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20/04/21

ROTONDA SUL PONTE? NO, GRAZIE!

Torna all'attenzione della cronaca la realizzazione di una rotonda stradale all'intersezione tra la Statale 48 e la S.P. 215 per Pampeago. Già quindici anni fa, su iniziativa dell'allora assessore ai LL.PP. Alan Barbolini, era stata presa in considerazione l'idea di realizzarne una. Allo scopo, l'assessore ordinò all'Ufficio Tecnico comunale di predisporre un elaborato. La verifica del progetto 'sul campo' diede però esito negativo. Così, dopo aver anche sentito il parere dell'assessore provinciale dell'epoca, Gilmozzi, a sua volta contrario all'opera sia per ragioni tecniche che paesaggistiche, la questione venne giustamente archiviata e il problema tornò ad essere un non-problema. D'altronde, a più di trent'anni dalla realizzazione della circonvallazione ovest del paese e conseguentemente dell'incrocio S.S.48 - S.P.215 a memoria nessun incidente si è verificato in quel punto. Va ricordato che a far propendere la bilancia dei pro e dei contro verso il no contribuirono anche le osservazioni del signor Rinaldo Delmarco e la petizione popolare da lui promossa presentate in Comune il 22 maggio 2006, che qui di seguito riportiamo.



A seguito delle prove sperimentali su strada eseguite la scorsa settimana nel quadro di una possibile costruzione di una rotatoria alla confluenza della strada provinciale proveniente da Stava con la strada delle Dolomiti all'altezza del ponte sul rio Stava, mi permetto presentare a mio nome e a nome di tutti gli abitanti del distretto di Socce le seguenti osservazioni:

1° Problema:

Le autovetture quanto i camion, in prossimità della rotatoria debbono rallentare in quanto la stessa è stretta, cambiare marcia, effettuare la doppia curva, rimettersi in asse e quindi innestare la marcia superiore. Ciò comporta:

- rallentamento del traffico dalla media di 50 km orari a 20/30 km orari;

- l'emissione di gas inquinanti in misura molto superiore all'emissione a velocità di 50 km orari costanti;

- l'inquinamento acustico relativo all'accelerazione accentuato nel caso dei camion;

- un probabile dissesto degli strati inferiori della carreggiata in prossimità del ponte causato dalle continue vibrazioni dei mezzi pesanti costretti, tutti, nessuno escluso, a frenate orientate nello stesso senso, le quali, nel tempo, possono compromettere la stabilità del muro che porta l'arco del ponte.

A ridosso del muro troviamo del materiale roccioso minuto legato con argilla e perennemente bagnato, che ci fa ricordare la tragedia di Stava!


2° Problema:

La costruzione della rotatoria impone:

- la riduzione del marciapiede riservato ai pedoni che ora è appena sufficiente e per nulla eccedente;

- il depauperamento estetico della casa Delladio che verrebbe privata della pertinenza di terreno verso mattina, terreno già ora ridotto.

Questo depauperamento non opera solo nei confronti dei proprietari, ma crea una bruttura che disturba qualunque cittadino che abbia a transitare;

- lo spostamento verso monte del passaggio pedonale con disagio sia per gli anziani, quanto per le mamme che spingono le carrozzelle, per i ragazzi che vanno a scuola, per i villeggianti che passeggiano lungo il ponte;

- un pericoloso avvicinamento delle vetture e dei camion al residuo marciapiede che può trasformarsi in tragedia a seguito di errore, guasto meccanico del mezzo, malore del conducente ecc...

3° Problema:

L'inversione di marcia, per quanto riguarda camion, autoarticolati, mezzi pesanti in genere, non va assolutamente realizzata in un posto tanto delicato quanto importante nel centro del paese in una zona frequentemente transitata dai residenti quanto dai villeggianti.

Questa operazione eseguita in uno spazio così ristretto, e densamente abitato rappresenta solo pericolo e grave intralcio alla normale circolazione.

L'impossibilità di ampliare l'area di manovra verso sud e concentrare la curva della rotatoria tutta spostata verso nord (Stava) crea una curvatura insufficiente ai mezzi pesanti per effettuare la manovra e in corso della stessa viene bloccato sia il traffico verso Cavalese, quanto quello verso Predazzo.

Un'operazione del genere è negativa sotto tutti gli aspetti e l'eventuale rotatoria di tal genere va spostata in aree vaste, aperte e non nel centro del paese e perdipiù su una curva.

4° Problema:

L'eventuale allargamento della strada da eseguire nella direzione della casa di Saverio Delladio, verrà a compromettere la sistemazione dell'area "ponte romano e giardinetto antistante" che ora è di gradevole vista, e comunque non risolve la mancanza di spazio necessario sul lato opposto e non risolve la necessità di decelerazione dei mezzi che imboccano la stretta e irrazionale rotatoria che nulla risolve, ma intralcia la circolazione e depaupera paesaggisticamente la zona.

Che la situazione odierna dell'incrocio in argomento sia di tutto riposo e che non vada alterata è data dal fatto che non si è mai verificato alcun incidente dal momento in cui questo incrocio è stato sistemato con l'abbattimento della casa del "Pònte".

Questo fatto obiettivo e di certezza storica dovrebbe indurre l'Amministrazione ad evitare alcuna modifica in loco.

Io posseggo l'ufficio di lavoro proprio sopra la zona interessata alla rotatoria e quindi conosco meglio di qualsiasi altra persona l'andamento del traffico in qualsiasi stagione.

Posso assicurare che questo si svolge con grande regolarità senza rallentamenti e senza alcuna problema per cui la manomissione della zona è inutile quanto assurda.

Mi sono presa la briga di effettuare le 13 fotografie allegate prese proprio dalla mia finestra che mostrano, senza alcun dubbio, lo scorrere regolare del flusso veicolare.

Considerazioni finali

In una situazione siffatta ogni intervento pare inutile o meglio dannoso per i residenti quanto per i villeggianti per cui tutti uniti facciamo voti al fine che l'Amm.ne voglia tenere in conto le esigenze dei propri cittadini e abbandoni questa iniziativa inutile quanto dannosa.

Questo esposto è sottoscritto dai sigg...


Poiché gli argomenti di contrarietà all'opera in premessa riportati sono ancora del tutto validi ci chiediamo perché a distanza di 15 anni questa amministrazione torni alla carica. A maggior ragione se teniamo conto che né lo Stato né la P.A.T. hanno mai ravvisato la necessità di intervenire direttamente in tal senso su quell'incrocio e l'assessore provinciale dell'epoca - come già detto - ne era del tutto contrario. Peraltro il Comune - ciliegina sulla torta per un'amministrazione che pare fregarsene di quanto versano alle casse comunali i contribuenti locali - qualora il nullaosta venisse infine comunque concesso, dovrebbe accollarsi tutti i costi dell'opera (diretti e indiretti) ma ne dovrebbe intavolare poi la proprietà (e la gestione) allo Stato.

La Talpa

24/04/16

DALLE FERITOIE AGLI ECOMOSTRI


C'era una volta l'allegra commissione edilizia comunale, composta da semplici concittadini scelti più o meno a caso dal Consiglio e spartiti tra maggioranza e opposizione, quasi sempre sulla base di competenze e sensibilità del tutto assenti. Nelle intenzioni avrebbe dovuto essere l'organo amministrativo di tutela preposto a verificare e poi eventualmente licenziare le richieste di fabbricazione che rispettassero i regolamenti urbanistici vigenti. Oltre alle verifiche tecniche di conformità, quell'improvvisata assise esprimeva anche un parere estetico sui progetti al suo vaglio e non di rado li rimandava al mittente con la prescrizone di una qualche revisione degli elaborati. Teoricamente, con quell'organo, l'ente pubblico intendeva evitare arbìtri e soprusi da parte dei richiedenti licenza, nonché, in caso di ristrutturazioni, disarmonie architettoniche rispetto al preesistente.

In realtà le disarmonie e gli arbìtri potevano comunque verificarsi, anzi spesso si verificavano, non già per colpa della committenza bensì perché quell'organo, succube del tecnico che lo sovrintendeva e che rappresentava l'unica 'voce dòtta' presente al suo interno, anziché elaborare dopo attenta valutazione un'equanime sintesi dei pareri dei suoi membri, si sottometteva alla volontà o alle bizzarrie del professionista. A volte poteva capitare che il tecnico pro tempore della commissione fosse in conflitto d'interesse con i professionisti incaricati del progetto in esame e che di conseguenza intorno a quel disegno si scatenasse una sorta di 'guerra tra studi'. Così, al termine degli avanti e indietro e delle innumerevoli modifiche dell'elaborato, questi conflitti si scaricavano puntualmente sulla committenza con penalizzazioni e costi aggiuntivi a carico di quest'ultima.

Ad ogni modo, di rigore e zelo censorio ce n'erano da vendere, tanto che non di rado si sarebbe potuto addirittura confonderli con vera prevaricazione. Non erano affatto rari i casi in cui il professionista di riferimento della commissione s'impuntasse e pretendesse rettifiche e variazioni che superavano di gran lunga il buonsenso, imponendo astrusità progettuali e architettoniche o l'uso di materiali incongrui che per lo più peggioravano il risultato finale dell'opera.

Adesso invece pare che in commissione la filosofia di fondo sia cambiata: il nuovo verbo è fantasia & spregiudicatezza! Semplicemente.


Dunque, crescono nel paese gli ecomostri, a dimostrazione, fuor di ipocrisia, che l'urbanistica nulla ha di scientifico e la materia è di fatto alla mercé di chi in quel determinato momento la manipola e degli interessi in gioco.

Strutture abnormi e disomogenee rispetto agli stilemi architettonici esistenti si insinuano nel contesto paesano senza un'apparente ragione logica. L'arbitrio è macroscopico e insopportabile. Recentemente due alberghi, all'interno dell'area paesana di massimo rispetto urbanistico, cioè del cosiddetto Centro Storico, sono stati sopraelevati oltre ogni decenza, quasi a voler far marameo a quei poveri censiti che loro malgrado furono sottoposti alle forche caudine dalla precedente intransigenza.


Ma la sindaca che fa? E il consiglio comunale che dice? E la minoranza dov'è finita? Ma in che mani siamo? Animo, rappresentanti del popolo! ché di quindici balbettanti comparse il paese non sa che farsene. Dite qualcosa. Battete un colpo. Se ci riuscite, tutelateci! Questo paese sta rotolando velocemente verso la barbarie. Avevamo proprio bisogno dei giovani al comando per ridurci così... Bravi!


Certo, de gustibus et coloribus non est disputandum. Ma per favore d'ora in poi non si rompano i coglioni a chi in una qualche oscura corte paesana chiede di aprire un abbaino meno angusto di uno spiraglio per poter far entrare in casa un raggio di sole...

L'Orco


22/01/10

LETTERE & INTERVENTI


Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Evgeny all’intervento di Marzio pubblicato il 4 gennaio scorso.


Caro Marzio,

stavo covando un intervento in questo blog per esporre alcune idee sullo sviluppo della valle e di Tesero. Idee che non sono in totale accordo con la linea di Ario ma che si possono conciliare con essa. La tua lettera mi costringe a cambiare tiro, ma forse riuscirò comunque a far passare qualche concetto.
Nel mio commento al post ho difeso (non lodato) la ristrutturazione dell'ex-Hotel Alma dall'accusa che essa fosse stata di natura speculativa. Nulla più. Nella brevità del commento non vi era spazio per, né era necessaria, una spiegazione più completa.
Il mio commento era dovuto perché tirava in ballo direttamente me (e i miei "interessi" come dici tu), ma esso era basato sulla logica, non su una convulsa difesa del mio ego e del mio orticello.
Qui spiegherò, visto che non é compresa, quella logica. Io non sono un ingegnere, geometra o architetto; mi sono ritrovato "piccolissimo imprenditore" e a tempo perso ragiono di economia. Non riuscirò quindi a colmare tutte le tue curiosità tecniche, ammesso che ce ne sia bisogno, perché semplicemente non se so niente.
Risponderò, per quanto mi è possibile, ai rilievi sollevati nel tuo intervento.
Le inconfessabili mediazioni. Questa domanda mi stupisce. Parli del "tipo di contrattazione" in quel posto così delicato. Siccome conosci le leggi edilizie molto meglio di me, sai che senza compromessi é impossibile costruire anche solo una legnaia. Non mi è chiaro se quando parli di “compromessi e mediazioni che potremmo dire eufemisticamente inconfessabili” ti riferisci a fenomeni di tipo mafioso o se tu non sappia cosa sia la politica. Tu assumi che i compromessi siano dannosi e deprecabili. Può darsi. Io credo, invece, che le leggi e le innumerevoli regole che ne derivano, confezionate da politici e tecnici in comunella, siano troppo spesso assurde, diseconomiche, prive di fondamento pratico. Su di esse si fonda il potere del burocrate (e ti risparmio le definizioni di Max Weber o del Zanichelli).
Molte leggi sono fondate su un qualche ideale teorico o estetico (lo stile, la sicurezza, la tradizione, il paesaggio etc.), decise e scritte in qualche stanza dopo innumerevoli ore passate a pesarne vantaggi e svantaggi per i singoli (ecco la contrattazione!), e infine sempre disconosciute nella loro applicazione pratica. Moltissime norme italiane e provinciali ingessano e danneggiano l'economia e il suo territorio, pretendendo magari di proteggerlo. Le leggi sono confezionate nell'interesse di qualcuno, non della collettività.
La scelta di ristrutturare l'ex-Hotel Alma e trasformarlo in due residence, quindi in un’attività turistica non certo speculativa, é stata dettata, come hai accennato, dalla constatazione che la vecchia struttura era ormai fuori mercato. Avremmo potuto vendere il vecchio stabile a un qualche costruttore della zona, che avrebbe potuto facilmente aggirare la Legge sulle seconde case, e portare a casa il piccolo gruzzoletto. Si é invece deciso di rischiare, nel solco della tradizione, di provare ancora a "fare turismo", in altra forma.
Se per te questa é una forma speculativa, aspetta, "un’attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione favorevole", così sia. Mi permetto di farti notare che la definizione é così ampia che essa comprenderebbe ogni attività imprenditoriale nella misura in cui essa costruisce il proprio lavoro su una situazione favorevole; ad esempio, per dire, i rivenditori di ricambi d'auto speculano "brutalmente" sulla fragilità della componentistica dei mezzi (la situazione favorevole); i meccanici, loro compari, speculano candidamente sul maggior numero di incidenti causati dalla avverse condizioni meteorologiche. Mi sfugge inoltre quale sia stata la “situazione favorevole”, la politica locale?
Ma andiamo avanti.
La scelta dello studio. Non credo sia necessaria una risposta. Ognuno a Tesero sceglie lo studio che preferisce, che sia quello vicino alla maggioranza o quello vicino all'opposizione o un altro, poco importa. Sulle contropartite non so proprio cosa dirti. A cosa ti riferisci? Mazzette? Favori?
"L'avanzamento". Faccio un discorso generale perché, ripeto, non sono un tecnico. Sostieni che l'avanzamento vada a "discapito della sicurezza al transito veicolare e pedonale dei passanti e clienti". Enfatizzi e dici che é pericoloso. Può darsi. Ti faccio però notare che essendo il terreno antistante all’edificio fino al ciglio della statale di proprietà dei residence stessi essi non costituiscono, almeno per ora, marciapiedi pubblici. Di più, la costruzione dell'ingresso in avanzamento, togliendo un potenziale posto auto, ha anzi creato un’ "isola" in cui i pedoni possono transitare.
Dici che ti saresti aspettato l'arretramento sulla linea degli anni '40-'50, ovvero, più o meno a livello degli edifici adiacenti. Ma non sono pericolosi anch'essi? Mi sfugge la differenza sostanziale che ti porta a definirci praticamente dei pericoli pubblici. E’ evidente che la soluzione al transito pedonale in quell’area è intimamente legata alla soluzione parcheggi per tutti i residenti sul tronco della statale. Ma dove farli?
Aggiungo che quando nevica teniamo i nostri piazzali puliti dalla neve agevolando il passaggio e il parcheggio. Prima ancora che la fresa del comune renda calpestabile il nuovo marciapiede di via Roma. Forse dovresti andarti a rileggere la "favola delle api" di Bernard De Mandeville; "vizi privati, virtù pubbliche". Magari aiuta a capire che il mito del regolatore pubblico, fallisce, e spesso. E che gli uomini non sono tutti avidi speculatori. E ancora, che l'interesse privato può anche avere esternalità positive.
Non credo che io o la mia famiglia possano avere qualcosa in contrario al rendere la zona più sicura.
Questo mi porta al punto successivo. Dici che l'aumento della cubatura (del 8 o 10%) ha aggravato la situazione dei parcheggi. Quest'ultima non é certo rosea (d'altronde non tutti hanno la fortuna di vivere in Arlazza), ma é migliorata. La richiesta di parcheggi per due residence di 6 appartamenti é sicuramente inferiore a quella di un albergo con 50 posti letto.
Dicevo delle leggi. Avrei rinunciato senza problemi all'aumento della cubatura, ma come ben sai, la metratura minima di un appartamento (anche nella forma di Casa Vacanze) è di 60mq. Non importa a nessuno, fuorché a me, che esso sia sovradimensionato per le esigenze di una coppia o una piccola famiglia in vacanza. Per inciso, interessa ancor meno che il costo per una coppia di giovani teserani lieviti inutilmente, rendendo la speculazione (questa volta si) più golosa e il sogno della casa più lontano.
Per quanto riguarda il restringimento della "striminzita area di parcheggio" a causa del cappotto ti sei già risposto. Non andrò certo a misurare larghezza e lunghezza, ieri e oggi. Mi basta osservare che fai apparire un peccato di lussuria (rivestimenti marmorei! suvvia!), ben "insignificante", ma che pur ci fu, una scelta invece eco-logica, volta al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni e dei consumi di combustibili fossili. Ossia, quando l'interesse privato é anche nell'interesse di tutti. Capita.
Dirò di più: fosse stato per me, l'avrei fatto molto più spesso quel cappotto. Ma anche in questo caso le leggi (che mi dicono siano in via di discussione) arrivano in ritardo rispetto alla libera iniziativa, al mercato, alla logica.
La posizione espressa nel tuo intervento é incentrata sulla sicurezza al transito. Non credo che questa sia sostanzialmente peggiorata dalla ristrutturazione e trasformazione in residence dell'ex-Hotel Alma. Che dire, piuttosto, del semaforo intelligente di nuovo spento? Ci siamo battuti affinché sia installato per “istillare” un minimo di civiltà automobilistica in valligiani e foresti. Mi piacerebbe vedere un limite al transito veicolare di 30-40 all’ora, esteso fino alla chiesa, visto che la strada è sì una statale ma transitante in una zona residenziale.
Il semaforo e l’effetto deterrenza dei vigili era una cosa appunto "intelligente" ed é stata eliminata. Oggi, di nuovo briglia sciolta, e 80 km all'ora sulle strisce. Alé! Tanto, di vigili neanche l'ombra (essendo sparita la situazione favorevole…).
Per finire, costruire alberghi, residence e altre attività intese a sviluppare la valle nei limiti della domanda e nel rispetto del buonsenso per me non costituisce un'attività speculativa. E', invece, rischio d'impresa, una cosa che va tutelata e regolata con leggi "intelligenti".
Capisco le tue osservazioni e condivido in parte i tuoi rilievi sul problema parcheggio e percorso pedonale in via Roma; ma non tutti hanno la fortuna di aver casa in mezzo a un prato verde. In assenza, si fa quel che si può. Un saluto,

Evgeny

04/01/10

LETTERE & INTERVENTI



Pubblichiamo il presente intervento pervenutoci alcuni giorni fa. È un approfondimento in risposta a un precedente commento inserito in calce al post “ AL NUOVO SINDACO ” a sua volta pubblicato sul blog in data 01/12/2009



Caro Evgeny,

Ti chiamo così perché questo nome l'ho letto in calce ad alcune risposte sul blog dell'Orco. Non so se sia il tuo vero nome oppure uno pseudonimo o altro. Poco importa, la puntualità e premura organizzativa dell'Orco farà sì che questa mia ti arrivi comunque. O almeno lo spero.
Sono un lettore occasionale del blog e quando mi prendo il tempo e mi lascio permeare dalla curiosità, vado e spulciare a ritroso nel datario della homepage alla ricerca di suggerimenti alla riflessione che la sensibilità dell'Orco e dei suoi lettori mi mette a disposizione. Un po' di tempo addietro rileggendo quelle famose dieci domande negate al nostro Sindaco mi sono imbattuto in un tuo commento relativo a una di quelle.
Vado a memoria perché è passato un po' di tempo e non mi voglio perdere in ricerche. Era un commento su una domanda che riguardava la recente ristrutturazione dell'ex Hotel Alma. Un'istituzione nel campo ricettivo e di ospitalità, apprezzata a Tesero di sicuro, ma penso anche in tutta la valle di Fiemme. Menzionavi a un rapporto di parentela: lo zio, il bisnonno, forse altri del periodo intermedio. In sostanza, con parole di lode, sostenevi favorevolmente l'intervento di ristrutturazione, ammodernamento, ampliamento e riconversione della vecchia (ormai fuori mercato) struttura Hotel Alma.
Ora, tutto bene e forse tutto vero quello che hai sostenuto. Forse anche scontato visto che a tutta la vicenda sei legato da un filo di consanguineità e in definitiva di interesse diretto. Ma forse la tua risposta è incompleta. Se dovesse essere, sicuramente sarà in buona fede. Quella, almeno a parole, non la si nega a nessuno.
Siccome alla stesura di alcune delle dieci domande e in particolare a questa, ho contribuito anch'io, mi sarebbe piaciuto che ai lettori venisse fornita una spiegazione un po' più completa di quanto non abbia fatto tu con quel commento.
In particolare, visto che tutta la questione l'hai sicuramente vissuta dall'interno, poteva essere interessante conoscere il tipo di contrattazione (se c'è stata) che è intercorsa tra i titolari della concessione e il Comune. E' impossibile che un intervento di quella natura, di quella entità, e per giunta in quel posto che definire delicato è riduttivo, non abbia richiesto compromessi e mediazioni che potremmo dire eufemisticamente inconfessabili.
Per citarne alcuni.
La scelta degli studi di progettazione, quello architettonico e quello statico, vicini rispettivamente al Sindaco e al Responsabile tecnico della Commissione Edilizia Comunale, ha sicuramente facilitato la comunicazione delle necessità e delle contropartite tra le parti in campo: Comune e Proprietà Hotel Alma.
L'avvicinamento verso la statale col corpo giroscala (immagino) che è stato innalzato sull'ingombro planimetrico di una bussola di protezione per le intemperie, senza significato e valore urbanistico (non fa volume), anche se bonariamente concessa qualche decennio addietro per compassione verso clienti e avventori di quel frequentato bar, ancorché coi fianchi in muratura, avrebbe avuto bisogno, da parte tua, di qualche delucidazione in merito. La gente comune che suo malgrado è stata spettatrice e testimone per due anni della lentezza di quei lavori, della precarietà delle protezioni al transito e dell'andirivieni di mezzi-operai e pensionati affettuosamente accorsi in sostegno della proprietà, si aspetta una risposta esauriente di ciò. Anche perché se intervento doveva essere fatto tutti ci saremmo aspettati l'arretramento del nuovo fabbricato sulla linea storica di 40-50 anni fa o ancora prima, in rispetto della statale e di ciò che essa rappresenta e non un avanzamento a discapito della sicurezza al transito veicolare e pedonale di passanti e clienti stessi del Residence.
E ancora. Tu parli di un aumento volumetrico del 10 % o giù di lì. La prassi comune e anche la legislazione urbanistica in questo periodo storico ha scelto la politica dell'incremento, ritenendo ciò ovvio, sempre e comunque. In questo specifico caso tale logica appare aberrante, per il contesto viario delicato, ma si potrebbe benissimo definire pericoloso, per l'assoluta mancanza di spazi esterni di distribuzione dei clienti, a meno che non si ritengano usufruibili quelli a sud che si affacciano alle Pozze. E poi la questione posti auto, per i quali a suo tempo era già stata fatta un'ampia deroga, ora si rivela ulteriormente peggiorata in ragione dell'aumento della cubatura dell’immobile. A meno che non si sostenga che quelli, magari previsti solo sulla carta, ma ancora non esistenti, coprano di fatto quel fabbisogno. Ecco, questo sarebbe stato un punto chiave da chiarire. Per tutti!
Si può benissimo convenire che appare invece insignificante il restringimento, che pur vi è stato, della profondità della striminzita area di parcheggio sulla statale dovuta ai ridossamenti di nuovi e vecchi muri con cappotti termici e rivestimenti marmorei.
E infine che dire delle pianificate iniziative speculative, che sempre facenti capo alla stessa proprietà avrebbero dovuto interessare l'area Stadio del Fondo a Lago. Visto che dopo anni di bella esposizione del tabellone della vista prospettica di quell'intervento e che oggi è improvvisamente scomparso da quei verdi prati o candide piste, viene spontaneo chiedersi se anche quell'idea sia entrata nel calderone della contrattazione; soprattutto oggi, visto che, sembra, il nostro Sindaco andrà a occupare il posto di vertice della organizzazione dei mondiali 2013.
Si badi bene che la speculazione* mi lascia oramai indifferente, perché normale, specialmente di questi tempi. La ritengo moralmente inaccettabile se essa viene fatta ai danni della sicurezza al transito o dell'incolumità dei cittadini. Però lo ripeto, la buona fede può giustificare qualsiasi atto.
Tutte domande che possono apparire di mera curiosità cittadina ma che in realtà potrebbero avere risposte sorprendenti.
Ma forse è meglio stenderci sopra un velo pietoso. Come si dice in questi casi: ciò che è stato è stato ed è meglio non svegliare... l'orso che dorme.
Un cordiale saluto e... alla prossima.

Marzio

*attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione favorevole. (Dizionario Garzanti)

24/10/08

ALL'ASSESSORE BARBOLINI


Gentile Assessore, scusami se ti disturbo ma devo chiederti un po’ di cose a proposito del posteggio sotterraneo delle scuole elementari. Sono un po’ stupito, perché come sai, la questione in parola mi sta a cuore e perciò ho cercato di informarmi e di capire come stanno veramente le cose. Lo ho fatto rivolgendomi direttamente agli amministratori pubblici, col solo risultato di ottenere notizie imprecise e contraddittorie. Al contempo sento che in paese girano voci di ogni tipo, chiacchiere e ipotesi strampalate e constato che tutti ne sanno più di me, addirittura in maniera dettagliata. Com’è possibile? Chi sta diffondendo queste “fantasie” che ufficialmente dovrebbero essere soltanto patrimonio degli amministratori? Non mi pare serio lasciarle girare dando per scontato ciò che scontato non è e far passare per digerita un’idea (così, ufficialmente, allo stato, mi è stato detto sia, niente più di un’idea) che merita ancora di essere per bene ragionata. Urge a questo punto fare quella chiarezza che per la tua carica di amministratore a te compete e che mi auguro di poter pubblicare su questo blog. Sai che, per lo meno con te, ho sempre cercato di argomentare il più possibile razionalmente le mie analisi. Anch’io, come già ti ho detto a voce, ho una precisa idea, tutt’altro che positiva, delle conseguenze di quello che a te invece sembra una geniale soluzione di un problema. Ti sottopongo quindi alcune domande delle quali ti chiedo eventualmente di confutare la ragionevolezza e di dimostrare che mi sto sbagliando. E ti chiedo anche di dimostrarmi, con certezza assoluta, che con quell’opera, quei problemi si risolveranno. Perché un’opera così deve dare la certezza di risolvere definitivamente il problema senza alcun minimo dubbio. Ciò che per me va fatto – ma questa è opinione condivisa anche da molti altri – è il posteggio di piazza Battisti perché , comunque sia il beneficio che ne trarrà la viabilità del paese, si risana una situazione ambientale evidentemente degradata. Mentre nel caso qui considerato, viceversa, si va a compromettere definitivamente e irreversibilmente un luogo “sano” e meritevole del massimo rispetto urbanistico e paesaggistico.
Dunque ti chiedo:
1 – secondo le intenzioni e gli auspici il posteggio del piazzale scuole elementari dovrebbe far sparire tutte le auto del centro storico da strade e piazze (Piazza Nuova, Via Urae – Tilde, Vicolo Furlanello - Cooperativa, Via Delmarco – Popolari). In base a quale logica? Perché, ad esempio, Tizio, che non fa mai, per abitudine, quattro passi a piedi e che se potesse entrerebbe anche in negozio con l’auto, lascerebbe sicuramente la vettura nel sotterraneo per poi raggiungere piazza Nuova o via Urae, o qualsiasi altro luogo a piedi? O credi forse che lo si possa obbligare?
2
– rispetto alla reale necessità di posti auto è stata fatta un’analisi precisa dei numeri? Io penso di no. Tu per esempio, parlando di via Delmarco, sostieni che è zeppa d’auto. Io ti dico che i senza garage in via Delmarco sono pochi: meno di 10. Altra cosa è constatare che, pur con la rimessa di proprietà in casa, la vettura si preferisce lasciarla in strada. Ma questo è un problema di polizia urbana che non ha nulla a che fare con carenze infrastrutturali.
3 – tu dici che con quell’infrastruttura il traffico in via Fia non cambierebbe rispetto ad adesso. Ma ammettendo che per miracolo quanto alle aspettative di cui al punto 1 accadesse (e cioè che tutti gli abitanti sprovvisti di garage fossero esortati dal Comune ad acquistare un posto auto, lasciare la vettura nella rimessa sotterranea e di girare per le loro commissioni a piedi nel centro) come puoi sostenere che il traffico non aumenterebbe? Salvo un’improbabile contestuale rivoluzione delle abitudini, quegli stessi concittadini non tornerebbero a ritirare l’auto, ripartire e girovagare in lungo e in largo, come fanno anche adesso? E quante volte potrebbe succedere in un giorno? Anche stimando prudenzialmente la cosa, il traffico dunque non resterebbe affatto quello attuale ma probabilmente raddoppierebbe o triplicherebbe! O no?
4 – come fai a parlare di qualificazione ambientale nel momento in cui per ottenere una soluzione tutt’altro che certa si va a distruggere la parte a verde di quella stessa zona? Un polmone di pregio per la ricreazione di scolari e genitori, meta frequente e continua nei pomeriggi di gran parte dell’anno?
5 – come si potrà garantire la sicurezza pedonale nella zona del paese più frequentata da bambini e anziani a piedi duplicando o triplicando i passaggi d’auto?
6 – se peraltro le cifre dei passaggi stimati fossero (come sostieni) di gran lunga inferiori significherebbe che il parcheggio non verrebbe utilizzato nel modo auspicato e che quindi sarebbe sostanzialmente inutile. E vorrebbe dire che le auto posteggiate durante il giorno in paese un po’ ovunque resterebbero sostanzialmente le stesse di adesso. In altre parole, o, come dici, non passerebbero 450/500 autoveicoli al giorno e allora non avrebbe senso fare 160/180 posti auto, oppure se i 160/180 posti venissero sempre riempiti i passaggi d’auto in via Fia aumenterebbero nei termini anzidetti. È matematico!
7 – restando in argomento non ti pare che dal punto di vista logistico
450/500 passaggi d’auto al giorno attraverso la strenta del Fanin (larga metri 3,20) siano una cosa folle?
8
– A meno che il Comune non conceda in comodato il posto auto a chi ne è sprovvisto (cosa ovviamente impensabile)
come puoi credere che ci siano 160 – 180 censiti pronti a sborsare anche “solo” (se al prezzo di costo) 18.000 euro per ottenere in concessione un posto auto?
9
– come puoi sostenere che fatto quel parcheggio poi si darà seguito anche a quello di piazza Battisti? E se invece la realizzazione del primo pregiudicasse quella del secondo non sarebbe imperdonabile rinunciare alla qualificazione di piazza Battisti che si attende da trent’ anni, soltanto per un discorso fatto approssimativamente e senza considerare tutte le problematiche ivi esistenti?
Ti ripeto quello che ho scritto recentemente sul blog: Trento attualmente ha una disponibilità di 691 posti auto interrati. Ma pure 103.000 abitanti! Se si realizzerà il posteggio di piazza Battisti, Tesero che conta 2.800 abitanti, ne avrà circa 300. Non ti sembrano più che sufficienti?
Un cordiale saluto.
euro

14/10/08

IL POSTEGGIO SOTTERRANEO DI VIA FIA. UNA IMPROBABILE SOLUZIONE.


Se, parlando di viabilità, chiedete a un qualsiasi cittadino di Tesero quale sia, a suo avviso, la più impellente urgenza per dare respiro al paese, potete scommettere che vi risponderà: posteggi! È opinione comune infatti che la soluzione del problema dovuto al traffico sostenuto all’interno del centro storico sia subordinata alla realizzazione di infrastrutture di sosta. Noi, che della questione abbiamo ampiamente e più volte ragionato su questo blog, sappiamo invece che non è affatto una deficienza infrastrutturale la causa del problema e che in verità i posteggi, sia di superficie sia sotterranei, il problema non lo risolvono affatto, anzi… Dire che la mancanza di posteggi sia la causa del traffico, spesso caotico, visibile in paese è una comoda scappatoia per evitare di affrontare il nodo vero della questione, che ripetiamo, è di ordine culturale e non fisico. Purtroppo siamo venuti a conoscenza che una parte dei finanziamenti destinati alle opere per l’approntamento della terza edizione dei mondiali di fondo, verrà impiegata nella realizzazione di posteggi sotterranei. Si parla addirittura di 500 posti auto interrati complessivi (su 2.800 residenti) distribuiti su tre nuove infrastrutture (l’assessore Barbolini ci ha informato successivamente che in realtà le ipotesi sul tavolo dell’amministrazione sono adesso solo due: Piazza Battisti e Piazzale scuole elementari). In ogni modo, anche se alla fine i posti in ballo fossero 50 di meno, la cifra complessiva ipotizzata resterebbe pazzesca! Tanto per rendere l’idea della sproporzione, abbiamo chiesto al Servizio mobilità del comune di Trento di sapere quanti posti auto sotterranei la municipalità del capoluogo provinciale avesse destinato ai suoi 103.000 abitanti. Tenetevi forte: Trento attualmente dispone di 691 posti auto sotterranei (Piazza Fiera 460, Pargheggio Duomo 201, Corso Buonarroti 30). Per capire meglio lo stato delle cose abbiamo quindi interpellato il sindaco e il vicesindaco di Tesero i quali ci hanno detto che delle due ipotesi in verità se ne sta parlando da tempo, ma allo stato non c’è ancora alcun progetto. Niente di ufficiale, insomma, soltanto idee. Comunque sia, col dovuto rispetto, pensiamo che un amministratore, affrontando questioni così importanti, debba mettere il massimo d’impegno nell’ analisi e nel ragionamento. Magari, sapendo “leggere” e capire i tempi, privilegiando scelte davvero lungimiranti e progressiste. Certo i posteggi, specie quelli ad alto tasso tecnologico come i sotterranei, danno opportunità agli studi tecnici di progettare e alle imprese appaltatrici dei lavori di “fare economia”. La grande opera, che ormai è prassi si accompagni all’evento sportivo di rilevanza mediatica internazionale, soddisfa infatti appieno proprio uno dei luoghi comuni più tipici, tanto caro a chi amministra, e che qui da noi di solito passa alla storia attraverso la locuzione “Quei là però valghe i ha fatto…”. Questa volta però ci piacerebbe che la valutazione sull’opportunità di fare e di dove fare non considerasse solo la seguente e altrettanto tipica frase “… pó almanco valgüni i laóra”. Sarebbe davvero troppo poco per giustificare opere, a nostro avviso, molto discutibili e generatrici di problematiche conseguenze. Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale di Tesero ha affrontato l’argomento più volte investendo denaro pubblico in infrastrutture che nelle intenzioni avrebbero dovuto risolvere parzialmente la questione della mobilità automobilistica privata. Ma, all’infuori di una palese sottrazione di spazi fruibili dalla cittadinanza, in termini di tranquillità, diminuzione dell’inquinamento e sicurezza per i pedoni nulla è cambiato. Piazza Battisti è indecentemente zeppa d’auto, idem piazza Nuova. Mentre i cosiddetti posteggi d’arroccamento, strategici – secondo le intenzioni – per una riduzione sensibile di intasamento nel centro paese, salvo i brevi periodi di massimo afflusso turistico, sono poco usati. Ciò conferma che i Teserani non accettano affatto la prospettiva di dover compiere anche solo poche decine di metri a piedi. Noi, che il fenomeno lo abbiamo osservato interessatamente a lungo, vogliamo ricordare a chi si assumerà l’onere della decisione che comunque il tempo di sosta nei posteggi è mediamente molto breve. Dunque sarebbe una pia illusione pensare che, fatte le nuove infrastrutture, il paese per incanto tornerebbe ad essere ciò che da tempo non è più… Ci auguriamo pertanto che non si perseveri nell’equivoco (anche perché il danno conseguente, in questo caso, sarebbe irrevocabile) e ci si capaciti che la strada da percorrere è un’altra.
Analizziamo adesso brevemente le due o tre ipotesi progettuali di cui si parla. La prima si riferisce ad un posteggio sotto piazza Cesare Battisti. È l’idea più antica, se ne discute almeno da 30 anni, forse anche di più. Inizialmente, la si vagheggiava probabilmente soltanto con la speranza di potersi fregiare campanilisticamente di un’opera importante e qualificante. Via via però che il tempo passava, si pensò anche come risolutiva di un degrado urbanistico sempre più evidente. Ma non se ne fece mai nulla. Sostanzialmente per ragioni economiche, dato che i costi di realizzazione risultarono da subito proibitivi per le casse comunali, tanto da frenare gli slanci anche di quelli più entusiasti all’idea. Ora, con l’arrivo di probabili finanziamenti provinciali, potrebbe essere la volta buona. Di certo dei tre posteggi ipotizzati, il sotterraneo di Piazza Battisti sarebbe quello che avrebbe più senso. Vuoi per ragioni logistiche, in quanto adiacente alla statale, vuoi per la qualificazione della piazza stessa, che, finalmente acquisirebbe un decoro che in realtà non ha mai avuto. In piazza Battisti il bilancio urbanistico, tra ciò che verrebbe sacrificato (praticamente nulla) e ciò che si otterrebbe in termini di tranquillità pedonale in superficie (moltissimo), è assolutamente positivo. La seconda ipotesi (come detto sopra ormai scartata) riguardava Piazza Nuova. Anche in questo caso la sua eventuale realizzazione avrebbe eliminato la bruttura dell’area oggi destinata a semplice contenitore d’automobili. E allo stesso tempo il bilancio urbanistico tra il sacrificio ambientale e il beneficio che ne sarebbe eventualmente derivato, pur con la riserva di un accesso non certo ideale, si poteva accettare. L’ultima ipotesi – la più recente – fa riferimento al piazzale delle scuole elementari. La realizzazione di un posteggio sotterraneo in questa zona comporterebbe la definitiva eliminazione del verde pubblico residuo. Con l’abbattimento dei maestosi ippocastani e delle conifere superstiti. Non di meno al livello della sottostante via Fia si eliminerebbero il prato e le piante che la delimitano salendo a sinistra e probabilmente gli ultimi pregiati orti esistenti al suo imbocco dopo la "strenta del Fanin". In definitiva, dal punto di vista puramente visivo, se le prime due ipotesi progettuali per lo meno qualificherebbero le rispettive aree, quest’ultima, senza alcun dubbio, farebbe scempio della zona. Ma se tanto vale ai fini urbanistico-paesaggistici, peggio ancora sarà rispetto alla tranquillità e alla quiete pubblica e soprattutto alla sicurezza pedonale. Ricordiamo che stiamo ragionando su un luogo che sta esattamente sulla linea di confine col centro storico, antistante il palazzo scolastico e a 100 metri dall’asilo. Se quanto si dice verrà confermato significherebbe creare proprio lì, più o meno le stesse condizioni di invivibilità ora presenti in piazza Battisti! Il luogo diverrebbe un attrattore di traffico nel bel mezzo del Centro storico, con un numero di transiti in arrivo o in partenza dal parcheggio che, date le anzidette abitudini della cittadinanza a un ripetuto utilizzo dell’automezzo, sarà perlomeno triplo rispetto agli ipotizzati 160 -180 posti auto dell’interrato e che dunque verosimilmente si sostanzierebbe in 360 - 500 passaggi auto al giorno. Un via vai intenso di automobili (anche di notte), che andrebbe ad aggiungersi al traffico quotidiano ordinario procedente in direzione Fia - Restiesa. Autovetture in entrata e in uscita dai sotterranei (previsti su due livelli), che percorrerebbero la via, dalla stretta tra Casa Fanin e Casa Betta (larghezza metri 3,20!), sino alla svolta di via Delmarco. Autovetture in transito da Perós e da Cavada per recarsi al posto auto acquistato o al posteggio gratuito. Un perenne casino di motori accesi con relativo aumento dell’inquinamento proprio sotto le finestre delle aule scolastiche. Sarebbe semplicemente il caos. Ricordiamo ancora, tanto per completare il quadro, che nelle immediate vicinanze del piazzale, stanno per essere realizzati i 29 posti interrati di Via Noval che probabilmente assorbiranno i “senza garage” dell’area del teatro, ai quali si aggiungeranno a breve 7-10 nuovi posteggi in via Delmarco pertinenti alla nuova sede della Scuola Musicale, nonché un non meglio precisato ulteriore quantitativo di interrati in via Perós ad uso privato. Crediamo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

L’Orco

INCANTO NOTTURNO

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Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

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LA VAL DEL SALIME

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SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

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MINU

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