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09/09/20

06/09/20

DI GAFFE IN GAFFE


In altri tempi, l'inserimento nel programma di consiliatura di uno smerdisterio canino, peraltro già in fase realizzativa, avrebbe potuto rappresentare la classica buccia di banana sulla quale scivolare rovinosamente. Questa volta però non accadrà. L'azzardo di localizzare il nuovo recinto sgambatura quadrupedi d'accompagnamento in località Aleci, non produrrà contraccolpi significativi nella corsa alla poltrona numero uno di palazzo Firmian. Con le Olimpiadi alle viste e il signor P in rampa di lancio per ricoprirne il ruolo di feldmaresciallo del settore 'nordico', Ceschini si trova in una botte di ferro: sarà la sindaca uscente, molto probabilmente, a risedersi su quella sedia. Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento: come dicono i pagliacci, a Palazzo c'è bisogno di continuità! Tra qualche giorno quindi i classici sms d'intimidazione, pardon, d'invito del nostro sommo rappresentante politico arriveranno copiosi ai cellulari degli associati paesani: bandisti, pompieri, cortaioli, coristi, cornaccisti, astronomisti, presepisti, eccetera. Perché a Tesero il voto popolare è sempre stato un voto... pastorale e da sempre (unica eccezione la tornata del 2010 con la vittoria di Francesco Zanon) la maggioranza del gregge vota chi il pastore indica di votare!

Dunque, tranquilli. La sindaca parte in prima fila. E, dando a Cesare quel che è di Cesare, non solo per merito altrui. Ci ha messo del suo! Eccome. Dalla fine della serrata pandemica in avanti è stata una corsa frenetica all'assegnazione e realizzazione di lavori. Quindi, se il metro di giudizio è solo quello del fare, a prescindere, le credenziali per una riconferma, anche senza la spinta del suo santo in paradiso, ci sono.


Ma, tornando alla realizzazione dell'area ricreativa per cani, in paese la questione ha innescato una violenta polemica tra fautori e detrattori, con ripercussioni anche a palazzo. Tant'è che, onde prevenire una possibile emorragia di voti, la nostra prima cittadina, con mossa ardita a mezzo stampa, non ha esitato a tirare in ballo post mortem il presunto ideatore dell'opera.

Così, commissionando un articolo uscito lo scorso 4 settembre su L'Adige, nel tentativo di non perdere consenso, ha pensato bene di addolcire la pillola. Effetto boomerang? Chissà! Lo capiremo il prossimo 22 settembre ad urne aperte. Di certo non ha fatto una bella figura, aggiungendo un'altra gaffe a quella della sua candidata Varesco. Scomodare i morti per giustificarsi con la cittadinanza ci pare oltremodo irrispettoso e di cattivo gusto. Un primo cittadino serio dovrebbe assumersi la piena e diretta responsabilità di ciò che la sua amministrazione decide di fare o di non fare: chi non può più parlare ed  esplicitare le sue motivazioni lo si lasci in pace!

L'Orco




25/08/20

LA CANDIDATA CON LA FACCIA DI BRONZO

I quarant’anni suonati della televisione commerciale hanno modificato antropologicamente gli Italiani. L’importante è ridere, ridere, ridere. In ogni occasione e per qualsiasi cosa, triste od allegra che sia fa lo stesso, come ci hanno ben insegnato il Gabibbo e i tanti conduttori delle trasmissioni del Biscione. A farne le spese sono (stati) soprattutto, ma non soltanto, gli attuali ‘adulti’, i venti-trenta-quarantenni, nutriti e allevati davanti alla tv spazzatura, in questo clima da sagra paesana non-stop o da paese dei balocchi, a suon di spot e cretinate dalla mattina alla sera. La pervasiva onda televisiva di Cologno Monzese diffusa h24 dalle Alpi alla Sicilia obbliga gli abitanti dello Stivale alla leggerezza mentale permanente, al ‘ma cosa vuoi mai che sia…’, al ‘tutto è lecito, tutto è concesso’, al ‘dai buttiamoci, non facciamoci intimorire!’ e al ‘e chi se ne frega’! Serietà zero.
Disgraziatamente, come se da tutto questo ben di dio non fossimo già in overdose, è venuta a dar manforte allo sfacelo socio-culturale contemporaneo pure la Rete con i suoi annessi e connessi. In particolare con i cosiddetti “social”.  Sì, proprio loro.  Cosa faremmo ormai senza tweeter, senza istagram, senza facebook… E nei social, manco a dirlo, quei venti-trenta-quarantenni, svezzati dai Gabibbi e dalle Strisce, si sono tuffati all’impazzata. Senza paura né vergogna. Sicuri dell’impunità. Un porto franco dove scaricare (e caricare) tutte le stronzate possibili e immaginabili. Tra foto di profili curati con maniacale narcisismo ed emoticons asilesche, gli spudorati ‘amici’ mettono in quella piazza virtuale finanche il colore delle loro mutande prima di buttarle in lavatrice. In una gara grottesca a chi la spara più grossa e più sgrammaticata, cimentandosi in improbabili post conditi con centinaia di punti esclamativi, di pollici su e giù e di faccette arrabbiate o sorridenti. È là che la gente s’informa e straparla dell’orso e del lupo, del menù del rifugio, del concerto del coro, dell’orario della palestra di fitness e della necessità della pista da ski-roll. Insomma, è là il centro di gravità permanente dei pinocchi del terzo millennio.
Quando capita dunque di imbattersi in uno scritto più lungo delle tipiche 5 (cinque) parole in croce seguite dai settecento punti esclamativi e dalle quattro faccine gialle, il sospetto che qualcosa non quadri viene subito. E infatti…
Stavamo curiosando sui profili FB dei candidati teserani alle prossime comunali: solite amenità, soliti strafalcioni, solita narcisistica voglia di apparire più fighi e più in forma che mai, soliti post. Quand’ecco che la nostra attenzione viene rapita da uno scritto singolare, professionale, affatto diverso.
Niente di che, intendiamoci: molto fumo, giochi di parole in politichese ad effetto ed allusioni ad una vita… vissuta intensamente. Il tutto però confezionato con una certa abilità e stranamente più lungo del normale. Un post elettorale di tale Giulia Varesco: bella presenza, giovane, sorridente, spensierata. Un testo insolito. Stranamente insolito… Brava sta Giulia. Caspita! Questa sì! Ma senti quel che scrive! E con che proprietà! Una così, in consiglio servirebbe davvero, altro che quei fantasmi muti scalda-sedie con la valigia in mano. Ne beneficerebbe sicuramente Tesero, con questo piglio e con tutte queste qualità…
Eppure sta roba qua l’abbiamo già sentita. Ma dove? Ah, ostia, ecco! Ma certo! Estrapoliamo una frase dal testo, la copiamo sulla barra di ricerca di google... et voilà! Potenza della Rete.  Un plagio!
Testo copiato  di sana pianta da un volantino elettorale di un candidato PD alle regionali dell'Emilia-Romagna del 2010. Ma Giulia, cazzo! E noi che quasi quasi ci avevi convinti a votarti…
Morale della favola: quando la testa non aiuta, lo fa la Rete. In quel suo mare infinito puoi pescare ciò che vuoi e quel che più ti fa comodo. Ognuno, senza arte né parte, può oggigiorno  millantare (sui social, beninteso) qualsiasi cosa e qualsiasi qualità. Poi pubblichi su Facebook e il gioco è fatto: chi vuoi se ne accorga. Tanto, son tutti pinocchi.
Quasi tutti...
 
L'Orco
 
 
 

INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
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MINU

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