciamo... appena un quinquennio. 
Il tutto a gratis. O quasi!
 
L'Orco

23/06/17

È SCOPPIATA L'ESTATE


Siore e siori, bondì. Avé magnà pulito e volentéra? Son contènt. Esordiva così Ottavio Fedrizzi, in arte 'l Checo de la Portela, in una ascoltatissima trasmissione radiofonica di molti anni fa, in onda il sabato alle 13 dalle stazioni RAI di Bolzano. Ottavio, mèzo da Tieser e mèzo da Pancià, con brillante sagacia intratteneva all'ascolto un uditorio che a quell'ora, più o meno, stava marenando. Che c'entra 'l Checo de la Portela? Niente. Ma l'altro giorno, il dì di sagra, vedendo nel piazzale scolastico la lunga coda di persone con il biglietto in mano in attesa di un piatto di polenta, mi è balenato il ricordo. La fame è fame e il rancio alpino a base di farina di granturco, con lüganega e formae, ben si confà alla domanda che 'l Checo poneva immancabilmente in apertura di trasmissione. Ricordi di anni lontani e di tempi remoti. Ma proseguiamo.

Mentre il popolo gozzovigliando festeggiava il santo patrono, in Comune qualcuno distribuiva benemerenze a tre noti concittadini. A memoria è la prima volta che l'amministrazione pro tempore conferisce pubblicamente e con apposita cerimonia un riconoscimento di questo tipo. Nel segno evidente di una strategica captatio benevolentiae mirata a garantire il prossimo anno la fondamentale rielezione in Provincia di un altro noto personaggio del paese. Per quel posto al sole, luccicante di baiocchi e con probabile incarico 'pesante', tutto fa brodo e i tre premiati, popolari e nonostante tutto ancora capaci di 'fare opinione', sono evidentemente stati valutati strumento all'uopo non trascurabile. L'elettore moderno, così distratto e disinteressato, va condotto al voto con cura ed attenzione. E bisogna iniziare per tempo. Da qui ai prossimi dodici mesi, c'è da scommettere, sarà un crescendo di iniziative pubbliche volte a  blandire ed orientare la cittadinanza con le più inattese e fantasiose regalie.


Intanto il caldo non dà tregua. L'inedito anticiclone Giuda, sarà seguito, sembra, dal più conosciuto Caronte, con un aumento di temperatura vieppiù infernale. Tra qualche giorno, se tanto ci dà tanto, i brenzi pubblici dovranno essere chiusi. Non possiamo affatto permetterci un inutile spreco d'acqua proprio ora che si apre la stagione turistica estiva e negli alberghi il contadocce inizierà a girare vorticosamente.

La situazione meteo pare davvero fuori controllo. Si ha la netta impressione che il peggioramento, anno dopo anno, sia inarrestabile. Fa più caldo in termini assoluti. Piove meno, nettamente, e le 'stravaganze' meteo si susseguono. Dopo l'ultimo asciuttissimo inverno, c'è stata una primavera 'quasi' normale: dolcemente inattesa, mite e con qualche gentile pioggerella. Poi, d'improvviso, un tardivissimo colpo di coda dell'inverno, con un gelido vento a sferzare la vegetazione già ben avviata di inizio maggio. E, dopo qualche pioggia ancora, ma insufficiente a compensare il 'non precipitato' invernale, ci tocca registrare il preoccupante susseguirsi degli anticicloni africani far bolla su tutto il continente. E siamo soltanto a metà giugno!

Fortunatamente viviamo a Tesero, ove la voglia di non pensare e di festeggiare senza alcun apparente motivo, ma tanto per, è codificata nel DNA della sua gente. Archiviato il Patrono ecco la Stava sky race, che ora ha cambiato sì il nome, ma non la sostanza; peraltro la gara, chissà poi perché, nel pieno rispetto di un non senso nominale, non parte né arriva a Stava, ma nel più comodo e centralissimo piazzale scuole elementari. E daighela! Meglio, no? La pubblicità è sì per Stava e i suoi alberghi, nonché per la Sportiva che ne è lo sponsor principale, ma la rottura di coglioni è per quelli di Fia, che, ironia della sorte, non vengono nemmeno ringraziati per la pazienza. Sa tutto di beffa, di presa per il culo.  C'è sempre qualcosa di incongruo, sempre qualcosa sopra le righe. Sempre, l'anno dopo, una novità da aggiungere all'anno prima. E sempre, nonostante l'istanza dei residenti di ubicare in altro luogo il tendone col suo caravanserraglio, nell'ex giardino scolastico. Lo stile è stile e i Tieseri, quanto a stile sono inimitabili.

Due giorni dunque, sabato e domenica (ecco la novità), di microfono aperto sull'ascoltatore, impossibilitato purtroppo a difendersi dalle molestie amplificate dello speaker. Due giorni di gloria per Macia & C. attesi, ne siamo certi, con spasmodica impazienza. Due giorni di gridati e ripetuti numeri di partenza e di arrivo. Di nomi sconosciuti e immediatamente dimenticati. Di date di nascita e di località di provenienza. Di tempi di percorrenza, medie ponderate, dislivelli, tasso di umidità, probabilità di temporali e anticipazioni sul menù de la marena seguente. Di fornicazioni certe e di fornicazioni presunte. Di We Are the Champions cantato a squarciagola, ma con lacrime di commozione. Di premiazioni fatte dall'assessore invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dallo sponsor invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dal presidente della Cornacci invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dallo stesso Macia, che sul palco già sta e da lì non lo schioda nessuno. Di tutto e di più, tanto per aggiungere nuove medaglie al petto del bravissimo e disinvolto presentatore. E, ciliegina sulla torta, dalle 21 di sabato, altra razione di musica amplificata a tutto volume, con annessi e connessi, fino a mezzanotte.

E' la decadenza del tempo. La barbarie che avanza. L'insignificanza di un procedere stupido. Quando capiranno questi amministratori che così si dequalifica il paese e l'appetibilità turistica? Chi scappa dai forni delle città estive e si rifugia in località di montagna, almeno alla sera, cerca tranquillità e silenzio, non casino! I tendoni e i palchi con le loro feste e la loro baraonda si organizzino e si allestiscano fuori paese! Il luogo adatto Tesero ce l'ha. Cosa ci vuole? Vadano a vedere come si fa in Alto Adige e imparino.

Comunque, passerà anche questa e poi, sotto a chi tocca. A chi tocca? Ma al Concertone number 75. Anche in questo caso, nel rispetto dell'incongruenza, i pezzi d'assieme, non amplificati, vero e precipuo scopo del raduno bandistico, non verranno eseguiti nel piazzale delle scuole, ma in piazza Cesare Battisti, col traffico di passaggio a disturbarne l'ascolto,  mentre il frastuono amplificato del post Concertone sarà garantito, come sempre, ai soliti noti.

Finalmente, da lunedì 3 luglio alle otto in punto del mattino, coadiuvati dagli operai comunali, gli alpini daranno inizio alle operazioni di smantellamento del tendone. E la profanata quiete del martoriato ex giardino scolastico, tornerà a tranquillizzare i mortificati spiriti dei resistenti di via Fia e a rilassare le  fesse membra dei turisti in cerca di una panchina all'ombra. Sarà vero?


A.D.


INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

MINU
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