21/04/21

FURBETTI CORONAVIRUS

Stiamo lentamente superando un momento difficile della pandemia e ci auguriamo tutti di poter riprendere, gradualmente, modi e stili di vita adeguati.

A leggere i dati del contagio in Provincia di Trento la bassa valle di Fiemme si segnala come una delle zone in maggiore emergenza. A ieri i contagi erano 39 a Tesero, 49 a Cavalese e 27 a Castello-Molina di Fiemme.

Situazioni difficili si erano già vissute ad inizio emergenza e, per quanto riguarda Tesero, a più riprese tra novembre e gennaio.

Le misure di contenimento del virus e i sacrifici a tutti noi richiesti sono stati e sono notevoli. La maggior parte delle persone, la stragrande maggioranza delle imprese e degli esercizi pubblici hanno saputo rispettare con rigore le limitazioni imposte. C'è stata e c'è una comprensibile richiesta di allentamento delle restrizioni da parte di molti operatori economici.

Come mai, è logico chiedersi, nonostante il generale rispetto dei limiti imposti, ancora così alti permangono in Fiemme i dati del contagio ?

Bisogna avere il coraggio di ammettere e riconoscere che, sia pure in numero contenuto, i “furbetti dello spuntino e delle feste” non mancano: in abitazioni private e in alcuni casi anche in esercizi pubblici, al di fuori e al di là delle regole vigenti.

Non credo si possa tollerare ulteriormente una simile situazione. Nel mentre le istituzioni pubbliche, sia pure con modalità differenti, si stanno impegnando per garantire il più possibile la salute pubblica, un numero esiguo di cittadini e, ahimè anche di operatori economici, si ostina ad agire in modo irresponsabile.



Mi sento di muovere un appello a tutti coloro che vengono a conoscenza di situazioni anomale. Non si tratta di un invito alla delazione ma un accorato appello a difesa della salute pubblica. E' giusto e doveroso che i cittadini che quotidianamente sacrificano alcuni aspetti della loro libertà personale segnalino alle amministrazioni locali e alle autorità di pubblica sicurezza situazioni nelle quali ci si fa beffa delle norme di contenimento del virus.

Solo in questo modo, con la responsabilità ed il senso civico di tutti, potremo ritrovare, se non l'immediata normalità, almeno un ritorno alla socialità ed alla vita autentica di comunità.

Maurizio Zeni - Ex-Sindaco di Tesero 

20/04/21

ROTONDA SUL PONTE? NO, GRAZIE!

Torna all'attenzione della cronaca la realizzazione di una rotonda stradale all'intersezione tra la Statale 48 e la S.P. 215 per Pampeago. Già quindici anni fa, su iniziativa dell'allora assessore ai LL.PP. Alan Barbolini, era stata presa in considerazione l'idea di realizzarne una. Allo scopo, l'assessore ordinò all'Ufficio Tecnico comunale di predisporre un elaborato. La verifica del progetto 'sul campo' diede però esito negativo. Così, dopo aver anche sentito il parere dell'assessore provinciale dell'epoca, Gilmozzi, a sua volta contrario all'opera sia per ragioni tecniche che paesaggistiche, la questione venne giustamente archiviata e il problema tornò ad essere un non-problema. D'altronde, a più di trent'anni dalla realizzazione della circonvallazione ovest del paese e conseguentemente dell'incrocio S.S.48 - S.P.215 a memoria nessun incidente si è verificato in quel punto. Va ricordato che a far propendere la bilancia dei pro e dei contro verso il no contribuirono anche le osservazioni del signor Rinaldo Delmarco e la petizione popolare da lui promossa presentate in Comune il 22 maggio 2006, che qui di seguito riportiamo.



A seguito delle prove sperimentali su strada eseguite la scorsa settimana nel quadro di una possibile costruzione di una rotatoria alla confluenza della strada provinciale proveniente da Stava con la strada delle Dolomiti all'altezza del ponte sul rio Stava, mi permetto presentare a mio nome e a nome di tutti gli abitanti del distretto di Socce le seguenti osservazioni:

1° Problema:

Le autovetture quanto i camion, in prossimità della rotatoria debbono rallentare in quanto la stessa è stretta, cambiare marcia, effettuare la doppia curva, rimettersi in asse e quindi innestare la marcia superiore. Ciò comporta:

- rallentamento del traffico dalla media di 50 km orari a 20/30 km orari;

- l'emissione di gas inquinanti in misura molto superiore all'emissione a velocità di 50 km orari costanti;

- l'inquinamento acustico relativo all'accelerazione accentuato nel caso dei camion;

- un probabile dissesto degli strati inferiori della carreggiata in prossimità del ponte causato dalle continue vibrazioni dei mezzi pesanti costretti, tutti, nessuno escluso, a frenate orientate nello stesso senso, le quali, nel tempo, possono compromettere la stabilità del muro che porta l'arco del ponte.

A ridosso del muro troviamo del materiale roccioso minuto legato con argilla e perennemente bagnato, che ci fa ricordare la tragedia di Stava!


2° Problema:

La costruzione della rotatoria impone:

- la riduzione del marciapiede riservato ai pedoni che ora è appena sufficiente e per nulla eccedente;

- il depauperamento estetico della casa Delladio che verrebbe privata della pertinenza di terreno verso mattina, terreno già ora ridotto.

Questo depauperamento non opera solo nei confronti dei proprietari, ma crea una bruttura che disturba qualunque cittadino che abbia a transitare;

- lo spostamento verso monte del passaggio pedonale con disagio sia per gli anziani, quanto per le mamme che spingono le carrozzelle, per i ragazzi che vanno a scuola, per i villeggianti che passeggiano lungo il ponte;

- un pericoloso avvicinamento delle vetture e dei camion al residuo marciapiede che può trasformarsi in tragedia a seguito di errore, guasto meccanico del mezzo, malore del conducente ecc...

3° Problema:

L'inversione di marcia, per quanto riguarda camion, autoarticolati, mezzi pesanti in genere, non va assolutamente realizzata in un posto tanto delicato quanto importante nel centro del paese in una zona frequentemente transitata dai residenti quanto dai villeggianti.

Questa operazione eseguita in uno spazio così ristretto, e densamente abitato rappresenta solo pericolo e grave intralcio alla normale circolazione.

L'impossibilità di ampliare l'area di manovra verso sud e concentrare la curva della rotatoria tutta spostata verso nord (Stava) crea una curvatura insufficiente ai mezzi pesanti per effettuare la manovra e in corso della stessa viene bloccato sia il traffico verso Cavalese, quanto quello verso Predazzo.

Un'operazione del genere è negativa sotto tutti gli aspetti e l'eventuale rotatoria di tal genere va spostata in aree vaste, aperte e non nel centro del paese e perdipiù su una curva.

4° Problema:

L'eventuale allargamento della strada da eseguire nella direzione della casa di Saverio Delladio, verrà a compromettere la sistemazione dell'area "ponte romano e giardinetto antistante" che ora è di gradevole vista, e comunque non risolve la mancanza di spazio necessario sul lato opposto e non risolve la necessità di decelerazione dei mezzi che imboccano la stretta e irrazionale rotatoria che nulla risolve, ma intralcia la circolazione e depaupera paesaggisticamente la zona.

Che la situazione odierna dell'incrocio in argomento sia di tutto riposo e che non vada alterata è data dal fatto che non si è mai verificato alcun incidente dal momento in cui questo incrocio è stato sistemato con l'abbattimento della casa del "Pònte".

Questo fatto obiettivo e di certezza storica dovrebbe indurre l'Amministrazione ad evitare alcuna modifica in loco.

Io posseggo l'ufficio di lavoro proprio sopra la zona interessata alla rotatoria e quindi conosco meglio di qualsiasi altra persona l'andamento del traffico in qualsiasi stagione.

Posso assicurare che questo si svolge con grande regolarità senza rallentamenti e senza alcuna problema per cui la manomissione della zona è inutile quanto assurda.

Mi sono presa la briga di effettuare le 13 fotografie allegate prese proprio dalla mia finestra che mostrano, senza alcun dubbio, lo scorrere regolare del flusso veicolare.

Considerazioni finali

In una situazione siffatta ogni intervento pare inutile o meglio dannoso per i residenti quanto per i villeggianti per cui tutti uniti facciamo voti al fine che l'Amm.ne voglia tenere in conto le esigenze dei propri cittadini e abbandoni questa iniziativa inutile quanto dannosa.

Questo esposto è sottoscritto dai sigg...


Poiché gli argomenti di contrarietà all'opera in premessa riportati sono ancora del tutto validi ci chiediamo perché a distanza di 15 anni questa amministrazione torni alla carica. A maggior ragione se teniamo conto che né lo Stato né la P.A.T. hanno mai ravvisato la necessità di intervenire direttamente in tal senso su quell'incrocio e l'assessore provinciale dell'epoca - come già detto - ne era del tutto contrario. Peraltro il Comune - ciliegina sulla torta per un'amministrazione che pare fregarsene di quanto versano alle casse comunali i contribuenti locali - qualora il nullaosta venisse infine comunque concesso, dovrebbe accollarsi tutti i costi dell'opera (diretti e indiretti) ma ne dovrebbe intavolare poi la proprietà (e la gestione) allo Stato.

La Talpa

14/04/21

13/04/21

ANDRÀ TUTTO BENE

Cessati i lai dell'assessora, per lesa maestà, torna il silenzio. Scansata anche questa piccola 'pietra d'inciampo', la ciurma riprende a remare. Ma le parole di lor signore sono state perentorie e chiare: di chi sa cosa vuole e può. Dunque, se non fossimo al cospetto di un manipolo di impostori unito e coeso a difesa del proprio sovrano, qualcuno adesso dovrebbe parlare. O no? Per smentire, confutare, quantomeno rassicurare l'attonita plebe. E invece, niente. Non serve! Qui basta e avanza l'affido al noto adagio: sopire e troncare, troncare e sopire.



Sino alla prossima puntata, quando con un'altra menzogna di nuovo si forzerà la mano e si farà un altro passo.

A.D. 

10/04/21

CAMPO DEI MIRACOLI IN ALTURA (AVIDITÀ NO LIMITS)


(...) In questo campo, situato nei pressi della città Acchiappa-citrulli (nel Paese dei Barbagianni), il burattino viene invitato dal Gatto e la Volpe a piantare gli zecchini d'oro in suo possesso: la miracolosa natura del terreno avrebbe a dir loro fatto crescere in brevissimo tempo un albero capace di fruttare monete.
Tornato dalla città dopo una fremente attesa, Pinocchio scoprirà l'inganno...

04/04/21

TRADITORI

E così, dopo aver sostenuto per mesi l'insostenibile, aver negato l'evidenza che anche i ciechi vedevano, aver impedito il confronto pubblico sulla base di un malinteso senso del termine rappresentanza, ci ha pensato proprio il loro padrino a smentirli pubblicamente: con una inequivocabile presa di posizione a mezzo stampa, alla quale ha prontamente replicato il Comitato Vicini del Lagorai.

Altro che bivacco! Altro che polente domenicali per qualche comitiva di camminatori sperduta nel silenzio della foresta. La ristrutturazione di Malga Lagorai sarà la testa di ponte per la prossima trasformazione ad uso e consumo turistico di quell'angolo ancora relativamente integro di natura.



E allora, non possiamo che condividere pienamente il recente intervento di Maurizio Zeni e i successivi caustici commenti. Anonimato a parte (sempre deplorevole!), il merito di essi non si discute. Signora Sindaca e signori assessori, se la rappresentanza democratica anche nelle nostre piccole realtà non fosse ormai soltanto esclusivo esercizio del potere, e voi aveste ancora un briciolo di pudore, dovreste dimettervi ipso facto, avendo ingannata, sapendo di ingannarla, la cittadinanza tutta.

L'Orco 

31/03/21

TRANSIZIONE ECOLOGICA ALLA TESERANA

Il progetto per Malga Lagorai anima, tardi ahimè, il confronto tra diversi modi di intendere la tutela dell'ambiente.

Personalmente ritengo che la catena del Lagorai, per la sua unicità e la sua ancora non forte carica di antropizzazione, sia un bene collettivo di inestimabile valore, anche economico. Spesso si tende a sottovalutare la ricchezza reale che un ambiente non compromesso porta con sé: si possiede un'unicità irripetibile che proprio per le sue caratteristiche qualifica in positivo un territorio.

Concordo con molte delle osservazioni fatte dal Comitato Vicini del Lagorai. Se il recupero della struttura è doveroso perché trasformarla in parte in struttura alberghiera? (solo chi ha scarse capacità intellettive o chi è in cattiva fede può infatti scambiare il progetto presentato per quello di un bivacco). L'esperienza ci insegna che, dopo le strutture di arroccamento, a breve distanza di tempo arrivano i servizi (strade, acquedotti, fognature) che compromettono ulteriormente il sistema ambientale.


Molto meglio sarebbe stato ristrutturare la malga con lievi miglioramenti e consentire alla gestione di somministrare pranzi alpini ai turisti. Si sarebbe trattato di un modo intelligente di guardare al futuro senza stravolgere un ambiente preziosissimo. Lo ha accennato in un suo intervento il consigliere provinciale Cavada, dimenticando però che nel progetto approvato la destinazione di buona parte dell'edificato, di fatto, è a carattere alberghiero.

Se poi penso a come la questione è stata affrontata dalla maggioranza comunale di Tesero, cadono veramente le braccia. Nessun confronto vero, nessuna apertura al dialogo, persino il rifiuto della richiesta della minoranza di ascoltare in consiglio comunale i diversi attori in campo. Con la ciliegina sulla torta dell'assessore Lidia Canal che, riferendosi al Comitato Vicini, lo ha liquidato con un lapidario “Siamo noi a decidere in casa nostra”. Ci mancherebbe Assessore, ma sarebbe molto meglio decidere dopo un confronto che non basandosi esclusivamente sulla forza dei numeri!

Non è quindi in discussione la necessità di recuperare Malga Lagorai. Il modo con cui lo si sta facendo è però del tutto discutibile. Da più di quarant'anni si parla, impropriamente, di “valorizzazione” del lago di Lagorai. Nella mia esperienza amministrativa mi sono sempre opposto ad un'aggressione di quella zona proprio per le finalità mai esplicitamente affermate di questa richiesta: sfruttare economicamente, per il tornaconto di pochi, un bene collettivo di inestimabile valore.

Maurizio Zeni



INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

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Foto di Sabina

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