15/09/17

MITOLOGIA DEGLI ALBERI


"Nel più lontano passato, molto prima che l'uomo facesse la sua comparsa sulla terra, un albero gigantesco s'innalzava fino al cielo. Asse dell'universo, attraversava i tre mondi. Le sue radici affondavano negli abissi sotterranei, i suoi rami arrivavano all'empireo": fin dall'antichità gli alberi sono stati al centro di un affascinante sistema di miti e leggende, e in questo sorprendente saggio  Jacques Brosse ricostruisce i fattori storici e culturali che nei secoli hanno portato le piante a essere considerate le manifestazioni per eccellenza della divinità.

Dal grandioso mito dell'Albero cosmico che collegava gli inferi e il cielo al culto delle querce tra i Greci e i Romani, dal giardino dell'Eden nel cristianesimo al fico sacro sotto il quale il Buddha giunse all'illuminazione, l'autore ci restituisce il fascino di un mondo oggi in gran parte dimenticato e illumina la profondità di una saggezza plurimillenaria che, fondandosi su un'incredibile conoscenza delle piante, seppe armonizzare le attività umane con gli equilibri e i ritmi della natura.


(...) Fu così che dopo il trionfo della Chiesa rimase un solo albero che fosse lecito venerare: quello, squadrato, sul quale era morto il Redentore. Tutti gli altri culti erano vietati e abbiamo visto con quale zelo gli evangelizzatori si accinsero a estirparli.

A un sistema cosmico complesso e articolato, basato sulla diversità, sulla reciproca complementarietà, qual era stato quello del "paganesimo", successe un monoteismo dogmatico, intollerante e manicheo. In nome della distinzione tra Bene e Male, e per reazione contro l'antico stato d'animo, l'anima venne separata dal corpo e l'uomo dalla natura. Poiché l'anima apparteneva di diritto a Dio, sia la natura che il corpo risultarono necessariamente riprovati. Dato che inducevano in tentazione, non potevano essere che strumenti del diavolo, l'antico Serpente dell'albero della conoscenza, responsabile dell'espulsione dall'Eden.

Claude Lévi-Strauss ha definito con mirabile penetrazione questa posizione che è ancora, spesso senza che ce ne rendiamo conto, la nostra:

Malgrado le nuvole d'inchiostro sollevate dalla tradizione ebraico-cristiana per mascherarla, nessuna situazione mi pare più tragica, più offensiva per il cuore e per l'intelligenza, di quella di un'umanità che coesiste con altre specie viventi su una terra di cui queste ultime condividono l'usufrutto e con le quali non può comunicare. Si comprende come i miti rifiutino di considerare questo vizio della creazione come originale; che essi vedano nella sua comparsa l'evento inaugurale della condizione umana e della sua debolezza.

In questo modo, infatti, venne a essere rotto un equilibrio vitale, basato sulla comunione di tutti gli esseri viventi, di questa rottura noi subiamo oggi le estreme conseguenze. Da aperta che era un tempo, l'umanità si è sempre più rinchiusa in se stessa. Tale antropocentrismo non riesce più a vedere, al di fuori dell'uomo, altro che oggetti. La natura nel suo complesso ne risulta sminuita. Un tempo, in lei tutto era un segno, la natura stessa aveva un significato che ognuno, nel suo intimo, percepiva. Avendolo perso, l'uomo oggi la distrugge, e con ciò si condanna.

13/09/17

IN MEZZO ALLA PALUDE


Giro di boa alle viste per la compagine comunale 2015-2020 e niente di nuovo sotto il sole teserano. Tutto come previsto, nonostante lo sdegno iniziale di chi, ridicolo assertore della sacralità del voto, aveva negato l'esistenza di brogli elettorali. E invece l'imbroglio, non nella conta, ma prima del voto, c'è stato, altro che no. Ma questa è acqua passata.

Il bilancio amministrativo a circa metà strada è negativo. Data la stura all'agognata variante urbanistica, sono iniziati con gran lena i lavori di smembramento territoriale periferici. A Lago in particolare, luogo dove, evidentemente, in molti abitavano nei container, sì come profughi derelitti e abietti, al via del Comune le pachere sono state prontamente azionate e le gru issate sui nuovi cantieri, che dall'alto del paese si possono ammirare, rendono bene l'idea dell'avanzamanto incessante della cementificazione territoriale. Ma anche qui nel 'capoluogo', originale e insuperata sede sapientiae vallis, nonché a Piera, nuove caŝotte stanno crescendo come 'na bütada de fiferli dopo due giorni di pioggia settembrina. Il peggio però, ahinoi, deve ancora arrivare.

In compenso il centro storico, nonostante la strepitosa movida serale di luglio e agosto, presunta taumaturgica medicina contro il suo inevitabile declino, non riesce ad affrancarsi dai suoi antichi luoghi comuni che ne condizionano la possibilità di riqualificazione...

Nel grigiore di un Consiglio che non dibatte, l'unica nota lieta, si fa per dire, è arrivata dal consigliere Danilo Vinante che, dopo una breve parentesi in maggioranza, da 'Panetti' verace qual è ha pensato bene di togliere il disturbo, salutare la compagnia dei pappagalli muti e mettersi in proprio. L'autonomia di pensiero non ha prezzo! Bravo Danilo. Altro e forse unico fatto di rilievo sin qua è stata la netta, ferma dissociazione dell'opposizione dal pasticciaccio brutto del bacino artificiale di Pampeago. La polemica, amplificata a mezzo stampa, dopo un inqualificabile agire della sindaca, si è sviluppata tutta al di fuori dell'aula consiliare, anche perché in quel luogo la questione non vi è nemmeno entrata! Vedremo se in aula, qualora venga posta all'ordine del giorno, Barbolini & C. manterranno la stessa fermezza espressa sui giornali, votando un fiero e netto NO. Perché un'eventuale loro astensione al proposito suonerebbe come beffa nei confronti di chi li ha votati e confermerebbe una volta di più il consueto triste gioco delle parti tanto caro al palazzo: contesto il metodo, contesto il merito, ma poi mi astengo perché non sia mai che la prossima volta, se sarò io a menare le danze, e, a quel punto, ritornando sul problema, obbligato, chissà, da qualcuno a ricambiare frettolosamente idea,  non debba magari giustificare l'ingiustificabile.



Ma stiamo allegri, ché il 2018 riserverà a noi tutti paesani gradite sorprese. Dopo il costoso concorso di idee del 2008 (amministrazione Delladio) e i successivi altrettanto costosi progetti, in una piazza Battisti finalmente messa a nuovo, in un clima pacificato e di ritrovata generale amicizia saremo invitati da un paio di noti filantropi  a favorire prelibatezze di ogni tipo. Squisite tartine al salmone, pregiati e buonissimi rossi, castagne arrostite e brulè, babbà, profiteroles e cornetti alla crema. Poi, tra una stretta di mano, una pacca sulle spalle, un ammiccamento malandrino alla folla un po' storna, piano piano, poco poco, i due, a turno, parleranno suadentemente del futuro. Un futuro pregno di nuovi sensazionali progetti, ovviamente radioso (per loro) e molto, molto prossimo, distante all'incirca diciamo... appena un quinquennio. 
Il tutto a gratis. O quasi!
 
L'Orco

07/09/17

ATTENTI AL LUPO!


L'allarme è stato dato qualche giorno fa. Un allarme concreto, fattuale, non effimero e modaiolo come quello evocante improbabili e lontane modificazioni climatiche. No, questa è una questione seria, tanto seria che le associazioni allevatori delle valli avisiane si sono riunite in seduta plenaria per cogitare il da farsi. Dopo l'iniziale ovvio generale sconcerto, è tempo di agire. E agire in fretta. Ma chi l'avrebbe detto, proprio qui, in Trentino, addirittura in queste nostre magnifiche, famose, invidiate valli di Fiemme e Fassa, che tutto il mondo conosce! Come si dice, a volte la realtà supera, purtroppo, la fantasia.

Il nostro benessere, così faticosamente guadagnato e meritato, è nuovamente in pericolo. Dopo tanto fatto e brigato, eliminati via via tutti gli intralci, credevamo di aver raggiunto il perfetto equilibrio e creato in questa nostra terra il nuovo Eden. Certo, con qualche cinghiale tra le balle, ma perlomeno senza orsi e zanzare.


E invece... Invece, ci si è messo anche il lupo. Addirittura un lupo carnivoro e cattivo! Pensavamo che soltanto nelle fiabe dei Grimm e di Perrault il lupo fosse un cattivo carnivoro! Ma com'è possibile? Forse si è pregato troppo poco, o con troppo poca convinzione. O forse - ma ciò sarebbe davvero imbarazzante - siamo di fronte ad un errore originario, una disattenzione compiuta, incredibilmente, da Domine Dio durante la Creazione. Perché l'intenzione certamente era quella  di includere quell'animale tra gli erbivori al pari di cervi, caprioli e camosci. Un lupo brucante, insomma. Così che le greggi e gli armenti sarebbero stati al sicuro. Nessun agnello e nessun capretto avrebbe rischiato di finire tra le fauci di quel canide e i pastori avrebbero potuto consegnarli sani e salvi nelle mani premurose del beccajo. E invece toh, il lupo c'è, è un carnivoro, ogni tanto ha pure fame  e addirittura rivendica il suo diritto di vivere.

Eh, no! Macché, scherziamo? Qui soltanto l'uomo, un tempo molto lontano sapiens, ma ora, per naturale evoluzione, stupidens, ha diritto di fare quel cazzo che gli pare. Rompere i coglioni a tutto il resto del creato, inquinare, cementificare, far strade, asfaltare, costruire invasi in quota per mantenere i suoi tanti parco giochi invernali, urbanizzare incoerentemente piani e monti, giorovagare motorizzato a piacimento dagli zero ai tremila metri, errabondare indisturbato ovunque e comunque.

Grazie alla sua stupidità gli equilibri ambientali del pianeta sono saltati, ma l'homo stupidens, ogni giorno più stupido, anziché finalmente capire il nesso causa-effetto dei cambiamenti in atto nella nostra biosfera  e, in quanto principale responsabile,  velocemente rinsavire, qui è in allerta per il lupo.


A.D.

19/08/17

FILODRAMMATICI

L' Associazione 19 Luglio Val di Stava ha rinnovato recentemente il direttivo. Approfittando delle dimissioni del presidente che ne ha retto le sorti nell’ultimo periodo, a nostro avviso, avrebbe invece fatto bene a chiuderla qui. Dire basta. Fermarsi a riflettere se, in trent'anni e passa di presenza in loco, a qualcosa è servita. Chiedersi, per esempio, se essa abbia impedito, o quantomeno rallentato, lo sciupio e il consumo di suolo vergine e abbia contribuito ad inculcare nella nostra gente concetti quali finitezza, limite e sostenibilità territoriale. Perché al netto dell'ampia e puntuale retorica che, in quanto inevitabile, pur va concessa, e a prescindere altresì dagli obblighi statutari, per tale istituzione questo avrebbe dovuto essere il più importante fine da perseguire! Nonché, di conseguenza, quello di trasmettere alle nuove generazioni il senso del rispetto e della salvaguardia ambientale. Noi riteniamo che questi obiettivi non siano stati nemmeno sfiorati.

Senza valutare tutto ciò, si è deciso invece di continuare. Con un nuovo direttivo e, presto, con un nuovo statuto. A che pro? Non si sa.

Dalle dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate dal nuovo presidente, pare si intenda coinvolgere maggiormente l’associazionismo paesano per rinfrescare la memoria collettiva, su quel tragico 1985, ormai sfuocata. Questa non ce l'aspettavamo. Davvero un bel colpo di scena! Le annuali rievocazioni non sono evidentemente servite a molto. Però, se davvero la trovata del nuovo direttorio è questa, c'è da preoccuparsi:
 


 
non osiamo immaginare cosa cogiteranno le fantasiose menti alla guida degli innumerevoli sodalizi che compongono lo sterminato arcipelago del volontariato teserano.

Forse qualcuno è già al lavoro e sta pensando a messe campestri di suffragio, pantomime in costume e processioni con orchestrine jazz stile New Orleans...

Clemente, permettici un consiglio: lascia perdere! Approfitta dell’occasione e disfa codesta Associazione. Se in 32 anni non è riuscita a radicare gli anzidetti concetti non solo nella cittadinanza di Tesero, ma nemmeno e soprattutto negli amministratori comunali che da allora in poi l'hanno governata, è del tutto inutile perseverare. E se ti illudi che scomodando l’associazionismo locale almeno il ricordo possa ritrovare vigore, sta fresco! Dio ce ne scampi! Ma guardati attorno: ti pare di vivere in un paese di filosofi e di pensatori? La memoria è una propensione individuale, difficile da coltivare in laboratorio solleticandola occasionalmente a comando, massimamente in questi luoghi. Qui si vive (anche) di un turismo che si sostanzia nella leggerezza e nel 'fa, approfitta e divertiti'. Comportamenti che non conciliano affatto con l'auspicato recupero mnemonico. Qui, fuor di ogni dubbio, la sobrietà non è di casa e affinché il ricordo non vada inevitabilmente a spegnersi il contesto ha la sua importanza. Eccome!

Da quel tragico 19 luglio, fatti salvi gli annuali momenti rievocativi, il paese si è immerso nella più sfrenata e spensierata superficialità. Nessun monito (e ne sono stati fatti a iosa) è riuscito a vincolare questa comunità a un maggior rigore e a far propria la benefica consapevolezza di ciò che purtroppo è accaduto e del perché. E nessun espediente, temiamo, potrà modificarne l'inerzia. Non rimane che ‘portare in tribunale’ i libri dell'Associazione, ché di oltraggi alla memoria, appunto, quei nostri morti ne hanno subiti abbastanza.

A.D.


 


17/08/17

LA DEMOCRAZIA AL TEMPO DE LE CORTE

Riceviamo e pubblichiamo l'interrogazione del gruppo consiliare Uniti per Crescere datata 26 luglio 2017 inoltrata alla sindaca dal capogruppo di minoranza.




Consiglio Comunale di Tesero

Gruppo Consiliare “Uniti per Crescere”





Ill.ma Dr.ssa Elena Ceschini 
Sindaco del Comune di Tesero


Interrogazione: cosa significa “Consiglio Comunale”!


OGGETTO:


Cari consiglieri della Maggioranza, spettabili Assessori, spettabile Sindaco!


Partiamo da queste parole pronunciate recentemente nella Sala Bavarese: “dopo una lunga discussione in Consiglio Comunale siamo orgogliosi di presentarvi il progetto di fattibilità... “

Signor Sindaco, si rende conto di cosa ha detto di fronte ad una pubblica assemblea?
Si rende conto di quali assurde affermazioni... che mettono in cattiva luce pure noi Consiglieri della Minoranza che eravamo all'oscuro di tutto ciò?

Ma partiamo con ordine: durante lo scorso Consiglio Comunale, del 18 aprile 2017, il Consigliere Vinante Donato chiedeva, nelle varie ed eventuali, delucidazioni in merito allo stato del processo di Gestione associata fra i Comuni, alla quale domanda avete risposto sottolineando problematiche insormontabili, difficoltà di ogni genere, e certe contrazioni nei servizi! Noi della Minoranza abbiamo chiesto di essere tenuti al corrente in merito! E Lei sig. Sindaco cosa fa: viene organizzata una riunione di chiarificazione fra i Consigli comunali di Predazzo, Ziano, Tesero e Panchià a metà maggio, e non comunica niente alla Minoranza del Consiglio!! Cioè tiene all'oscuro quella parte di Consiglio che più aveva a cuore il buon procedere delle gestioni associate! Forse in nome della trasparenza?

Ma non solo! Ad inizio giugno la nota serata di delucidazione del bacino di Località Caserina: il Sindaco comunica in pubblico di aver parlato con tutto il Consiglio, a lungo, di averne discusso! Peccato che siano solo fantasie di democrazia da parte della nostra massima Carica! Non vi sono verbali di Consiglio che indichino alcuna discussione, alcun punto all'ordine del giorno, alcun progetto di massima!

Quando poi alla serata, richiesta da Noi Minoranza, con il tecnico incaricato da ITAP s.p.a. Ing. M. Lutzemberger, ci è stato detto che di tale progetto la Giunta era a conoscenza da oltre 2 anni, che avete fatto numerosi incontri Giunta Comunale - ITAP, che il progetto è ormai definitivo e pronto per le valutazioni nei vari Uffici provinciali, ci siamo sentiti ulteriormente presi in giro!

Da ultimo, l'incontro avvenuto di recente, convocato in maniera informale per discutere di “Biogas” a Predazzo, alla quale riunione mancava solo un rappresentante del nostro Comune: è scandaloso che non sia stato presente nessuno, ma ancor di più che buona parte dei componenti del Consiglio ne siano stati all'oscuro! Ciò denota in pieno la voglia da parte di questa Amministrazione di portare avanti un dialogo politico in una singola direzione: noi facciamo quello che riteniamo importante, e non ne parliamo con gli altri Consiglieri!

Ma signor Sindaco, forse non sa quale dovrebbe essere il suo ruolo! Di garante di tutta la cittadinanza di Tesero, sia che abbia votato in un modo, sia in quello diametralmente opposto! Oppure forse utilizza spesso, ma in modo improprio, le parole “dialogo, confronto, trasparenza, dibattito... democrazia” solo per una sua scarsa conoscenza linguistica! Questi sono i termini con i quali spesso si diletta nelle sue infelici uscite giornalistiche! Concetti che rimangono purtroppo sempre solo sulla carta stampata e non nel suo agire amministrativo quotidiano!





Inoltre la smetta per favore di etichettare come attacchi e critiche gratuite ogni segnalazione o diversa idea che esprime un amministratore! Siamo qui in questa Aula proprio per verificare il vostro operato, per fare delle osservazioni o per portare alla attenzione di tutti dei problemi reali che ci vengono segnalati! Lei Sindaco non può sempre iscrivere come un attacco personale, un tentativo per mettere in cattiva luce Lei e gli Assessori ogni nostro pensiero!

Da ultimo Le ricordiamo gli obblighi di un Sindaco: recita il testo unico delle leggi regionali all'art 13, diritti dei Consiglieri comunali: “Il Sindaco o gli Assessori delegati rispondono, entro trenta giorni, alle interrogazioni e ad ogni istanza ispettiva presentate dai Consiglieri comunali”!! Ricordiamo che l'ultimo Consiglio era di data 18 aprile 2017, cioè più di 100 giorni fa! E non abbiamo ottenuto alcuna risposta in merito! Ma non solo: Le abbiamo inviato una PEC in data di fine luglio per sollecitare una sua risposta: con il risultato... silenzio assoluto!! Le risposte che Lei deve dare non sono indirizzate ai Sigg. Barbolini, Vinante, Volcan, Zanon, ma sono date ai cittadini che essi rappresentano; quindi Lei in questo modo dà un pessimo servizio non a noi nell'Aula ma a tutti i cittadini, ed ormai sono la maggioranza, che non la supportano nella sua attività amministrativa! Caro Sindaco, chiediamo un suo netto cambio nel comportamento! O torna a fare con attenta condivisione il compito che ha assunto con le Elezioni, o è meglio che si metta da parte e permetta a qualcun altro di portare avanti correttamente il Mandato!


Si richiede risposta scritta alla interrogazione entro 30 giorni come previsto dall'art.13 comma 3 del TULLROC approvato con D.P.Reg.1/2/2005 n. 3/L e ss.mm.


Tesero, 26 Luglio 2017

Il Capogruppo consiliare di Minoranza

28/06/17

SCIZZERI!


Brunello dell’Antonietta – Tesero 1865 / vivente. E’ stato ed è un pittore neoclassico della scuola trentina d’oriente. Autodidatta. Sublime resa della plasticità umana, colori tenui e tratto deciso sono le sue caratteristiche tecnico-stilistiche peculiari. Si distinse all’inizio della sua lunga parabola artistica per la vasta produzione di affreschi murali ritrovati postumi a seguito di restauri architettonici presso la sua casa natale in Tesero. In particolare fa bella mostra di sé sul lato est del fabbricato la splendida “Meridiana delle bifore con donne affacciate”, dagli sguardi ironici ed enigmatici. Sul lato sud sono riemerse invece scene di vita campestre, con amorini, colonne frigie e sequenze didascaliche.


Altrettanto importanti sono le sue riproduzioni di antichi affreschi sacri, osservati dal Brunello durante le sue frequentazioni nelle famose chiese di Tesero: "I peccati della domenica", "Il supplizio di San Sebastiano" ed altre.

Il capolavoro, però, è senza ombra di dubbio il grande quadro recentemente venuto alla luce ed esposto da qualche giorno in via Stava al civico 24.


L'opera, di grandi dimensioni, raffigura il passaggio di una compagnia di Schützen, armata di schioppi, alabarde, falci e ferri diversi, attraverso un'incantevole imprecisata località alpina, sul finire del XVIII secolo.
La scena elaborata, frutto di un' evidente approfondita ricerca storica del Brunello, è ricca di dettagli e pregna di un marcato verismo, e con sopraffina eleganza e incomparabile maestria apre alla vista dell'osservatore un mirabile spaccato del paesaggio e della vita del tempo.

A.D.


23/06/17

È SCOPPIATA L'ESTATE


Siore e siori, bondì. Avé magnà pulito e volentéra? Son contènt. Esordiva così Ottavio Fedrizzi, in arte 'l Checo de la Portela, in una ascoltatissima trasmissione radiofonica di molti anni fa, in onda il sabato alle 13 dalle stazioni RAI di Bolzano. Ottavio, mèzo da Tieser e mèzo da Pancià, con brillante sagacia intratteneva all'ascolto un uditorio che a quell'ora, più o meno, stava marenando. Che c'entra 'l Checo de la Portela? Niente. Ma l'altro giorno, il dì di sagra, vedendo nel piazzale scolastico la lunga coda di persone con il biglietto in mano in attesa di un piatto di polenta, mi è balenato il ricordo. La fame è fame e il rancio alpino a base di farina di granturco, con lüganega e formae, ben si confà alla domanda che 'l Checo poneva immancabilmente in apertura di trasmissione. Ricordi di anni lontani e di tempi remoti. Ma proseguiamo.

Mentre il popolo gozzovigliando festeggiava il santo patrono, in Comune qualcuno distribuiva benemerenze a tre noti concittadini. A memoria è la prima volta che l'amministrazione pro tempore conferisce pubblicamente e con apposita cerimonia un riconoscimento di questo tipo. Nel segno evidente di una strategica captatio benevolentiae mirata a garantire il prossimo anno la fondamentale rielezione in Provincia di un altro noto personaggio del paese. Per quel posto al sole, luccicante di baiocchi e con probabile incarico 'pesante', tutto fa brodo e i tre premiati, popolari e nonostante tutto ancora capaci di 'fare opinione', sono evidentemente stati valutati strumento all'uopo non trascurabile. L'elettore moderno, così distratto e disinteressato, va condotto al voto con cura ed attenzione. E bisogna iniziare per tempo. Da qui ai prossimi dodici mesi, c'è da scommettere, sarà un crescendo di iniziative pubbliche volte a  blandire ed orientare la cittadinanza con le più inattese e fantasiose regalie.


Intanto il caldo non dà tregua. L'inedito anticiclone Giuda, sarà seguito, sembra, dal più conosciuto Caronte, con un aumento di temperatura vieppiù infernale. Tra qualche giorno, se tanto ci dà tanto, i brenzi pubblici dovranno essere chiusi. Non possiamo affatto permetterci un inutile spreco d'acqua proprio ora che si apre la stagione turistica estiva e negli alberghi il contadocce inizierà a girare vorticosamente.

La situazione meteo pare davvero fuori controllo. Si ha la netta impressione che il peggioramento, anno dopo anno, sia inarrestabile. Fa più caldo in termini assoluti. Piove meno, nettamente, e le 'stravaganze' meteo si susseguono. Dopo l'ultimo asciuttissimo inverno, c'è stata una primavera 'quasi' normale: dolcemente inattesa, mite e con qualche gentile pioggerella. Poi, d'improvviso, un tardivissimo colpo di coda dell'inverno, con un gelido vento a sferzare la vegetazione già ben avviata di inizio maggio. E, dopo qualche pioggia ancora, ma insufficiente a compensare il 'non precipitato' invernale, ci tocca registrare il preoccupante susseguirsi degli anticicloni africani far bolla su tutto il continente. E siamo soltanto a metà giugno!

Fortunatamente viviamo a Tesero, ove la voglia di non pensare e di festeggiare senza alcun apparente motivo, ma tanto per, è codificata nel DNA della sua gente. Archiviato il Patrono ecco la Stava sky race, che ora ha cambiato sì il nome, ma non la sostanza; peraltro la gara, chissà poi perché, nel pieno rispetto di un non senso nominale, non parte né arriva a Stava, ma nel più comodo e centralissimo piazzale scuole elementari. E daighela! Meglio, no? La pubblicità è sì per Stava e i suoi alberghi, nonché per la Sportiva che ne è lo sponsor principale, ma la rottura di coglioni è per quelli di Fia, che, ironia della sorte, non vengono nemmeno ringraziati per la pazienza. Sa tutto di beffa, di presa per il culo.  C'è sempre qualcosa di incongruo, sempre qualcosa sopra le righe. Sempre, l'anno dopo, una novità da aggiungere all'anno prima. E sempre, nonostante l'istanza dei residenti di ubicare in altro luogo il tendone col suo caravanserraglio, nell'ex giardino scolastico. Lo stile è stile e i Tieseri, quanto a stile sono inimitabili.

Due giorni dunque, sabato e domenica (ecco la novità), di microfono aperto sull'ascoltatore, impossibilitato purtroppo a difendersi dalle molestie amplificate dello speaker. Due giorni di gloria per Macia & C. attesi, ne siamo certi, con spasmodica impazienza. Due giorni di gridati e ripetuti numeri di partenza e di arrivo. Di nomi sconosciuti e immediatamente dimenticati. Di date di nascita e di località di provenienza. Di tempi di percorrenza, medie ponderate, dislivelli, tasso di umidità, probabilità di temporali e anticipazioni sul menù de la marena seguente. Di fornicazioni certe e di fornicazioni presunte. Di We Are the Champions cantato a squarciagola, ma con lacrime di commozione. Di premiazioni fatte dall'assessore invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dallo sponsor invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dal presidente della Cornacci invitato sul palco a dire due parole. Di premiazioni fatte dallo stesso Macia, che sul palco già sta e da lì non lo schioda nessuno. Di tutto e di più, tanto per aggiungere nuove medaglie al petto del bravissimo e disinvolto presentatore. E, ciliegina sulla torta, dalle 21 di sabato, altra razione di musica amplificata a tutto volume, con annessi e connessi, fino a mezzanotte.

E' la decadenza del tempo. La barbarie che avanza. L'insignificanza di un procedere stupido. Quando capiranno questi amministratori che così si dequalifica il paese e l'appetibilità turistica? Chi scappa dai forni delle città estive e si rifugia in località di montagna, almeno alla sera, cerca tranquillità e silenzio, non casino! I tendoni e i palchi con le loro feste e la loro baraonda si organizzino e si allestiscano fuori paese! Il luogo adatto Tesero ce l'ha. Cosa ci vuole? Vadano a vedere come si fa in Alto Adige e imparino.

Comunque, passerà anche questa e poi, sotto a chi tocca. A chi tocca? Ma al Concertone number 75. Anche in questo caso, nel rispetto dell'incongruenza, i pezzi d'assieme, non amplificati, vero e precipuo scopo del raduno bandistico, non verranno eseguiti nel piazzale delle scuole, ma in piazza Cesare Battisti, col traffico di passaggio a disturbarne l'ascolto,  mentre il frastuono amplificato del post Concertone sarà garantito, come sempre, ai soliti noti.

Finalmente, da lunedì 3 luglio alle otto in punto del mattino, coadiuvati dagli operai comunali, gli alpini daranno inizio alle operazioni di smantellamento del tendone. E la profanata quiete del martoriato ex giardino scolastico, tornerà a tranquillizzare i mortificati spiriti dei resistenti di via Fia e a rilassare le  fesse membra dei turisti in cerca di una panchina all'ombra. Sarà vero?


A.D.


INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

MINU
Foto di Sabina

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