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22/04/18

I HAVE A DREAM 2


Andare al lavoro costa. Soprattutto se fai l’assessore in provincia di Trento. Per recarsi da Cavalese al capoluogo provinciale e ritornare poi a casa il nostro sognatore, per il 2017, s’è fatto rimborsare 24.700 e rotti euro. Poco meno di 68 euro al giorno, ogni giorno dell’anno, sabati e domeniche inclusi. Siamo esterrefatti. Qualcosa ci sfugge, ben sapendo essere lui un ecologista convinto, già assessore provinciale all’ambiente, che una decina d’anni fa sognava e giurava di farci viaggiare in treno sulla 48, trasformando la sede stradale della statale delle Dolomiti in una rotaia.

La domanda che sorge allora spontanea è la seguente: ma con che razza di vettore si sposta il King cavalesano, per costare alla collettività questa enormità? Di certo non con quel treno, rimasto ahinoi un sogno, ma nemmeno con un’auto elettrica e neanche con un’ibrida. 
Ah, ecco, forse ci siamo. Con quei consumi lui a Trento ci va in carrarmato.

18/04/18

I HAVE A DREAM


Tempus fugit e le elezioni d’autunno sono già alle viste. È l’ora di sognare e di far sognare la nossa sente. A ottobre la Lega e i Cinquestelle potrebbero far male. L’UPT (acronimo di Uffa, Porca Troia!), il partitucolo senza base popolare inventato da Dellai un po’ d’anni fa, sostanzialmente per garantire a lui e ai suoi accoliti (per lo più servili 'amici' sindaci delle valli periferiche) uno scranno sicuro e perpetuo in Provincia, con un nome così rischia di pregiudicare l’esito del voto prossimo venturo, in questa terra trentina.  Il Luther King di Cavalese
 


 

lo ha capito e ne tenterà il restyling.
Il sognatore è già al lavoro e senza dubbio ci sorprenderà con pirotecniche novità.
Innanzitutto, dice, METTERE I CITTADINI AL CENTRO e cambiare il paradigma del partito: si passa dal glocal al lobal (?). Per tuffarsi a cascata in altre soluzioni ardite, altre scelte, altre energie, altri orizzonti. E prendere poi il buono del vecchio per costruire il nuovo con coraggio. E aprirsi a volti e idee nuove per avviare un progetto politico motore di un’alleanza (…) che sappia rinnovarsi e ridefinirsi come proposta per un governo responsabile dell’autonomia del Trentino, rifuggendo da facili approcci demagogici e strumentali (…).  Valorizzare i punti di forza del Trentino: l’autonomia, l’ambiente e la solidarietà. E molto altro ancora. Il tutto, mixato a dovere, promosso attraverso workshop e tavole rotonde sui temi strategici usando, perché no, i vetusti supporti cartacei, ma anche, perché sì, la rete. Si deve anteporre al leaderismo la logica del gruppo, puntando sulla concretezza, ma anche sulle emozioni.
Tabella di marcia cortissima, spiega King. Non c’è tempo da perdere! A giugno si chiude. Le elezioni di ottobre incombono. Tutti i membri del partito saranno pertanto chiamati a uno sforzo straordinario per ridefinire scopo e mission della nuova, vecchia creatura politica.
 
Basta leaderismo, dunque. Spazio ai cittadini. Avanti Popolo!
Fatti trovare pronto in piazza. Aderisci con fiducia alla politica immaginifica del lupo cavalesano. Fatti coinvolgere e partecipa a questa nuova avventura. Condividi questo nuovo sogno. È probabile, anzi certo!, che in ottobre, dato per arcinecessario IL CAMBIAMENTO, lui e il suo sodale di Propian si facciano da parte e liberino un posto proprio a te.
Al netto del sogno, del lobal e del glocal, del vecchio e del nuovo, della nuova alleanza, della mission, delle scommesse sull’ambiente, sull’autonomia e sulla solidarietà, dei workshop e delle tavole rotonde, 600.000 euro a giro (5 anni) non sono affatto male. O no?
 
L’Orco
 

26/01/18

OSPEDALE, DISTRAZIONE DI MASSA


Nemmeno per un capopopolo di professione è facile risolvere i problemi e tranquillizzare gli animi esacerbati. Soprattutto per un capopopolo che a Palazzo, per questo primo giro, conta zero.  Però, per la sua gente, dire la verità potrebbe anche bastare. Farebbe bene a spiegare alcune contraddizioni, piccole piccole, che la nossa ŝente, abituata a far di conto, coglie immediatamente  in questa vicenda dall'andamento carsico che in cronaca locale, di tanto in tanto emerge e poi scompare. 
 
Dovrebbe spiegare al Comitato  di difesa e ai tanti cittadini suoi elettori il clamoroso paradosso tra il ribadire la necessità  del ridimensionamento o addirittura della soppressione di alcuni servizi sanitari periferici, accentrandoli nel capoluogo provinciale   per risparmiare risorse, e, contemporaneamente, organizzare un efficientissimo servizio di trasporto notturno delle partorienti, da Cavalese a Trento in elicottero, nonché presentare in gran pompa il rendering di un nuovo ospedale di Fiemme. 
Spiegando questa macroscopica incongruenza  forse il popolo capirebbe di assistere soltanto ad un ennesimo spettacolo d'illusionismo e allora  forse gli animi si accheterebbero.
Poi all'uscita, nella concitazione, forse qualcuno verrebbe preso a calci ed a forcate, ma poi la polemica finalmente cesserebbe. Forse. 

16/01/18

AL VOTO, CON FIDUCIA.


Se tutto andrà come deve andare, sarà una pacchia. E io per prepararmi, ho già programmato la mia giornata tipo. Dopo il 4 marzo, e una volta che le promesse di tutti i candidati premier saranno com’è prevedibile mantenute, io mi alzerò tardi. Che è già un ottimo inizio. Non avendo impegni incombenti, per la verità non avendone proprio, passerò la mattina guardando la Tv (senza pagare il canone, me l’ha promesso Renzi). Al pomeriggio prenderò la mia auto (senza pagare il bollo, me l’ha giurato Silvio) e mi dirigerò con calma all’Università per seguire qualche lezione (senza pagare le tasse, me l’ha detto Piero Grasso). Sono ancora indeciso tra Paleontologia e Ingegneria spaziale. Magari entrambe, tanto lo farò unicamente per passione personale. Perché al lavoro, quasi sicuramente, non ci andrò. Avrò un reddito minimo garantito da 780 euro al mese, mi ha assicurato Luigi Di Maio. Se poi avrò una moglie e un marmocchio in casa, addirittura 1.250, mi ha confermato Berlusconi. Non avrò fretta.
Se poi per noia o per curiosità mi farò assumere da qualcuno (perché il lavoro non mancherà, mi hanno detto tutti), sappiate che malissimo che vada sarò pagato 10 euro l’ora (parola di Renzi).

Non verrò certo licenziato (che tanto il Jobs act, promessa, verrà abolito) e i soldi che guadagnerò, tutti ma proprio tutti, saranno tassati al 15% (me l’ha giurato Salvini).
Se non l’avrò fatto prima, lascerò il lavoro a circa 60 anni, mica più a 67 (come mi ha assicurato Berlusconi). E lo farò con una pensione minima di mille euro (sempre il Berlusca, in gran forma). Tanto mi basterà per viaggiare il mondo intero e organizzare una grigliata a settimana con gli amici. Alla fine di una vita tranquilla e bellissima, non so ancora se il mio funerale sarà pagato dal mio marmocchio (che spero a sua volta percepisca già il reddito minimo e si alzi tardi al mattino) o mi verrà gentilmente offerto dallo Stato. E anzi, approfitterei di questo contesto per invitare i candidati a formulare una proposta su tale problematica rimasta irrisolta.
Gli economisti dicono che il mio stile di vita, e quello di tutti gli italiani, costerà 200 miliardi l’anno in più allo Stato. Cioè circa 50 mila euro l’anno per ogni singolo contribuente italiano. Cioè più dei soldi che guadagnerò col reddito minimo e quelli che risparmierò non pagando praticamente niente. A parte la casa. E la birra. E il cibo per le grigliate. Ma quelli sono i tecnici, pignoli, saputelli e pure un po’ invidiosi. In realtà andrà tutto come deve andare e vedrete che sarà una pacchia. Me l’hanno promesso tutti.

Anonimo


17/08/17

LA DEMOCRAZIA AL TEMPO DE LE CORTE

Riceviamo e pubblichiamo l'interrogazione del gruppo consiliare Uniti per Crescere datata 26 luglio 2017 inoltrata alla sindaca dal capogruppo di minoranza.




Consiglio Comunale di Tesero

Gruppo Consiliare “Uniti per Crescere





Ill.ma Dr.ssa Elena Ceschini 
Sindaco del Comune di Tesero


Interrogazione: cosa significa “Consiglio Comunale”!


OGGETTO:


Cari consiglieri della Maggioranza, spettabili Assessori, spettabile Sindaco!


Partiamo da queste parole pronunciate recentemente nella Sala Bavarese: “dopo una lunga discussione in Consiglio Comunale siamo orgogliosi di presentarvi il progetto di fattibilità... “

Signor Sindaco, si rende conto di cosa ha detto di fronte ad una pubblica assemblea?
Si rende conto di quali assurde affermazioni... che mettono in cattiva luce pure noi Consiglieri della Minoranza che eravamo all'oscuro di tutto ciò?

Ma partiamo con ordine: durante lo scorso Consiglio Comunale, del 18 aprile 2017, il Consigliere Vinante Donato chiedeva, nelle varie ed eventuali, delucidazioni in merito allo stato del processo di Gestione associata fra i Comuni, alla quale domanda avete risposto sottolineando problematiche insormontabili, difficoltà di ogni genere, e certe contrazioni nei servizi! Noi della Minoranza abbiamo chiesto di essere tenuti al corrente in merito! E Lei sig. Sindaco cosa fa: viene organizzata una riunione di chiarificazione fra i Consigli comunali di Predazzo, Ziano, Tesero e Panchià a metà maggio, e non comunica niente alla Minoranza del Consiglio!! Cioè tiene all'oscuro quella parte di Consiglio che più aveva a cuore il buon procedere delle gestioni associate! Forse in nome della trasparenza?

Ma non solo! Ad inizio giugno la nota serata di delucidazione del bacino di Località Caserina: il Sindaco comunica in pubblico di aver parlato con tutto il Consiglio, a lungo, di averne discusso! Peccato che siano solo fantasie di democrazia da parte della nostra massima Carica! Non vi sono verbali di Consiglio che indichino alcuna discussione, alcun punto all'ordine del giorno, alcun progetto di massima!

Quando poi alla serata, richiesta da Noi Minoranza, con il tecnico incaricato da ITAP s.p.a. Ing. M. Lutzemberger, ci è stato detto che di tale progetto la Giunta era a conoscenza da oltre 2 anni, che avete fatto numerosi incontri Giunta Comunale - ITAP, che il progetto è ormai definitivo e pronto per le valutazioni nei vari Uffici provinciali, ci siamo sentiti ulteriormente presi in giro!

Da ultimo, l'incontro avvenuto di recente, convocato in maniera informale per discutere di “Biogas” a Predazzo, alla quale riunione mancava solo un rappresentante del nostro Comune: è scandaloso che non sia stato presente nessuno, ma ancor di più che buona parte dei componenti del Consiglio ne siano stati all'oscuro! Ciò denota in pieno la voglia da parte di questa Amministrazione di portare avanti un dialogo politico in una singola direzione: noi facciamo quello che riteniamo importante, e non ne parliamo con gli altri Consiglieri!

Ma signor Sindaco, forse non sa quale dovrebbe essere il suo ruolo! Di garante di tutta la cittadinanza di Tesero, sia che abbia votato in un modo, sia in quello diametralmente opposto! Oppure forse utilizza spesso, ma in modo improprio, le parole “dialogo, confronto, trasparenza, dibattito... democrazia” solo per una sua scarsa conoscenza linguistica! Questi sono i termini con i quali spesso si diletta nelle sue infelici uscite giornalistiche! Concetti che rimangono purtroppo sempre solo sulla carta stampata e non nel suo agire amministrativo quotidiano!





Inoltre la smetta per favore di etichettare come attacchi e critiche gratuite ogni segnalazione o diversa idea che esprime un amministratore! Siamo qui in questa Aula proprio per verificare il vostro operato, per fare delle osservazioni o per portare alla attenzione di tutti dei problemi reali che ci vengono segnalati! Lei Sindaco non può sempre iscrivere come un attacco personale, un tentativo per mettere in cattiva luce Lei e gli Assessori ogni nostro pensiero!

Da ultimo Le ricordiamo gli obblighi di un Sindaco: recita il testo unico delle leggi regionali all'art 13, diritti dei Consiglieri comunali: “Il Sindaco o gli Assessori delegati rispondono, entro trenta giorni, alle interrogazioni e ad ogni istanza ispettiva presentate dai Consiglieri comunali”!! Ricordiamo che l'ultimo Consiglio era di data 18 aprile 2017, cioè più di 100 giorni fa! E non abbiamo ottenuto alcuna risposta in merito! Ma non solo: Le abbiamo inviato una PEC in data di fine luglio per sollecitare una sua risposta: con il risultato... silenzio assoluto!! Le risposte che Lei deve dare non sono indirizzate ai Sigg. Barbolini, Vinante, Volcan, Zanon, ma sono date ai cittadini che essi rappresentano; quindi Lei in questo modo dà un pessimo servizio non a noi nell'Aula ma a tutti i cittadini, ed ormai sono la maggioranza, che non la supportano nella sua attività amministrativa! Caro Sindaco, chiediamo un suo netto cambio nel comportamento! O torna a fare con attenta condivisione il compito che ha assunto con le Elezioni, o è meglio che si metta da parte e permetta a qualcun altro di portare avanti correttamente il Mandato!


Si richiede risposta scritta alla interrogazione entro 30 giorni come previsto dall'art.13 comma 3 del TULLROC approvato con D.P.Reg.1/2/2005 n. 3/L e ss.mm.


Tesero, 26 Luglio 2017

Il Capogruppo consiliare di Minoranza

12/06/16

CIARLATANI & IMPOSTORI

Diciamoci la verità. Se in questa valle il pensiero unico (TURISMO, LA SOLA ÀNCORA DI SALVEZZA!) non fosse così capillarmente diffuso, se una minoranza convinta e non troppo esigua ne fosse aliena, se almeno WR la pensasse diversamente, qualcosa allora si potrebbe anche cambiare. Ma non è così. Le sonore stonature provenienti dal cacofonico concerto politico locale si sentono eccome, ma paradossalmente le orecchie in grado di percepirle sono davvero poche. Purtroppo la sensibilità non è la cifra più diffusa di questi lidi rupestri. Qui si beve, in senso proprio e in senso traslato; dal gionco d’osteria alle balle dei consessi comunali, dove amministratori improvvisati e incompetenti recitano a comando la parte da altri suggerita.

Tutto trapassa e trascolora nell’indifferenza di un popolo troppo sazio e nell'ignavia di un’'intellighenzia' troppo presa a costruirsi una qualche rendita di posizione.


Come si fa, per esempio, a parlare di risparmio, con conseguente riduzione di welfare, intervenendo sul sistema ospedaliero (in sostanza, sulla rete dei servizi periferici), farne un tormentone, insistere, minacciare chiusure dei presìdi da un lato, puntare i piedi dall’altro, giungere a frizioni pesanti tra amministratori locali e provinciali, e ancora, come si può proporre e forzare fusioni amministrative di comuni, giustificandole con la necessità di ottimizzare costi, ridurre la spesa, in una parola ‘modernizzare la macchina’ peggiorando, comunque la si pensi, il servizio alla cittadinanza e contemporaneamente, come se nulla fosse, rilanciare senza soluzione di continuità costosissime intraprese promozionali le quali, vista la reiterazione, evidentemente producono effetti del tutto marginali, gettando alle ortiche per esse pubblico denaro a profusione.

Ma è possibile che di fronte a questa macroscopica incongruenza non si levi un’indignazione generale?

Non si riesce a metabolizzarne una, che già s'inizia a parlare della successiva. Un disco rotto ripetuto e sentito centinaia di volte. Finita la sbornia del febbraio 2013, mandate in orbita le immagini di Lago, dei suoi cannoni, di alcuni atleti colorati dai nomi impronunciabili e subito dimenticati, di mercatini improbabili, di un teatro in fiamme e di una nave vikinga ormeggiata a bordo strada, ecco la politica con la p minuscola pronta a rilanciare: faremo quater. E subito l’assessore provinciale di turno farsi megafono della lobby, concionare di evento eccezionale e imperdibile, propedeutico ad ottenere, ancora una volta, il famigerato mondiale di sci nordico.

Caro assessore, se le cose stessero come dice, e se il tutto producesse concretamente una ricaduta sul territorio, dovremmo avere una qualità dei paesi di Fiemme senz’altro superiore. Ma non è così. Rincorrere la facile scorciatoia del virtuale divulgando urbi et orbi paesaggi fatati 'costruiti' da valenti operatori televisivi, anziché costruire un mondo reale davvero di qualità è politicamente la cosa più semplice. Si guardi ad esempio il centro storico di Tesero, caro assessore, le sembra siano passati già tre mondiali, con le loro fantastiche ‘ricadute’? Lo squallore è lo stesso di trent’anni fa. Anzi, trent’anni fa qualche attività al suo interno esisteva. Ora di meno. Se il vostro mantra fosse vero, e cioè che questa promozione è la fortuna dei nostri paesi, essi (dopo tre edizioni appunto) dovrebbero competere con la qualità dei paesi turistici della vicina Svizzera, e invece…

La verità è che siete dei politicanti da strapazzo, senza una visione ampia e lungimirante. Un branco di politici di terz’ordine, catapultati a Trento grazie al voto estorto a suon di banchetti e vin brulé nelle piazze di paese. Non avete più idee e continuate a riproporre una ricetta a senso unico senza verificare che ad essa conseguano fatti concreti e tangibili. I nostri paesi dopo oltre 25 anni di questa ‘politica’ sono obbligati soprattutto a coprire, oltre le buche stradali, i buchi di bilancio dell'onda lunga ereditata dagli eventi eccezionali. Altro che sviluppo e qualità! Ma a voi non importa altro. Non vi importa, per esempio, della salute pubblica. Quanto ancora dovremo respirare l’aria insana e avvelenata degli impianti Misconel? Risolvere, per esempio, questa questione sarebbe dare qualità, eccome! Voi direte che stiamo vaneggiando, che questo è un altro paio di maniche. Che non si può confondere cosa con cosa. Noi invece diciamo che tutto si tiene! Che la qualità non è misurabile a settori. La qualità si misura sul tutto. Sulla salubrità dell’aria, sommata a quella dell’acqua, sulla tranquillità del luogo sommata alla piacevolezza dello stesso, sull'efficienza dei servizi offerti ed erogati, financo sulla gentilezza della gente. E tutto questo dov’è? Dove lo vede, caro assessore, dopo ben tre edizioni di eventi eccezionali?


Ario






03/06/16

MANIFESTO IN DIFESA DEI PICCOLI COMUNI ITALIANI

Riceviamo da un gentile lettore il documento che qui di seguito pubblichiamo. Vuole essere un contributo al dibattito ancora caldo sul recente voto referendario comunale e una lezione di educazione civica ad uso e consumo di quei nostri rappresentanti che senza arte né parte, né, tantomeno, prescrizione medica, decisero di mettersi al servizio della comunità, privi – fatti alla mano – delle conoscenze e delle competenze minime di base per poter assolvere degnamente l’incarico ricevuto (o estorto) col voto del 10 maggio 2015.





I piccoli comuni rappresentano la grande maggioranza degli 8.000 comuni italiani. Piccoli rispetto al numero di abitanti delle realtà cittadine e metropolitane, ma spesso grandi sia nella loro estensione geografica, sia in riferimento alle risorse economiche, sociali e culturali che sono conservate nei loro confini.

I nostri padri costituenti, con chiara in mente la lunga tradizione civica dei comuni, inclusero tra i principi fondamentali a cui avrebbero dovuto ispirarsi le politiche della Repubblica il riconoscimento del ruolo delle autonomie locali, attraverso l'adeguamento dei principi e dei metodi della legislazione “alle esigenze dell’autonomia e del decentramento” (art. 5 della Costituzione).



Il Comune è l’elemento centrale di una solida tradizione civica italiana che dal Medioevo giunge fino alla Costituzione repubblicana.

In Italia, più che altrove, i territori locali fondano il loro profilo istituzionale sul Comune, che rappresenta il livello primario della democrazia e della rappresentanza politica.



Specialmente nei piccoli comuni, il Municipio e il Sindaco sono un punto di riferimento insostituibile per i cittadini e simbolicamente il Gonfalone rappresenta un importante riferimento identitario in una società sempre più priva di punti di riferimento collettivi.



In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento dai cittadini dai luoghi decisionali, dall’irruzione dei poteri economico-finanziari nei processi di governo, dal diffondersi di sentimenti diffusi di antipolitica che alimentano i populismi, è necessario un rafforzamento del ruolo dei comuni, cioè l’esatto contrario del loro smantellamento.



Bisogna adoperarsi per il mantenimento di un presidio democratico dentro le comunità locali, per il rispetto e la valorizzazione delle identità locali e per il rilancio del ruolo dei Consigli Comunali come luogo di partecipazione politica.

Dobbiamo sostenere i piccoli comuni nella loro attività di erogazione di quei servizi fondamentali ai cittadini che, per caratteristiche intrinseche, enti di più grandi dimensioni non riuscirebbero a fornire con altrettanta efficacia e puntualità. Un buon governo locale non riproducibile su dimensioni troppo vaste.
Se i piccoli comuni sono in difficoltà dobbiamo aiutarli a vivere, non a morire.



Purtroppo invece il modo in cui oggi molta parte della classe politica italiana affronta il tema delle fusioni dei comuni, proponendone in alcuni casi l’obbligatorietà per legge, in altri promuovendo processi che ne sanciscono l’obbligatorietà di fatto, segna un insostenibile attacco alle autonomie locali ed all’esistenza stessa dei piccoli comuni.



Un attacco condotto sulla base di un approccio contabile-amministrativo che, non solo non tiene conto di altre dimensioni, ma soprattutto non si fonda su alcuna evidenza oggettiva di dati economici e finanziari. I quali dati mostrano come in realtà l’impatto dei costi dei piccoli comuni nella spesa pubblica nazionale sia del tutto marginale, sia in valore assoluto che percentuale. Altri sono i centri di spesa improduttivi nel nostro Paese.

Assistiamo ad analisi fondate solo sul parametro del numero degli abitanti, che impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone rurali, possano creare, o aggravare, le criticità connesse all'estensione territoriale dei comuni, la cui eccessiva ampiezza incide negativamente sull'efficienza nell'erogazione dei servizi ai cittadini.

Ci troviamo di fronte a proposte che non tengono conto delle profonde differenze tra le aree del Paese, che conta Regioni come la Lombardia con un numero di comuni pari a 1.500 con una media di 6.500 abitanti o il Piemonte con i suoi 1.200 comuni con una media di 3.600 abitanti, ed altre come la Toscana che invece ne conta 279 con una media di 13.450.



Oppure ad attacchi strumentali condotti utilizzando numeri per creare sensazione, facendo ritenere che gli 8.000 comuni italiani, circa uno ogni 7.500 abitanti, siano un’insostenibile anomalia, quando ad esempio la Francia, Stato tradizionalmente centralizzatore, ne ha 36.000, cioè uno ogni 1.700 abitanti, e non si sogna di mettere in discussione l’esistenza dei piccoli Comuni, pur pretendendo un’organizzazione sovracomunale dei servizi. Le politiche di razionalizzazione devono infatti riguardare la gestione dei servizi comunali, dai quali derivano i costi e dipende l’efficienza dell’azione amministrativa, e non gli organi di rappresentanza politica. Sui costi dei quali organi politici si alimentano demagogie, nascondendone la loro reale portata, spesso così esigua da configurarli nella sostanza come un’attività condotta localmente per mero spirito di volontariato. Le necessarie e improrogabili politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento di territori e comunità debbano essere perseguite, con convinzione e determinazione, utilizzando gli strumenti delle associazioni dei servizi, attraverso convenzioni e soprattutto nelle Unioni dei Comuni. Le unioni e le convenzioni vanno considerati un modello istituzionale stabile - non qualcosa di propedeutico alla fusione – e devono assicurare servizi efficienti con minori costi. Laddove non si raggiungano questi obiettivi ciò non può essere pretestuosamente imputato al modello associativo in quanto tale, ma semmai alla mancanza di convinzione negli Amministratori o alla inadeguatezza delle relative previsioni normative nazionali e regionali, e non può dunque costituire un alibi per invocare fusioni. Le fusioni tra comuni, invece, devono essere portate avanti solo dove esista una chiara,inequivocabile ed esplicita volontà, espressa direttamente dalle singole popolazioni interessate, conseguente a situazioni di reale marginalità abitativa e ad una riconosciuta perdita di coesione sociale e del senso di comunità.



3 febbraio 2016



Firmato
Piero Pii, Sindaco del Comune di Casole d'Elsa

Claudio Galletti, Sindaco del Comune di Castiglione d’Orcia

Eva Barbanera, Sindaco del Comune di Cetona

Andrea Marchetti, Sindaco del Comune di Chianciano Terme

Luciana Bartaletti, Sindaco del Comune di Chiusdino

Raffaella Senesi, Sindaco del Comune di Monteriggioni

Luigi Vagaggini, Sindaco del Comune di Piancastagnaio

Fabrizio Fè, Sindaco del Comune di Pienza

Francesco Fabbrizzi, Sindaco del Comune di Radicofani

Emiliano Bravi, Sindaco del Comune di Radicondoli

Paolo Morelli, Sindaco del Comune di San Casciano dei Bagni

Giacomo Bassi, Sindaco del Comune di San Gimignano






22/05/16

NON PASSA! ALÉ!

Nonostante la mobilitazione generale delle forze ceschinian-degodenziane (financo il reverendo don Daprà, in un disperato tentativo di rimonta,
si era recato al voto!) il quorum non è stato raggiunto.
Tesero non si fonde. La sindaca invece sì, e  pare abbia già rassegnato le proprie dimissioni. A Degodenz, per non aver saputo assolvere il compito impartitogli, la Provincia comminerà invece una multa salata: il suo stipendio passerà dagli attuali 190 mila a 90 mila €.
Questi i primi risparmi della mancata fusione con Panchià. 

L'Orco

02/01/16

SE... (MEDITATE GENTE)


Se la sindaca di Tesero è la prestanome di un noto intrallazzatore, se il di lei vice è un collezionista di cariche, se l'unico scopo della maggioranza comunale è di garantire il numero legale, se l'opposizione non fa una dura e puntuale opposizione, se il dibattito pubblico paesano non riesce a uscire dal corto circuito Corte, Presepi e Martedì...

Riceviamo e diamo il giusto risalto al commento di un anonimo lettore che finalmente coglie nel segno.
 
L'Orco
 

Mentre noi ci lasciamo distrarre dai piccoli regali di Natale, i nostri cari Sindaci assieme agli altri componenti del Consiglio della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme hanno fatto invece un grande regalo alla premiata ditta Degodenz & C.
Hanno destinato un milione e seicentomila euro per il completamento delle opere per ottenere il riconoscimento della Valle come Centro Federale dello Sci Nordico. E quindi via con il nuovo trampolino a Predazzo e le piste di Ski roll a Lago e Passo Lavazè.

Mentre ci stanno togliendo anche i servizi essenziali (vedi ospedale) i nostri cari amministratori, che erano schierati in prima linea a difesa dell’ospedale, hanno pensato bene di destinare le ultime risorse derivanti dagli avanzi di amministrazione, per un ipotetico Centro Federale dello sci Nordico!!
QUESTE SONO LE PRIORITA’ DELLA NOSTRA VALLE , CHE VERGOGNA !!
Notizia tratta dal blog dell’Avisio:

La Comunità Territoriale di Fiemme ha quindi deciso di destinare al Fondo strategico della valle quasi 2.300.000 euro, somma sulla quale i SINDACI hanno raggiunto un accordo precedente il Consiglio di ieri.
Una consistente quota di questo valore verrà destinata alla realizzazione delle opere necessarie per il completamento dello Stadio del salto di Predazzo con la costruzione del nuovo trampolino HS66 (contributo concesso al Comune di Predazzo di 1.100.000 euro), la realizzazione della pista di skiroll e biathlon al Passo Lavazè (contributo di 250.000 euro al Comune di Varena) e la realizzazione della pista da skiroll presso il Centro del fondo di Lago di Tesero (contributo al Comune di Tesero di 250.000 euro). Il riconoscimento come Centro Federale, oltre ad essere un’opportunità di allenamento qualificato per gli atleti di alto livello della Fisi, permetterebbe un miglioramento dell’offerta sportiva per turisti e residenti, con vantaggi anche da un punto di vista promozionale.

Meditate gente meditate.. a Predazzo ne abbiamo abbastanza di trampolini!


12/11/15

TERZULTIM'ORA


Si apre domani a Lago di Tesero la convenzzion fiemmese dell’UPT. Sarà la sindaca Ceschini a fare gli onori di casa e ad aprire i lavori con una dissertazione in inglese sui fondamenti della democrazia e della libertà. Al termine della sua lectio magistralis inizierà la discussione dell’unico punto all’ordine del giorno: CADREGHE.

Tra i presenti, oltre al miglior politico di Tesero, ci saranno il miglior politico di Cavalese, il miglior politico di Trento (distaccato pro tempore nella capitale) e il miglior politico di Ala.
La popolazione, data la scabrosità del tema trattato, è cordialmente invitata a non partecipare.

L’Orco

13/06/15

COMUNITÀ DI VALLE: TUTTO GIÀ DECISO.


Cari lettori, vedo che non tutti hanno capito come vengono eletti i vertici della Comunità di Valle. Facciamo un po' di chiarezza. A votare sono i grandi elettori, ossia consiglieri comunali designati dai rispettivi consigli comunali. Il loro numero è determinato in base al numero degli abitanti. Ne spettano 2/3 alla maggioranza e 1/3 alla minoranza (ove esiste).


 
Il Consiglio della comunità di valle è costituito da 12 componenti più il presidente;
La Giunta da 3 componenti: il presidente, il vicepresidente e un assessore.

Il comune di Valfloriana, come riportato dai quotidiani locali, non designerà alcun consigliere quindi, per questa tornata, i grandi elettori scendono a 55. In lizza, per designare il Presidente e i componenti del nuovo consiglio ci sono due liste. L'una guidata da Giovanni Zanon e 'sponsorizzata' dalla Gi-De, l'altra capitanata da Fabio Vanzetta.
Posto che i consiglieri di maggioranza dei Comuni targati GI-DE: Cavalese (5), Tesero (5), Castello (5), Carano (5), Daiano (3), Varena (4) e Panchià (4), voteranno per la lista di Giovanni Zanon, la maggioranza sarà conseguita con ampio margine (31 voti sicuri).
Alla lista di Vanzetta rimarranno quindi, ben che vada, 24 voti.
In ogni caso avremo una Comunità senza minoranza perché nessun consigliere presente nelle due liste è stato indicato dalle minoranze dei Comuni della Valle (nei 6 comuni dove la minoranza c’è)! Neppure la lista di Vanzetta e Bosin, formata solo da consiglieri di maggioranza di Predazzo, Ziano e Capriana (che teoricamente fa da contraltare alla lista di Giovanni Zanon) ha voluto includere rappresentanti delle minoranze. Riflettiamo!!!

Il consiglio della Comunità sarà composto dunque da otto consiglieri della lista di Zanon , e quattro della lista di Vanzetta, oltre al Presidente. Le minoranze oggi presenti nei consigli comunali degli 11 comuni di Fiemme non saranno quindi rappresentate nel nuovo consesso di Valle. Se coerentemente seguissero una 'logica di rappresentanza democratica' i grandi elettori di minoranza dovrebbero boicottare il voto, rifiutando di partecipare a queste elezioni farsa!

L'Orco



04/10/14

BI O CI?


A 240 giorni circa dalle prossime elezioni comunali i competitori pronti a sfidarsi per lo scranno di primo cittadino di Tesero stanno segretamente affilando i coltelli. Saranno in due a contendersi la cadrega più importante e, sorpresa, entrambi proverranno dalla frazione di Lago. Riguardo ai rispettivi equipaggi che si porteranno a bordo è ancora troppo presto per sapere. Di solito li si imbarca pochi giorni prima del voto, dopo aver soppesato negli ambienti culturali (il termine va inteso qui in senso molto, molto lato) e nelle osterie del paese le parentele e i giri di popolarità di ognuno. Gli attuali sondaggi da noi commissionati alla società Demò.Tés. danno in vantaggio di 11,5 punti l’attuale vicesindaco Alan Barbolini sulla meno popolare candidata Elena Ceschini. La partita apparentemente persa in partenza dalla giovane candidata sarà invece tutta da giocare considerato che l'ex valletta della banda risulterebbe patrocinata addirittura dal consigliere provinciale di Tesero, le cui capacità ricattatorie last minute sugli ambienti culturali di cui sopra sono ben note. Ergo, Alan, su con le orecchie! Chi entra papa in conclave spesso ne esce cardinale. Dai giochi sembra invece escluso l’ex sindaco Delladio che una precedente indagine demoscopica dava per certo in campo. Le fonti in nostro possesso spiegano che all’origine della sua stroncatura ci sarebbe stato un veto esercitato sull’UDC trentina dallo stesso consigliere provinciale per favorire la sua protetta, togliendole di mezzo un possibile forte concorrente e punire contemporaneamente lo stesso Delladio, reo di averlo ostacolato in qualche modo durante la campagna elettorale del 2013. Peccato, perché a Gianni l’esperienza non mancava e con lui la contesa sarebbe stata più appassionante e avvincente. Nulla si sa invece del quarto incomodo, l’ex vicesindaco Giovanni Zanon. Sembra però che dopo la bruciante sconfitta patita nel 2010 abbia deciso di non riproporsi. Dunque ad oggi la partita dovrebbe giocarsi tra il quarantaseienne assicuratore e la ventisettenne imprenditrice turistica. Una generazione o quasi di scarto, ma praticamente - e te pareva - lo stesso bacino d’utenza: Banda, Cornacci, Corte, Paese da vivere, Pompieri, Cori... Soltanto in prossimità del voto si capirà dove le associazioni orienteranno (dovranno orientare!) i propri affiliati.
A bocce ancora ferme però quella differenza di punti la fa la maggior esperienza del vicesindaco, maturata in 15 anni di attività politica. Barbolini nel 2010 con la lista Cambiare per Crescere fece il botto racimolando oltre 400 preferenze personali. Allora, forte della precedente esperienza nella giunta Delladio, sbaraccò la concorrenza in modo sorprendente. Con i suoi voti e quelli di Carpella e Iellici il pronostico ante elezioni nettamente a favore dello squadrone del pecio e due leoni venne clamorosamente sovvertito nei fatti a beneficio della compagine guidata da Francesco Zanon. La Ceschini in concorso nel 2010 con Alleanza per Tesero raccolse invece “soltanto” 118 preferenze. Si sarà fatta le ossa nel frattempo? Boh, non è dato sapere. Però si vocifera che il signor P. la stia allenando come si deve, con esercizi di training autogeno alternati a visite guidate nei palazzi trentini del potere. Ad ogni modo sarà dura per lei. Barbolini, pur più casereccio e meno introdotto nei salotti buoni della politica provinciale, è un combattente agguerrito e dinamico che in questi anni ha coltivato con cura e probabilmente allargato il suo elettorato. Però una donna sindaco, purché libera e non al servizio di un burattinaio, non sarebbe affatto male. Anzi per la cronaca e per quel che può interessare diciamo che noi una donna con le caratteristiche confacenti a quel ruolo l'avevamo individuata già nel 2010. Declinò però l'invito e non se ne fece niente. Vedremo come evolveranno gli eventi e se il quadro attuale subirà ulteriori variazioni. Tertium non datur? Chissà. Vi terremo informati.

L'Orco

23/08/14

IL VIZIETTO ANTICO DI GIOCARE SPORCO




DIATRIBA SULLE CORTI                 Tesero 23 agosto 2014

Approfittiamo del blog di Euro per pubblicare l’ intervento, elaborato dai sottoscritti Giuliana Iellici consigliere comunale e dall’ex consigliere/assessore Alberto Carpella e presentato da Giuliana sotto forma di interrogazione nel consiglio comunale del 13 agosto, sulla questione “percorsi pedonali e corti nel centro storico”;

Premettiamo la pubblicazione, con un breve riassunto dell’argomento che ha tenuto in scacco il Consiglio Comunale sull’approvazione in seconda adozione della Variante al Piano Regolatore Generale (PRG), quasi sia stata la più importante delle previsioni inserite nel documento urbanistico.
L’ interrogazione sulle corti è finalizzata alla difesa della proprietà privata di fronte ad una previsione urbanistica avventata della precedente Amministrazione e che l’Amministrazione in carica aveva messo in discussione.

In sostanza era previsto addirittura l’esproprio delle corti private che si collocano all’interno del percorso pedonale evidenziato nella cartografia del Piano Regolatore Generale (P.R.G.) adottato in prima adozione nel marzo 2010, lungo il quale si svolgono le manifestazioni delle “corte de Tiezer” e la “mostra dei Presepi”, per realizzare come è dato di capire una sorta di museo a “cielo aperto”.
Preme quindi portare a conoscenza dei cittadini di Tesero la successione degli eventi che hanno determinato la “diatriba sulle corti”.

  1. VARIANTE AL PRG - Prima adozione marzo 2010
L’Amministrazione Delladio prevede un percorso pedonale che si snoda all’interno del centro storico, attraverso sottopassi pubblici e corti private, definito come opera di interesse pubblico: qualsiasi progetto di qualificazione dello stesso percorso abilitava l’applicazione della procedura espropriativa ai sensi di legge.

Si evidenzia pertanto che tale norma consente di espropriare le corti private.

Nei termini per il deposito delle osservazioni, alcuni privati interessati dalla previsione urbanistica presentano una memoria fortemente critica rispetto alla suddetta norma urbanistica.
  1. VARIANTE AL PRG - Seconda adozione – consiglio comunale del 30 giugno 2014
L’Amministrazione Zanon prevede lo stralcio dei percorsi pedonali all’interno del perimetro del centro storico con la seguente motivazione: “non è intenzione di codesta amministrazione vincolare a tale uso aree di proprietà privata”

La Minoranza consigliare comunica che uscirà dall’aula e non voterà il piano facendo mancare quindi il numero legale in quanto anche altri consiglieri di maggioranza dovranno assentarsi per incompatibilità; tale decisione, come si rileva nel verbale della seduta, “è motivata dall’insoddisfazione per le modalità con le quali è stata predisposta la variante proposta, perché per la minoranza non è stato possibile alcun apporto o contributo”.

Preme rilevare che la variante è stata predisposta dall’Amministrazione Delladio e che l’Amministrazione Zanon ha inciso in modo molto marginale rispetto alle previsioni iniziali.
L’approvazione della variante al PRG viene quindi rinviata.
Segue un intervento della consigliera di maggioranza Flavia Vinante che dà lettura di due documenti predisposti l’uno dall’ Associazione Corte de Tiezer e l’altro dall’Associazione Amici del Presepio che chiedono il ripristino del percorso pedonale come proposto in prima adozione.
  1. Nel periodo luglio-agosto 2014 seguono incontri tra la giunta comunale e la minoranza per discutere sul tema “corti” che di fatto (come emerso chiaramente in seguito) era l’ostacolo all’approvazione della variante al PRG.
La consigliera Giuliana Iellici, che si pone come indipendente nel Consiglio comunale, è stata arbitrariamente e volontariamente esclusa da ogni discussione nel merito.

La maggioranza cambia quindi la propria posizione accogliendo parzialmente le richieste della minoranza vincolate al voto favorevole della stessa.

Nelle norme di attuazione viene inserito pertanto un nuovo comma, che pur non prevedendo esplicitamente l’esproprio delle corti private, crea le condizioni per permettere all’Amministrazione di imporne l’apertura continuativa al pubblico passaggio. (ndr la formulazione è di dubbia interpretazione)
  1. VARIANTE AL PRG - Seconda adozione – consiglio comunale del 13 agosto 2014
La consigliera Giuliana Iellici risulta incompatibile rispetto alla votazione della variante e pertanto presenta l’Interrogazione (che trovate di seguito) in merito alla normativa riguardante i percorsi pedonali all’interno del centro storico proponendo una soluzione alternativa che si riporta di seguito:
 
“Il complesso urbano dell’insediamento di antica origine di Tesero è caratterizzato da una maglia di percorsi pedonali storici costituiti da viabilità di ridotta sezione, sottopassi pubblici, sottopassi e corti private gravate da pubblico passaggio. L’insieme di questi percorsi è considerato di notevole pregio storico-documentario e pertanto deve essere conservato o ripristinato con le caratteristiche originarie (pavimentazioni, intonaci, etc. etc.) e mantenuto aperto per il pubblico passaggio. La pubblica amministrazione può intervenire su detti percorsi con interventi di messa in sicurezza, di manutenzione e ripristino al fine di garantirne la libera fruizione da parte della cittadinanza. Per quanto riguarda le “corti private” nelle quali il passaggio si è nel tempo consolidato e per quelle non aperte al pubblico e quindi non gravate da servitù di pubblico passaggio, la pubblica Amministrazione può attuare convenzioni con i privati che prevedano l’eventuale intervento del comune con opere di manutenzione, ripristino e valorizzazione anche su detti manufatti a fronte dell’impegno da parte dei proprietari delle stesse di garantire il passaggio in occasione dei periodi caratterizzati dalle manifestazioni relative alle corti ed ai presepi o in altri periodi da concordare di volta in volta.”

L’ interrogazione non viene accolta dal Sindaco che non ammette ulteriori discussioni sulla normativa predisposta per i percorsi pedonali.

Segue la discussione sull’approvazione della Variante: (si assentano 6 consiglieri incompatibili).

La minoranza dà lettura di un documento con il quale chiede un’ulteriore modifica della normativa ed il reinserimento del percorso in cartografia come previsto in prima adozione.

Il Sindaco dichiara di non poter accogliere la richiesta coerentemente con la decisione presa nei riguardi dell’interrogazione presentata da Giuliana Iellici.
La minoranza fa presente che non erano quelli gli accordi intercorsi (evidentemente si riferiva al fatto che il voto favorevole dipendeva dall’accoglimento dell’ulteriore richiesta) e chiede una sospensione del dibattimento.

I consiglieri di minoranza escono dall’aula per un consulto e al rientro annunciano il voto favorevole previo impegno del Sindaco a costituire una commissione per la revisione della norma sui percorsi pedonali.

Il Sindaco si impegna in tal senso.
La seconda adozione viene quindi votata da tutti i presenti.
Informiamo che la variante al PRG viene depositata a libera visione del pubblico negli Uffici comunali, per trenta giorni consecutivi, previo avviso da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale della Regione, su n. un quotidiano locale sul sito web del Comune, ex art. 148, comma 5 della L.P. 1/2008 e ss.mm.;

durante questo periodo chiunque può prendere visione della variante e presentare osservazioni nel pubblico interesse, limitatamente alle parti oggetto di modifica rispetto alla prima adozione;

La Variante al PRG non è ancora definitiva, sarà necessaria in seguito la terza adozione definitiva.

Cordialmente Giuliana Iellici e Alberto Carpella

 

Interrogazione n. 2 di data 13 agosto 2014.

Oggetto: “Percorso corti “, comma 3 articolo 32.1. del PRG –

Premesso,

Che nel consiglio comunale del 30 giugno il punto all’ordine del giorno relativo all’approvazione del PRG, è stato sospeso e che successivamente, l’amministrazione ha modificato l’articolo 32.1 “aree residenziali esistenti sature” delle norme di attuazione del PRG, aggiungendo un nuovo comma che di seguito riporto:

Il comma 3 dell’art. 32.1 delle norme di attuazione del PRG oggi in approvazione per la seconda adozione non definitiva non è affatto chiaro e richiede sicuramente un approfondimento per non dare l’imput a sicure azioni legali nei confronti dell’Amministrazione.

Nell’articolo è scritto che i percorsi pedonali all’interno dell’insediamento storico del paese sono costituiti da viabilità di ridotta sezione, sottopassi pubblici e privati e “corti” private con possibilità di passaggio.

Già questa definizione è poco chiara e si presta alle interpretazioni più disparate: sicuramente esistono i sottopassi pubblici, esistono quelli privati gravati dalla servitù di passo a favore del comune ma cosa si intende per corti private con possibilità di passaggio? Se l’intendimento è quello di definire le corti che, pur di proprietà privata e senza diritto pubblico di passaggio, sono comunque aperte tutto l’anno allora il riferimento è corretto; ma se, al contrario, si intendono anche quelle corti che saltuariamente vengono aperte in occasione di manifestazioni come “le Corte de Tiezer” o “I Presepi nelle Corti” ma per il resto dell’anno sono godute in modo esclusivo dai relativi proprietari questo è un grossolano errore di valutazione. L’intendimento dell’Amministrazione appare però evidente in quanto nell’articolo del PRG si afferma che l’insieme dei percorsi (e quindi anche le corti private chiuse) deve essere conservato e mantenuto aperto per il pubblico passaggio.

Come può l’Amministrazione imporre un simile aggravio e dar corso ad interventi di varia natura al fine di garantire la libera fruizione da parte della cittadinanza? Solo con l’ esproprio dell’area o con la servitù di passo sull’area stessa!

Non potrà essere sicuramente e ragionevolmente una convenzione tra pubblico e privato a “convincere” i proprietari delle corti a tollerare il passaggio perpetuo all’interno degli immobili. Chi mai autorizzerebbe un simile vincolante compromesso?

L’articolo riporta poi che gli interventi del comune potranno avvenire ANCHE attraverso la stipula di convenzione con i privati interessati. E’ lecito chiedersi quale sarebbe l’eventuale alternativa che consentirebbe di attuare gli interventi finalizzati a garantire il libero passaggio sulle corti private. L’unica condizione è l’esproprio dell’area o la servitù di passo.

Nella versione del PRG approvata in prima adozione si definivano i percorsi pedonali, individuati in cartografia, come opere di interesse pubblico: qualsiasi progetto di qualificazione degli stessi percorsi abilitava l’applicazione della procedura espropriativa ai sensi di legge.

Ricordo, per chi non lo sapesse, che un vincolo urbanistico preordinato all’espropriazione ha una durata quinquennale dal momento dell’approvazione definitiva dello strumento urbanistico; qualora la pubblica utilità non venga dichiarata entro tale termine il vincolo decade con possibile reiterazione a seguito di puntuale motivazione; in tal caso al proprietario spetta un’indennità per la diminuzione di utilizzabilità del bene gravato dal vincolo urbanistico stesso. Si sono sentite a tal proposito affermazioni non coerenti quale “il problema non è se espropriare le aree private all’interno del percorso ma impedire che manifestazioni come le Corte ed i Presepi non siano tenute sotto scacco da un privato cittadino”: la seconda condizione presuppone l’attuazione della prima.

L’indirizzo dell’Amministrazione in carica era stato quello di stralciare la previsione urbanistica di prima adozione perché riteneva ingiusto e fortemente penalizzante gravare con esproprio o servitù una proprietà privata all’interno di un immobile o di un complesso immobiliare; d’altra parte se l’intento più volte richiamato dall’Associazione Amici del Presepio e dal Comitato Corte de Tiezer è quello di creare un percorso permanente a valenza culturale e turistica all’interno del centro storico esiste già un numero significativo di ambiti idonei costituito dai sottopassi pubblici e dalle corti con diritto di passo pubblico; la pubblica utilità invocata su tutti gli ambiti compresi nel percorso, di cui alla norma originaria del PRG e al richiamo fatto nella lettera inviata all’Amministrazione dal Comitato Corte, non sembra quindi essere una condizione rilevante e fondamentale per garantire la creazione di un percorso storico permanente all’interno del centro storico e passa quindi in secondo piano rispetto alla necessità di salvaguardia della proprietà e dei diritti nelle corti non aperte al pubblico passaggio.

A fronte della richiesta della minoranza di reinserire la previsione e delle sollecitazioni in tal senso pervenute anche da parte del Comitato Corte de Tiezer e Amici del Presepio l’Amministrazione è giunta ad elaborare un compromesso fumoso e contradditorio che non ha alcuna possibilità di applicazione dal punto di vista normativo.

L’Amministrazione ha cambiato le proprie decisioni già prese ed esplicitate nel documento depositato agli atti del consiglio comunale del 30 giugno 2014, denominato “controdeduzioni” laddove a pagina 3 si legge:

Osservazione d.d. 30.04.2010, prot. n. 2634 – Zeni Eleonora e altri.



In relazione alle osservazioni proposte si modifica la previsione proposta in prima adozione secondo quanto segue: stralcio dei percorsi pedonali all’interno del perimetro del centro storico, non è infatti intenzione di codesta amministrazione vincolare a tale uso aree di proprietà privata.



Tale intendimento fa parte tuttora della documentazione allegata al PRG ma di fatto è stato modificato con l’introduzione del nuovo comma all’art. 32.1. delle norme di attuazione.



Credo sarebbe stato opportuno e corretto approfondire il discorso tra tutte le parti interessate, Amministrazione, proprietari delle corti ed Associazioni culturali trovando un compromesso atto a salvaguardare le previsioni di sviluppo del tessuto storico ed il sacrosanto diritto dei proprietari delle corte “esclusive” di poter godere degli ambiti secondo la destinazione in essere che non è solo passaggio pedonale ma è anche deposito e posti auto; con un po’ di buona volontà si potrebbe creare ed apprestare comunque un percorso adatto ad esaltare le tracce storiche del nostro paese sfruttando i passaggi e i sottopassi pubblici nonchè i sottopassi e le corti private già gravate da servitù di pubblico passaggio.

Per tutte le motivazioni sopraesposte, supportata anche da un parere legale, propongo che il punto in questione sia rivisto con la seguente nuova formulazione:



Il complesso urbano dell’insediamento di antica origine di Tesero è caratterizzato da una maglia di percorsi pedonali storici costituiti da viabilità di ridotta sezione, sottopassi pubblici, sottopassi e corti private gravate da pubblico passaggio. L’insieme di questi percorsi è considerato di notevole pregio storico-documentario e pertanto deve essere conservato o ripristinato con le caratteristiche originarie (pavimentazioni, intonaci, etc. etc.) e mantenuto aperto per il pubblico passaggio. La pubblica amministrazioni può intervenire su detti percorsi con interventi di messa in sicurezza, di manutenzione e ripristino al fine di garantirne la libera fruizione da parte della cittadinanza. Per quanto riguarda le “corti private” nelle quali il passaggio si è nel tempo consolidato e per quelle non aperte al pubblico e quindi non gravate da servitù di pubblico passaggio, la pubblica Amministrazione può attuare convenzioni con i privati che prevedano l’eventuale intervento del comune con opere di manutenzione, ripristino e valorizzazione anche su detti manufatti a fronte dell’impegno da parte dei proprietari delle stesse di garantire il passaggio in occasione dei periodi caratterizzati dalle manifestazioni relative alle corti ed ai presepi o in altri periodi da concordare di volta in volta.
 
Nel caso questa Amministrazione decida in ogni modo di proseguire sulla strada intrapresa preannuncia fin da ora l’impugnazione della delibera di approvazione della seconda adozione del PRG nelle sedi preposte e comunica altresì la ferma intenzione di alcuni dei proprietari delle corti interessate dalla previsione urbanistica di interrompere fin da subito qualsiasi rapporto con le Associazioni sopra citate negando la disponibilità degli ambiti fino ad oggi messi a disposizione senza alcun vincolo, garantendo addirittura la collaborazione nell’allestimento in occasione delle manifestazioni che si sono succedute nel corso degli anni.

Se l’intenzione dell’Amministrazione è quella di evitare che i privati possano di punto in bianco chiudere le corti, l’effetto che si otterrà sarà l’esatto contrario con buona pace delle Associazioni locali di cui non si mette assolutamente in dubbio l’impegno costante per la promozione del paese ma di cui d’altra parte non si comprende l’ostinazione a voler perseguire un obiettivo gravemente penalizzante per la proprietà privata.

Si evidenzia infine come sulla tavola del PRG non siano identificate graficamente tutte le corti che sono o sono state interessate dal percorso di cui si tratta; non sono accettabili considerazioni differenti nell’ambito di uno stesso tema.

Tutto ciò premesso

Interrogo il Signor Sindaco

per conoscere le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a modificare le proprie decisioni;

per sapere se intenda accogliere la proposta sopraesposta e quindi procedere già in questa sede con la modifica della normativa;

per sapere quali siano le motivazioni per cui almeno una corte privata di utilizzo esclusivo e quindi priva di servitù di pubblico passaggio, messa comunque volontariamente a disposizione dai proprietari per manifestazioni quali le Corte de Tiezer, non sia stata trattata al pari di altre con le stesse caratteristiche e quindi inserita in cartografia.

Dato che l’argomento trattato è iscritto all’ultimo punto dell’odierno ordine del giorno cui la sottoscritta è impossibilitata a presenziare per incompatibilità, chiedo una risposta verbale già in questa sede. In ogni modo chiedo anche la risposta scritta.

Giuliana Iellici

INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

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