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21/04/21

FURBETTI CORONAVIRUS

Stiamo lentamente superando un momento difficile della pandemia e ci auguriamo tutti di poter riprendere, gradualmente, modi e stili di vita adeguati.

A leggere i dati del contagio in Provincia di Trento la bassa valle di Fiemme si segnala come una delle zone in maggiore emergenza. A ieri i contagi erano 39 a Tesero, 49 a Cavalese e 27 a Castello-Molina di Fiemme.

Situazioni difficili si erano già vissute ad inizio emergenza e, per quanto riguarda Tesero, a più riprese tra novembre e gennaio.

Le misure di contenimento del virus e i sacrifici a tutti noi richiesti sono stati e sono notevoli. La maggior parte delle persone, la stragrande maggioranza delle imprese e degli esercizi pubblici hanno saputo rispettare con rigore le limitazioni imposte. C'è stata e c'è una comprensibile richiesta di allentamento delle restrizioni da parte di molti operatori economici.

Come mai, è logico chiedersi, nonostante il generale rispetto dei limiti imposti, ancora così alti permangono in Fiemme i dati del contagio ?

Bisogna avere il coraggio di ammettere e riconoscere che, sia pure in numero contenuto, i “furbetti dello spuntino e delle feste” non mancano: in abitazioni private e in alcuni casi anche in esercizi pubblici, al di fuori e al di là delle regole vigenti.

Non credo si possa tollerare ulteriormente una simile situazione. Nel mentre le istituzioni pubbliche, sia pure con modalità differenti, si stanno impegnando per garantire il più possibile la salute pubblica, un numero esiguo di cittadini e, ahimè anche di operatori economici, si ostina ad agire in modo irresponsabile.



Mi sento di muovere un appello a tutti coloro che vengono a conoscenza di situazioni anomale. Non si tratta di un invito alla delazione ma un accorato appello a difesa della salute pubblica. E' giusto e doveroso che i cittadini che quotidianamente sacrificano alcuni aspetti della loro libertà personale segnalino alle amministrazioni locali e alle autorità di pubblica sicurezza situazioni nelle quali ci si fa beffa delle norme di contenimento del virus.

Solo in questo modo, con la responsabilità ed il senso civico di tutti, potremo ritrovare, se non l'immediata normalità, almeno un ritorno alla socialità ed alla vita autentica di comunità.

Maurizio Zeni - Ex-Sindaco di Tesero 

22/12/20

UNA DECISIONE DISCUTIBILE


Gentile Signora
Lidia Canal
Assessore al bilancio e al commercio
del Comune di
38038 T E S E R O (TN)                                              Tesero, 21 dicembre 2020


        Ho preso oggi visione della comunicazione della Sindaca di Tesero allegata al notiziario comunale, alla quale era allegato un buono spesa di 30 Euro, in applicazione di quanto previsto dalla deliberazione giuntale nr. 130 del 9 dicembre 2020. 

Non entro nel merito della legittimità della deliberazione giuntale, sulla quale eventualmente sarà chiamato ad esprimersi l'ente preposto. Consiglierei però a Lei ed ai componenti della Giunta comunale di attentamente valutare la cosa. 

Mi sia permesso comunque avanzarLe alcune osservazioni di opportunità.

Se da una parte si può concordare sul fatto del fornire aiuto agli esercizi comunali economicamente colpiti dalla pandemia Covid 19 rimangono alcune questioni sulle quali non posso essere d'accordo e che propongo alla Sua riflessione:

1. Siete certi che tutti gli esercenti aderenti all'iniziativa “buono spesa emergenza covid 19” abbiano avuto reali danni a seguito dello scoppio dell'epidemia? Se così non fosse si evidenzierebbe, di per sé, una disparità di trattamento che sarebbe stato meglio valutare prima e più attentamente. 

2. Le sembra giusto distribuire a tutti i capofamiglia un buono spesa di 30 Euro, senza distinguere tra nuclei familiari con situazioni patrimoniali di privilegio da quelli che si trovano effettivamente in condizione di necessità? Anche su questo fatto si sono create ulteriori disparità, oltre a quelle generate dalla pandemia. 

3. Ho sempre ritenuto che l'atto solidale sia personale e riservato (per dirla in parole più povere “l'atto solidale non si esibisce”). Perché quindi prevedere una sorta di autocertificazione per devolvere il buono ad altri. 

Con l'occasione Le porgo i miei distinti saluti

Maurizio Zeni

                                                                                 

30/11/20

VIA LA MASCHERA!

È un timore che ho visto più volte espresso da utenti che hanno dato il loro contributo a questo blog: la necessità di mantenere l'anonimato per tutelare la propria persona. Da ritorsioni? Rappresaglie?

Pur per metà soltanto teserana, e se frammento questa metà in base all'origine dei miei antenati di teserano rimane ben poco, sono cresciuta anch'io in questo paese e sì, non è estraneo alle tipiche bassezze di ogni comunità umana.

Che sia peggio di altri comuni, Tesero, non saprei dire, dal momento che non ho mai vissuto tempi sufficientemente lunghi altrove per poter fare un razionale confronto.

Molte volte mi è stato detto da amici, conoscenti, parenti: "parli troppo, non è prudente a Tesero, in qualche modo te la faranno pagare", ma finora nessuno mi ha gambizzata, né sciolta nell'acido, né mi è stato inviato un pezzo d'orecchio in una busta con richiesta di riscatto.



Insomma, voglio dire, non posso pretendere che le mie idee siano digerite ed apprezzate da tutti; sarebbe irrealistico aspettarmi d'essere simpatica a chiunque ed a prescindere.

Qualcuno in paese mi ha tolto d'improvviso il saluto senza che io ne capissi il perché in passato, qualcun altro si è inventato qualche diceria, ho subìto ingiustizie di cui non comprendo il motivo.

Come tutti, credo. Nessuno escluso.

Forse, se aprissi una mia attività di massaggi - come tanto spero, finalmente - di fare a pandemia conclusa - tante persone deciderebbero di non diventare mia/mio cliente per antipatia personale indiretta, senza nemmeno mai aver avuto a che fare con me, ma solo per la mia faccia, o per qualcos'altro di irrilevante. Può essere.

Ma davvero tutto ciò è cosi grave da dovermi indurre, in una comunità striminzita come la nostra, a ricorrere all'anonimato nell'esporre le mie opinioni?

E se anche lo fosse, così grave, non è allora giunto il momento di dare una svolta al sistema, non facendosene più vittime?

Non ho avuto un solo tentennamento nell'apporre la mia firma ai commenti che ho lasciato in questo blog. Metterci la faccia mi sembra non solo una regola di buona educazione e rispetto verso gli altri, ma una necessità irrinunciabile se desidero contribuire al miglioramento di qualcosa che rilevo come sbagliato.

Le lamentele anonime sono purtroppo controproducenti, perché non fanno che aumentare il sospetto e la diffidenza reciproci ed a diffondere una percezione esagerata di squilibrio.

Tatiana Deflorian

27/11/20

DA UN GRILLO PARLANTE FORESTO AI COMANDANTI NOSTRANI

Ho assistito, grazie alle moderne tecnologie, alla seduta del Consiglio comunale di Tesero di ieri 26 novembre. Ero interessato al dibattito sulle due petizioni contro la deroga per il cambio d'uso della Malga di Lagorai. Dibattito? Non c'è stato un vero dibattito. C'è stata un'arrogante maggioranza che ha respinto le mozioni e il civile tentativo della minoranza di inserire qualche punto di merito nella discussione. Gli argomenti della maggioranza, quelli che si possono dire, sono pochi e fragilissimi.




Argomento 1. Bisogna che la malga sia ristrutturata, ora è in stato derelitto.
Questo è il già noto "motivo Degodenz": c'è da vergognarsi, la malga fa schifo, bisogna metterla subito a posto! 
È però fuori bersaglio, perché nessuno - tantomeno le petizioni - ha mai obiettato sulla necessità di una ristrutturazione degli edifici. Piuttosto, questa scusa illustra come l'amministrazione (Comunità e Comune) abbia finora trascurato il suo bene, lasciando andare la malga in rovina.

Argomento 2. Stiamo facendo il bene della cittadinanza, in fin dei conti i teserani avranno vantaggio a potersi mangiare la polenta nel ristorante-rifugio Lagorai.
Bene, per far ricavare un po' di reddito al gestore, i teserani sono disposti ad impegnarsi per andare in Lagorai almeno 4 volte all'anno ciascuno? "L'integrazione del reddito del pastore" è una puttanata che un umano normale si vergognerebbe di sostenere come motivo sufficiente per fabbricargli un ristorante-rifugio.

Argomento 3. Il Progetto Translagorai viene da lontano, è stato partecipato da molti soggetti, e della Magnifica Comunità, custode dei nostri valori e della nostra storia, ci dobbiamo fidare. 
Però, se è stato tanto partecipato, perché migliaia di cittadini l'hanno visto fin dalla sua nascita come uno scempio? E sia chiaro, sono i cittadini che il Lagorai lo frequentano, lo conoscono, lo amano. E la Magnifica? Il suo passato garantisce che essa non subisca le pressioni di interessi privati? Mah. Le vergognose, ancora oscure, vicende del "nuovo ospedale", per cui si è perfino dimesso da Scario il più strenuo promotore del ristorante-bivacco-custodito, gettano una luce sinistra anche sulla Comunità. 

Argomento 4. Il progetto è proprio bello, il cambio d'uso a ristorante-rifugio non avrà impatto, perché strade e sentieri resteranno immutati, la frequentazione sarà comunque ridotta. 
Qui casca l'asino, anzi, gli asini! Ma come? Si lascia costruire una struttura turistica ricettiva. Poi da una parte si garantisce che sarà redditizia, potrà "integrare il reddito del pastore", si parla addirittura di un "gestore". E dall'altra si dice che tanto sarà il solito deserto (e quindi gestore/pastore guadagnerà ben poco). 

Il fatto evidente è che da parte di Provincia, Comunità, Comune, c'è una fermissima volontà di fare il rifugio-ristorante. A tutti i costi. Anche di sputtanarsi sciorinando motivazioni spudoratamente contraddittorie e superficiali.

Dei ragionamenti che sono stati ripetuti in interventi, lettere, petizioni, pare che i consiglieri teserani di maggioranza se ne freghino, ripetono come un disco rotto le quattro litanie, votano contro le petizioni senza nemmeno considerare almeno i punti più tecnici: come si fa a dare la deroga se non si sa nemmeno come saranno trattati e smaltiti i liquami biologici? Se non c'è un piano economico che possa giustificare una struttura turistica, che ha bisogno di clientela? Non si teme di venir giudicati? Senza voler offendere alcuno, sarei incerto se scegliere tra malafede e dabbenaggine. Oppure sbaglio, è una terza possibilità.

Delle tante parole di ieri sera, una mi ha colpito profondamente. Quella che non è mai stata pronunciata, ma era sulle labbra di tutti: "Cermìs"!

Quale pudore ha impedito di dirla? Forse perché dietro a tante illogicità, il solo pensarci rimette tutto in ordine, ogni tassello del puzzle va al suo posto, si vede finalmente una logica nello scodinzolare dei fautori del rifugio Lagorai. Il fatto che la società delle funivie se ne sia stata silente, attentissima a non farsi coinvolgere, sia pure solo per dire "a noi non interessa", è segno che il programma viene portato avanti con grande accuratezza. Nessun giornalista ha fatto domande alla società funivie, eppure l'interesse del Cermìs era stato chiamato in causa già nell'autunno 2018, immediatamente dopo la rivelazione del "Progetto Translagorai". Peccato, in Trentino i giornalisti "scomodi" (come dovrebbero essere i giornalisti) sono una rarità. 

Eppure gli indizi ci sono, espliciti. Il precedente amministratore delegato delle Funivie del Cermìs, Silvano Seber, ebbe a dire in un'intervista a L'Avisio del 13 dicembre 2017:"... noi vediamo il Cermis solo come una porta d'accesso verso la natura. La fortuna del Cermis è proprio quella di essere all'interno della catena del Lagorai che non è ancora antropizzata. Posti come la Val Moena sono veri paradisi naturali. Nei nostri intenti il Cermis e questo sentiero saranno una porta d'ingresso verso questo paradiso". 

E ora vorrei cercare di convincere qualche orgoglioso teserano che:

- all'economia della monocultura turistica i teserani hanno già dato e stanno sacrificando molto a Pampeago e dintorni: malghe-ristorante, boschi-pista, silenzio rotto dai megafoni delle "voliere"; quindi è un dovere preservare da questo destino almeno l'altro versante dei territori comunali;

- il ristorante Lagorai è a tutta evidenza un favore ai funiviari (cavalesani!), ma anche una concorrenza a Pampeago, essendo logico e naturale che la Val Lagorai verrà proposta dal Cermìs come meta per passeggiate e biciclettate (assistite);

- chi dice "siamo padroni e decidiamo noi" dovrebbe essere abbastanza intelligente da capire che è una contraddizione sostenere una proposta "che viene da fuori" e che svalorizza le proprie ricchezze naturali (comunque sempre "padroni di rinunciare ad essere padroni"). 

Ruggero Vaia socio SAT Cavalese

DISILLUSIONE

È con ancora maggiore amarezza che oggi mi ritrovo ad osservare il paese di Tesero. E mi rendo conto di essere passata da una sorta di "beata ingenuità" - che indubbiamente mi è stato possibile coltivare causa il mio stile di vita così socialmente defilato - ad una pesante consapevolezza sullo stato democratico del paese. Ho seguito in streaming ieri tutto il Consiglio Comunale, e ne sono rimasta disgustata. Uno spettacolo così misero e meschino, non me lo sarei mai aspettato. Quella squadra capeggiata da una sindaca a cui io ho deciso di dare la mia fiducia, scegliendola nella mia preferenza elettorale, non mi rappresenta in alcun modo nelle pretese che esprime e nella sua implicita incoerenza, nell'infantile atteggiamento di rimprovero, persino in un'aggressività che mi ha lasciata attonita ed offesa e che le credevo estranea. Mi rammarica prendere atto che questa amministrazione manchi evidentemente dell'umiltà che ogni carica pubblica, a mio avviso, richieda. Mettersi al servizio di una comunità comporta inevitabilmente l'esposizione a critiche, contrapposizioni, dubbi che tutti dovrebbero essere conferma di uno stato vitale, e non vegetativo, di uno spirito democratico.




Ma da ciò che ho visto ieri, dagli exploits anche scomposti e prepotenti della maggioranza, la mia impressione oggi è che questa amministrazione comunale non incarni i miei più alti ideali di rispetto, democrazia, trasparenza, maturità istituzionale e politica. La grave situazione sanitaria in cui versa Tesero ha occupato ieri l'ultima porzione del Consiglio Comunale: a mio avviso sarebbe dovuta essere prioritaria rispetto agli altri punti dell'ordine del giorno, ma mi rendo tristemente conto che, per come la sindaca e suoi consiglieri avevano intenzione di trattare l'argomento, ritenendo opportuno in quella sede dare ampio spazio a risentimenti astiosi per le DOVUTE critiche ricevute, avrebbe reso troppo tossico e velenoso il confronto successivo. La sindaca si è dilungata in un interminabile monologo che ha sì fornito informazioni necessarie per aggiungere qualche tassello in più alla conoscenza della confusa, scriteriata ed approssimativa gestione della pandemia nella nostra provincia, e per cui un'amministrazione comunale ha ben pochi strumenti per porvi rimedio, ma che è stato maggiormente incentrato sull'irritazione per essere stata oggetto di critiche. Il consigliere di minoranza Volcan ha avuto tutto il mio virtuale sostegno quando, dopo un'attesa civile e rispettosa che la sindaca finalmente giungesse a conclusione, ha cercato di intervenire per confutare le accuse che alla minoranza erano rivolte, e si è sentito redarguire con un infelice "qui basta lo dico solo io, perché io sono il sindaco!". Dopo questo monologo la minoranza è stata zittita, insultata, messa in un angolo da un fronte compatto di maggioranza evidentemente non aperta al dialogo quando si tratta d'essere contrapposta. In passato ho più volte dissentito sui modi irruenti, ai miei occhi fuori luogo ed eccessivi, anche speculativi, del capo di minoranza di criticare l'operato della maggioranza. Ma nel caso specifico della crisi sanitaria che stiamo attraversando, quanto espresso e richiesto dalla minoranza ha raccolto la mia condivisione e il mio sostegno. E quanto palesato ieri dai Consiglieri di minoranza Volcan e Deflorian, mi ha ulteriormente convinta che qui a Tesero l'amministrazione comunale si sia mossa male in questa seconda ondata.

Concludendo: ciò che ho visto ieri non mi è piaciuto per niente e non mi ha riappacificata con i dubbi che ho dovuto fronteggiare con me stessa in queste ultime settimane per la mia scelta elettorale. Da parte mia un apprezzamento indubbiamente dovuto per ciò che la maggioranza ha fatto, ma ancora viva la critica per tutto ciò che non ha fatto e la delusione per ciò che ho dovuto comprendere ieri. Mi auguro davvero che il clima che si è instaurato ieri tra le due parti opposte non sarà il leit motiv di questa legislatura.

Oltre ad essere controproducente per tutti, sarebbe oltremodo squallido.

Tatiana Deflorian

16/10/20

SILENZIO ADDIO

Quando si ama fortemente, in questo caso parlo di un territorio, il Lagorai, non si può restare indifferenti a una grande ingiustizia. Chi ama vuole tutelare non trarre profitto. Quello che chiamano "valorizzazione" non è altro che uno sfruttamento per ricavare denaro a beneficio di pochi, per sottrarre ciò che è un tassello del cuore di chi ha radici radicate nel nostro Lagorai; che ci ha sempre dato molto... bosco, acqua, prati. Eppure, nonostante il Lagorai abbia tutto per essere già perfetto arriveranno le "comodità cittadine" per un turismo che si allargherà andando a calpestare anima e silenzio, tanto preziosi a chi cerca un sentimento profondo con la montagna.



La Magnifica Comunità di Fiemme giustifica il cambio d'uso di Malga Lagorai, da ricovero per il pastore a struttura ricettiva, perché dice è l'unico modo per finanziare la ristrutturazione. A questo punto io come Vicina della Magnifica mi vergogno di appartenere ad essa. Rinunci a chiamarsi "Magnifica", perché se in passato ha dato tanto a noi fiammazzi, ora siamo arrivati al limite della nostra dignità.

Al Consiglio dei Regolani ho sentito tra le parole dette dallo Scario, riguardanti la richiesta di deroghe al Comune di Tesero, una frase che mi è rimbalzata nel cuore tutta quella notte; una frase che probabilmente fa da scudo alla coscienza: "Tanto ormai l'inquinamento è arrivato ovunque"... Amministratori, abbassate questo scudo di indifferenza! Solo scelte politiche senza paraocchi potranno salvare ciò che abbiamo sul nostro Lagorai.

Tiziana Vanzo 

28/09/20

S.O.S. PICCOLO COMMERCIO: APPELLO AI SINDACI


Da ex esercente voglio fare una mia considerazione personale su ciò che più mi ha delusa in questo periodo di scelta difficile della mia vita. Quando un'attività economica chiude c'è sempre un perché: può trattarsi di un sopraggiunto insormontabile problema, o, appunto, di una scelta di vita, o di altro ancora. I nostri sono paesi piccoli, dove purtroppo il piccolo commerciante si trova a lottare ogni giorno con la sempre più insostenibile concorrenza dei grossi centri commerciali e delle vendite on line in genere. Perciò faccio appello a tutti i Sindaci della valle: occupatevi e preoccupatevi anche delle piccole attività di paese, fate una telefonata ai loro gestori se non avete tempo di passare direttamente, chiedete loro cosa si potrebbe fare per migliorare qualcosa di sbagliato o di incerto. Ascoltateli, sono loro che meglio di chiunque altro conoscono i problemi commerciali di un paese. Non fate come se non esistessero, perché così facendo, saranno costretti a chiudere e senza il piccolo commercio i paesi diventeranno fantasmi!
 


Volete i fiori belli, volete le panchine belle, volete le strade belle, volete ciò che è normale ci sia nei paesi turistici, ma senza curarvi del commercio, che pure fa parte della vita del paesano e del turista. 
In ragione di queste considerazioni mi permetto di esprimere tutta la mia delusione per la mancanza di interesse da parte della Sindaca per la recente chiusura della mia attività. Una sua telefonata per comprendere i motivi del perché chiudi bottega e te ne vai e magari anche per complimentarsi per l'attività svolta, visto che il mio lavoro, come quello di tutti gli esercenti, ha avuto un'importante funzione sociale nel dar vita al paese, me la sarei aspettata. 

Claudia Gilmozzi

25/09/20

CORAGGIO, LA STASI NON C'È PIÙ

Cari lettori, ho l’impressione che l’inconsistente battibeccare a commento degli articoli che appaiono su questo blog, in poco si distingua dalla pochezza della discussione che è emersa in campagna elettorale sui temi importanti dell’amministrare. Anzi, come è accaduto durante quell'occasione, anche voi lettori evitate quasi sempre di entrare nel merito delle questioni di rilievo e vi limitate a sparare brevi commenti, spesso denigratori, ben ben nascosti dietro il cespuglio dell’anonimato.


In cosa vi distinguete dunque da quelli che criticate se, ancora nel 2020, non avete il coraggio di esprimere un’opinione dichiarando la vostra identità? Ma, anonimato a parte, mi piacerebbe che i vostri commenti analizzassero un problema o descrivessero in modo chiaro la vostra posizione su una delle questioni importanti della cosa pubblica. Per esempio, quale tipo di turismo vi augurate per il futuro: quello del bosco digitalizzato, delle piste da skiroll, delle voliere con gli impianti hi-fi, o quello che considera l’integrità dell’ambiente naturale il suo punto qualificante? O ancora, cosa pensate del progetto di ristrutturazione di malga Lagorai, così come è stato proposto dalla Magnifica Comunità di Fiemme? Cosa pensate della legge Gilmozzi sulle seconde case, della vivibilità dei centri storici, della gestione del verde pubblico o del problema, che ormai da anni affligge il nostro paese, delle emissioni nauseabonde e venefiche della ditta Misconel? 

Su almeno una di questi argomenti mi piacerebbe che qualcuno entrasse nel merito, superando finalmente il cianciare gratuito sulle cazzate residuali.

Per dare forza alla discussione e far capire a chi comanda che c'è attenzione.

Lucilla Delladio

14/09/20

LA CANDIDATA ESPERTA IN COMUNICAZIONE


Si può fare campagna elettorale in questo modo? Avevo inviato ai quotidiani locali l'articolo che pubblico qui interamente. Le redazioni, vista la campagna elettorale in corso, hanno decisio di non riportarlo. Io lo condivido con voi.

In questi giorni i candidati alle elezioni comunali cercano di presentarsi all’elettorato nel modo più accattivante possibile, facendo largo uso dei social. La tecnologia ha reso obsoleti i programmi a stampa. Uno strumento democratico quello dei social, facilmente utilizzabile da chiunque, che rende più facile il contatto con il pubblico. Non tutti i candidati sembrano però rendersi conto che l’approccio con l’elettorato deve essere minimamente corretto. Quanto accaduto a Tesero recentemente può valere come esempio di come non utilizzare i social per fare propaganda elettorale. Giulia Varesco, componente della lista che propone come candidata Sindaco Elena Ceschini ha pubblicato sul suo profilo facebook un’accattivante presentazione. Anche troppo limata nella forma, tanto da incuriosire un censita che, dopo attenta ricerca, è riuscito a dimostrare che la presentazione della Varesco è in realtà sostanzialmente copiata da quella di Giuseppe Paruolo, candidato per il partito democratico alle recenti elezioni regionali in Emilia-Romagna. A parte il fatto che la specificità emiliano-romagnola non è esattamente quella fiemmese e sorvolando sul fatto che il candidato romagnolo potrebbe avanzare alla giovane teserana richieste di risarcimento per plagio,

il vero tema sul quale riflettere è il seguente: come può un candidato rivolgersi all’elettorato in maniera così poco corretta? Qualcuno ha consigliato alla Varesco di rimuovere dal profilo facebook la presentazione “taroccata” (che in effetti non compare più sul profilo) ma la sostanza non cambia. E’ sacrosanto e direi doveroso che i candidati presentino all’elettorato il loro profilo, la loro esperienza, le loro competenze, le loro motivazioni per impegnarsi nella cosa pubblica. Ad un’unica condizione, che siano le loro.

Maurizio Zeni


13/09/20

ANITA DISSENTE


Buon giorno a tutti. Mi chiamo Anita e sono la sorella di Enrico Vinante. Mi sento in dovere di dire la mia rispetto all'articolo scritto dalla Casa dell'orco perchè contiene un'imprecisione di fondo sulla quale è costruito tutto il testo. Nel 2015, anno in cui l'attuale amministrazione ha vinto le elezioni, anche mio fratello ha partecipato, candidandosi, ai tavoli di lavoro per la costruzione del programma elettorale per la lista "Per Tesero e la sua gente". Il suo entusiasmo, che ha sempre dimostrato per qualsiasi attività intrapresa nella sua vita, lo ha portato ad accettare la proposta di lavorare con questo gruppo nel quale ha trovato sintonia d'intenti e di pensieri. Ricordo ancora come fosse ieri, il giorno in cui, dopo la serata di lavoro con i partecipanti ai tavoli, mi ha annunciato il lancio dell'idea di poter creare a Tesero l'area sgambatura cani. Enrico aveva individuato, a mio avviso, un bisogno che Tesero e i suoi tanti turisti avevano: quello di poter avere uno spazio regolamentato, sicuro e protetto per poter far correre i cani da compagnia. Se ci pensiamo, i cani da caccia, hanno la possibilità di essere addestrati all'attività venatoria e ciò è regolato sia negli spazi che nei periodi, ma questo per tutti gli altri cani non è contemplato ad oggi nel paese di Tesero. Chiamare questo spazio "smerdisterio" è davvero riduttivo. Qui i nostri amici quadrupedi potrebbero seguire il loro istinto, tanto caro agli animalisti e cioè la loro necessità di correre a perdifiato e giocare con il loro padrone il quale non avrebbe la paura costante della macchine o delle multe. Perchè altrimenti quale potrebbe essere un'altra soluzione sensata? Propongo di vietare l'acquisto o l'adozione di cani da compagnia, così si risolverebbe il problema. Aldilà delle battute, mi pare poco corretto e profondamente sbagliato accusare la sindaca di voler strumentalizzare il fatto che Enrico non ci sia più per non giustificare la creazione di questa nuova opera pubblica. Io non faccio parte dell'amministrazione e nè io nè purtroppo Enrico abbiamo partecipato alla stesura del progetto; rispetto all'individuazione dello spazio, alla metratura, alle regole che lo sottendono, se ne può discutere certamente, ma in virtù della verità devo sottolineare che sì, Elena Ceschini ha ragione quando dice al giornale che l'idea è partita da Enrico. Bastava venire da me e dalla mia famiglia per chiedere informazioni rispetto a questo ed allora si sarebbe potuto scrivere l'articolo non sul chi, ma criticando, se vogliamo, il come. Buona giornata a tutti.
 
Anita Vinante
 
 
 
Cara Anita, grazie per il tuo contributo. Premetto che questo blog non ha la presunzione di esprimere la Verità, ma semplicemente opinioni. Quando però c'è onestà intellettuale, talvolta, le opinioni coincidono con la verità. Mi sembra quindi doveroso aggiungere una precisazione. Se per te l'equivoco originario sul quale avrei poi imbastito l'articolo è di aver scritto "presunto ideatore dell'opera" anziché "ideatore dell'opera" sappi che sei fuori strada: avrei fatto lo stesso pezzo anche se dell'identità ne fossi stato certo.
Scusa, ma sei tu che hai travisato. Il post non voleva entrare (e non è entrato!) nel merito della questione (io contrario, tu favorevole, per questi e questi motivi...) No! Intendeva semplicemente dire - e qui ribadire - che la sindaca, data la polemica montante intorno alla realizzazione del recinto canino, con la popolazione nettamente divisa tra fautori e detrattori, ha ben pensato di confezionare quell'articolo, attraverso il quale attribuirne ad altri, in questo caso dunque a Enrico, la responsabilità o, se tu preferisci, il merito.
E non già (o non solo) per concedere a tuo fratello la paternità dell'opera, ma, meno nobilmente, per lavarsene pilatescamente le mani e tirarsi fuori attraverso un panegirico pro captatio benevolentiae, così da impietosire i lettori, raffreddare la polemica e, possibilmente, non perdere consensi. Nient'altro.
 
L'Orco
 

19/01/18

LO STATISTA



Da un gentile lettore riceviamo l'intervento, qui di seguito pubblicato, in merito alle esternazioni del consigliere provinciale di Tesero pubblicate due giorni fa dal quotidiano l'Adige. Per maggiore chiarezza ci siamo permessi di inserire le note d.r. tra parentesi.

A proposito del Nostro, avete visto le motivazioni per le quali bisognerebbe istituire un comune unico in valle? Se l'idea potrebbe essere valida, le ragioni per questa grande operazione mi sembrano siano uscite più che da un consigliere provinciale, da una discussione tra amici dopo la quinta media (birra naturalmente).
Forse non sa (il Nostro consigliere n.d.r.) che le scuole sono state chiuse per volere dell'assessorato all'istruzione della P.A.T.
Parla (il Nostro consigliere n.d.r.di coscritti!!! Come se la festa per l'ingresso nell'età da "voto" sia determinante per la buona riuscita dell'operazione.
Accenna (il Nostro consigliere n.d.r.) alle associate definendole dissociate, forse questo nuovo nome è corretto, ma siamo arrivati in questa situazione per l'incapacità e la non volontà di alcuni amministratori di perseguirlo questo obbiettivo, come peraltro deciso dai cittadini di Tesero e Panchià e di Cavalese e Castello nel referendum ormai già entrato nella cartella "dimenticatoio". 


 

 
 

A dar man forte agli amministratori per la creazione della "dissociata" anche taluni dipendenti spaventati dal trovarsi di fronte a situazioni dalle quali sono scappati. Tira in ballo (il Nostro consigliere n.d.r.) anche la Magnifica che, se storicamente è stato il fulcro ed il volano per mantenere viva la nostra valle, ora (i numeri del referendum sullo statuto parlano chiaro) è divenuta solo un'azienda, un po' di folclore e purtroppo poco altro.
Non accenna (il Nostro consigliere n.d.r.) ai risparmi che si potrebbero avere togliendo i compensi agli amministratori attuali e mantenendo solo un consiglio comunale. Avremmo, a spanne, un risparmio di circa 45.000 euro al mese, 540.000 euro all'anno!!!

Anonimo

19/06/16

ATTENZIONE ALLA RIFORMA PROVINCIALE DELLE CASE DI RIPOSO E DELL’ASSISTENZA!

Alcuni giorni fa un quotidiano locale ha dato notizia delle dimissioni del direttore della nostra Casa di Riposo, dott. Luca Nicolelli. In tale occasione sono state riportate alcune considerazioni che lo stesso Direttore ha voluto rendere note sul futuro delle Case di Riposo: «NON È POSSIBILE - ha detto Nicolelli - ACCETTARE QUELLO CHE SI STA VENTILANDO PER IL FUTURO DELLE CASE DI RIPOSO DEL TRENTINO, METTENDO A RISCHIO LA FUNZIONALITÀ E LA STORIA DELLE NOSTRE STRUTTURE, CON LA PROSPETTIVA CHE VENGA SGRETOLATO IL MONDO DELL’ASSISTENZA. Certo, mi dispiace lasciare la Casa di Riposo proprio nel momento in cui, dopo anni di lavoro, sta finalmente per trasferirsi, probabilmente all’inizio del prossimo autunno, nel nuovo edificio lungo la val di Stava, MA NON ME LA SENTO DI SUBIRE UNA SIMILE POLITICA DI DISGREGAZIONE di una storia che ha rappresentato e rappresenta in modo degno ed efficace le nostre realtà».

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di esprimere i propri dubbi, per una proposta di riforma delle Case di Riposo e dell’assistenza, “necessaria” come sostiene la Provincia, ma che forse può far sorgere qualche perplessità. Si legge sui quotidiani che in Trentino ci sono più posti letto per gli anziani rispetto al resto d’Italia. L’hanno confermato anche gli esperti, nientemeno che dell’università Bocconi di Milano, incaricati dalla Provincia di studiare i nostri servizi di assistenza agli anziani.
Ma tornando alle Case di Riposo, ora chiamate Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, (A.P.S.P.) o Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.) sembra che per loro la Provincia veda un futuro solo se sottoposto ad una regia provinciale. E’ prevista anche l’unificazione delle Apsp per farne una in ogni ambito di Comunità di Valle. Potrebbe addirittura verificarsi che per ridurre i tempi di attesa ci sia una sorta di “migrazione” degli anziani non autosufficienti e che non abbiano una particolare urgenza, in case di riposo più lontane dalla loro residenza.
Si legge sempre sui quotidiani, che alle nuove RSA potranno essere affidate tutte le competenze socio sanitarie-assistenziali e quindi si troveranno (se la riforma verrà approvata) a gestire in maniera coordinata e integrata tutti i servizi per la non autosufficienza. Un componente del consiglio di amministrazione dell’UPIPA (Unione provinciale Istituzioni per l’assistenza) scrive: unificare, coordinare ed estendere i servizi per la non autosufficienza, sia quelli residenziali come quelli domiciliari, è una sfida complessa che va condotta condividendo le modalità di applicazione, una sfida che va condotta bene con grande attenzione e coinvolgimento di tutti gli attori sul campo: Enti Locali, Apsp, terzo settore e Provincia. Questo ultimo punto è stato oggetto di un interessante intervento pubblicato sull’Adige di oggi (19.6.) a firma delle sigle sindacali CGIL- CISL –UIL.
Cosa possiamo chiedere noi cittadini ai nostri politici locali? Che prestino la massima attenzione a questa riforma e che riflettano attentamente sugli accorpamenti. Che sia una riforma sostenibile che regga all’aumento delle domande di servizi, visto il costante aumento delle non-autosufficienze e l’invecchiamento della popolazione e che presenti dei presidi in grado di rispondere in maniera adeguata ai bisogni degli utenti. 


Giuliana Iellici

INCANTO NOTTURNO

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Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

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Bepi Zanon

TESERO 1929

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PASSATO

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ANCORA ROSA

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VIA STAVA ANNI '30

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TESERO DI BIANCO VESTITO

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LA BAMBOLA SABINA

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LA VAL DEL SALIME

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SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

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MINU

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