E
bravo il consigliere. Finalmente
s’è accorto che la democrazia non esiste.
Alla buon’ora… Meglio tardi, che mai. Sapeva però, ah se lo
sapeva, dell’esistenza dei pecorai,
che (anche per sua fortuna) di
solito
riescono a far fare ai loro greggi ciò che serve: stare a casa o
correre a votare. Dal
1990 in poi, per i referendum ci sono spesso riusciti.
Questa
volta invece, forse per la prima volta, non è andata come volevano
andasse. Certo,
a
causa della cattiva informazione dei giornali, della televisione, di facebook e di
alcuni (non meglio precisati) siti.
Ad
ogni modo c’è stata un’inaspettata disubbidienza. Troppa, per i
palati fini di Lago. Questa volta la maggioranza ha dato un calcio in culo al Padrino, concedendosi addirittura lo
sfizio di pensare e agire con la propria testa. E al signor
consigliere comunale questa cosa non è proprio andata giù. Che a
tradimento le pecore istruite a puntino e allettate dalla promessa
di una sicura ricompensa si trasformassero in esseri pensanti, questa
davvero non se l’aspettava.
Caro
consigliere, che vuoi farci. Quando il trucco è marchianamente
evidente e le argomentazione a sostegno della tesi insufficienti o a
senso unico, anche a Tesero (ed è tutto dire), seppur molto, molto
raramente, può capitare di non raccogliere quanto seminato. Dormi
tranquillo, avrai altre occasioni di riscatto.
Riguardo
al dietro front della minoranza, del cui cambio d'idea non ti
capaciti, ti suggeriamo una spiegazione. Forse dalla primavera del
2015 a quella del 2016 i suoi componenti hanno avuto modo di
ragionare, ascoltando altre campane e altri pareri (per esempio
quello del sindaco di Ziano), e capire che per risparmiare e
amministrare meglio questo sgangherato paese si poteva anche fare a
meno della fusione.
Noi
invece, caro consigliere di maggioranza, ci chiediamo perché
sin’ora non ti sei mai indignato per la scarsissima partecipazione
al voto dei tuoi concittadini ai tanti referendum che dal 1990 in
avanti non sono passati per non aver superato la soglia minima
stabilita.
Al
referendum del 17 aprile scorso a Tesero votarono in 518 il 23,5%
degli aventi diritto. 426 Sì (84%), 81 No(16%), 6 bianche e 5 nulle.
I Sì prevalsero, ma il referendum, grazie ad altri pecorai
che invitarono all’astensione, non passò. Tu hai votato, o no? E
se sì, quante lettere di sdegno hai inviato ai giornali per
stigmatizzare l’indolenza dei tuoi compaesani e la mancanza di
democrazia, dopo il flop di quella consultazione? Successe così per
molti altri e più importanti quesiti referendari: quello sull' abrogazione
della caccia (92,2% Sì), sul divieto d’uso di pesticidi in
agricoltura (93,5% Sì), sull'obiezione di coscienza (71,7% Sì),
sull'eliminazione del rimborso spese elettorali (71,1% Sì),
sull'abrogazione delle servitù di elettrodotto (85,6% Sì),
eccetera. Stravinsero i Sì, ma non ne passò uno! Come
mai solo ora noti l’ ‘ingiustizia’ del quorum?
E’
vero, salire in massa da Lago a Tesero per votare, in una luminosa
giornata maggiolina, sicuri di farla franca ancora una volta e
accorgersi poi che quello sforzo collettivo non è servito a nulla,
brucia. Col senno di poi, caro consigliere di maggioranza, avreste
dovuto allestire dei gazebo con fiaschi di teroldego, pane e speck…
Oppure organizzare una sagra straordinaria sabato 21 maggio e a suon di
grostoli, rossi e grappini ammaestrare un maggior numero di elettori,
perché è così che qui, da trent’anni a questa parte, coltivate
la vostra 'democrazia'. Magari vi sarebbe riuscito il bis dell’anno
prima.
Purtroppo
(per voi) non è andata così. Prosit!
L’Orco
P.S.
'I
contributi e gli altri vantaggi' di cui parli sarebbero stati
eventualmente erogati dalla Provincia, non dalla Regione.





