25/01/16

I SOMARELLI STORNI


I Nostri nel frattempo continuavano a far neve.
Ma non ce n’è abbastanza?
Sì, però dai, finché fa freddo, che sarà mai…

E gli amministratori: finché fa freddo, che sarà mai!

Poi l’ospedale e i pianti.
Non ci sono risorse, bisogna risparmiare.
Ah sì, risparmiare.


E avanti con i nuovi trampolini.
Un paio di milioni, che vuoi che sia.
Sì dai, giusto facciamo i trampolini…

E gli amministratori: un paio di milioni, che vuoi che sia!


Poi l’ospedale e i pianti.
Non ci sono risorse, bisogna risparmiare.
Ah sì, risparmiare.


E ancora, le piste di ski-roll,
perché diventi un centro federale.
Sì, bene, bene un centro federale.

E gli amministratori: perché diventi un centro federale!

Ma, e l’ospedale?
Non ci sono risorse, si deve risparmiare.
Ah sì, risparmiare.


E infine, le divise delle bande,
fondamentali per fare un buon concerto!
Sì, le divise, le divise, certo.

E gli amministratori: fondamentali per fare un buon concerto!

Eh, ma, e l’ospedale?
Oh, cazzo!
Non ci sono risorse, si deve risparmiare!
Ah bè, sì vero, vero.
Si deve risparmiare!

E gli amministratori: oh cazzo! L’ospedale, si deve risparmiare!

Giovanna Pascoli

21/01/16

NEGOZI, BOTTEGHE, OSTERIE DI TESERO NEGLI ANNI SESSANTA

In quel tempo di mezzo, nel veloce passaggio dall’arcaica e per secoli immutata società agricolo-pastorale (nel 1960 erano ancora attive in paese 380 aziende zootecniche a conduzione familiare) a quella contemporanea a preminente economia turistica, Tesero vantava la presenza, oltre che di numerosi opifici artigiani del legno, di altrettanto numerose attività commerciali di vicinato, oggi quasi tutte scomparse. Il paese, raccolto entro il suo attuale cosiddetto centro storico, come in un quadro di Bruegel il Vecchio, pulsava di vita e di socialità vere.
Nessuno avrebbe potuto pensare che appena quarant’anni dopo l’ineluttabile montante stil novo, caratterizzato dall’impetuoso incremento della auto-mobilità privata e dal consumismo di massa portato al parossismo, avrebbe cancellato irreversibilmente le peculiarità socio-culturali di quel luogo. Nessuno avrebbe potuto immaginare né l’abbandono repentino e lo svuotamento del paese antico, né che la campagna, preziosissima fonte primaria di vita per quella comunità, sarebbe stata ingratamente barattata con vile denaro e invasa dal cemento delle seconde case.

Fu per questo, soprattutto, che una dopo l’altra le attività di piccolo commercio scomparvero lasciando un vuoto ed un degrado mortali che purtroppo nessun Martedì e nessuna Corte riusciranno più a colmare.

Qui di seguito ne ricordiamo a memoria alcune. Per lo più le si identificava, semplicemente, col nome/cognome o col nomignolo dell’esercente.

Ario



PIAZZA DELLA CHIESA

L ZERILO (Spaccio vini – solo nei festivi dopo messa – di Pietro Zeni)



VIA 4 NOVEMBRE

LA PAOLETTA (Generi misti di Giuseppina Fedrizzi)

L MILIO (Barbieria di Emilio Demattio)

L DANIELÓN (Bar di Daniele Mich)

L CESTERIN (Calzaturificio e rivendita di Dario e Giovanni Zeni)

L MANEGA (Orologeria di Giorgio Manega)

L RICO TITON (Macelleria di Enrico Delladio)

L BRUNONE (Frutta e verdura di Bruno Tomaselli)

L TIPOGRAFO (Tipografia di Tarcisio Defrancesco)



PIAZZA NÖVA

L TOMASELLI (Riparazioni elettriche di Fortunato Tomaselli)

L MOZEGÒTO (Pane, latte e affini di Anna Delvai)

L NAZIONALE (Bar, con biliardo, di Filiberto Tiengo)

L ZIO VALERGIO (Calzaturificio di Angelo Cristel e Valerio Zeni)



VIA STAVA

L TOPO (Osteria di Vigilio Dondio)

LA FRANCESCHÈLA (Generi misti e tabacchi di Virginia Varesco)

L BOLOGNANI (Frutta e verdura di Evaristo Bolognani)

L PÍCCIÓL (Barbieria di Ottorino Zeni)

L LELE (Vendita e riparazione biciclette e piccoli casalinghi di Aurelio Vinante)

L TONI DE LA RECHELE (calzolaio Antonio Deflorian)

L SÜPPA (Vini e liquori da asporto di Francesco Vanzetta – piazza Zanosta)

LA TÒTI (Alimentari di Daniele Canal)

L MILLER (Osteria di Enrico Gilmozzi e Lidia Zanon)



VIA CAVADA

LA COPERA (Famiglia cooperativa)

L NATALE TITON (Macelleria di Natale Delladio, poi trasferita in piazza Növa)



VIA COSTA

L PALLAVER (Pane, latte e affini di Francesco Doliana)


DAVANTE A LA FELIZITA (1960)
 
Da sinistra a destra: seduti LUCILLO DELLADIO, PIETRO ZENI (Pierin), GIULIANO DELLADIO, in piedi GIOVANNI DELLADIO (Ponte), ARCANGELO BOZZETTA con CARMEN DELLADIO (figlia di Giovanni, della foto unica ancora vivente), ATTILIO CARPELLA (seduto al centro), RICCARDO LONGO (Giatti) e TERESINA BOZZETTA 

VIA BEGNESIN

L MARIO DE LA SIORA ANA (Studio fotografico di Mario De Godenz)

LA RODARA (Generi misti di Dolores De Godenz e Accursio Vinante)

LA PANCIONA (Osteria di Rosuccia Delugan)

L BEPO LAZERIN (Macelleria di Bonifacio Delazzeri)

LA FELIZITA (Bar e pensione di Teresina Bozzetta)

LA GABRIELA (Confezioni per bambini di Gabriella Vinante)



VIA ROMA

L’ANETA (Calzature di Anna Delladio e Bepi Vinante)

LA MICEA (Mercerie di Pierina Vinante)

LA TOSCANA (Trattoria di Elio Braito)

L MANAO (Alimentari e mercerie di Martina Deflorian)

L CASSA (Cortolibreria di Leonardo e Ottavia Deflorian)

L POZZO (Osteria di Marco Trettel e Lisa Deflorian)

L TÒFÓL (Cartoleria e rivendita giornali di Michelina Trettel)

L CATARÀZ (Tabacchi e giornali con annessa osteria di Irma Tomasi)

L ROMA (bar di Andrea Trettel)

LA FARMACIA (di Giuseppe Mutalipassi)

L TITA OROLOGIAE (Orologeria, oreficeria di G.Battista Defrancesco)

L TOBIA (Officina meccanica di Tobia e Natale Mich)

L TIVINI (Osteria di Lena Kustatscher)

L VITALE DORO(Ferramenta di Vitale Deflorian)

LA MOLINARA (Alimentari di Rodolfo Delladio)

L GÈRE (Osteria e rosticceria di Giovanni Bozzetta)



VIA PEROS

L BEPI MÓNEGO (Sartoria uomo su misura di Giuseppe Zanon)

L VITO (Panificio di Giovanni e Mario Zanon)

L MARGIOTIN (Riparazioni e rivendita macchine per cucire e dischi di Francesco Mich)

L ROSARIO MARÈCOL (calzolaio Rosario Peretti)



VIA SOC’

L RASA (Riparazione e vendita elettrodomestici di Tarcisio Gilmozzi)

02/01/16

SE... (MEDITATE GENTE)


Se la sindaca di Tesero è la prestanome di un noto intrallazzatore, se il di lei vice è un collezionista di cariche, se l'unico scopo della maggioranza comunale è di garantire il numero legale, se l'opposizione non fa una dura e puntuale opposizione, se il dibattito pubblico paesano non riesce a uscire dal corto circuito Corte, Presepi e Martedì...

Riceviamo e diamo il giusto risalto al commento di un anonimo lettore che finalmente coglie nel segno.
 
L'Orco
 

Mentre noi ci lasciamo distrarre dai piccoli regali di Natale, i nostri cari Sindaci assieme agli altri componenti del Consiglio della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme hanno fatto invece un grande regalo alla premiata ditta Degodenz & C.
Hanno destinato un milione e seicentomila euro per il completamento delle opere per ottenere il riconoscimento della Valle come Centro Federale dello Sci Nordico. E quindi via con il nuovo trampolino a Predazzo e le piste di Ski roll a Lago e Passo Lavazè.

Mentre ci stanno togliendo anche i servizi essenziali (vedi ospedale) i nostri cari amministratori, che erano schierati in prima linea a difesa dell’ospedale, hanno pensato bene di destinare le ultime risorse derivanti dagli avanzi di amministrazione, per un ipotetico Centro Federale dello sci Nordico!!
QUESTE SONO LE PRIORITA’ DELLA NOSTRA VALLE , CHE VERGOGNA !!
Notizia tratta dal blog dell’Avisio:

La Comunità Territoriale di Fiemme ha quindi deciso di destinare al Fondo strategico della valle quasi 2.300.000 euro, somma sulla quale i SINDACI hanno raggiunto un accordo precedente il Consiglio di ieri.
Una consistente quota di questo valore verrà destinata alla realizzazione delle opere necessarie per il completamento dello Stadio del salto di Predazzo con la costruzione del nuovo trampolino HS66 (contributo concesso al Comune di Predazzo di 1.100.000 euro), la realizzazione della pista di skiroll e biathlon al Passo Lavazè (contributo di 250.000 euro al Comune di Varena) e la realizzazione della pista da skiroll presso il Centro del fondo di Lago di Tesero (contributo al Comune di Tesero di 250.000 euro). Il riconoscimento come Centro Federale, oltre ad essere un’opportunità di allenamento qualificato per gli atleti di alto livello della Fisi, permetterebbe un miglioramento dell’offerta sportiva per turisti e residenti, con vantaggi anche da un punto di vista promozionale.

Meditate gente meditate.. a Predazzo ne abbiamo abbastanza di trampolini!


31/12/15

TRANQUILLI, STA ARRIVANDO


Il 2014 a nostro ricordo fu l'anno più piovoso. Per l'inclemenza del tempo il primo e unico taglio d'erba da foraggio fu possibile soltanto a inizio ottobre. A memoria de bacàn cosa mai successa prima.
Adesso, all'opposto, non piove da mesi. Stando alle statistiche di Meteo Trentino, in val di Fiemme una siccità così prolungata nel periodo tardo autunnale sembra non ci sia mai stata e riguardo alla piovosità degli ultimi trenta giorni, pari a 0,0 mm precipitati, la precedente minima storica risale al 1940, anno in cui nello stesso periodo di riferimento si registrarono 0,3 millimetri di pioggia.

I segnali dei mutamenti climatici, caratterizzati dall'estremizzazione dei fenomeni e da sempre più frequenti e marcate contrapposizioni di segno, si sovrappongono alla confusione generale della decadente temperie postmoderna, trapassando le nostre labili memorie senza apparente colpo ferire.
 
Ed i cannoni da neve, che dalla fine degli anni Ottanta permettono al divertimentificio sciistico di operare come se nulla fosse, non aiutano a far prendere coscienza di questo gigantesco problema. Tuttalpiù, in un inaspettato guizzo di acume, ci si spinge a dire che sì, in effetti, manca la cornice, aggiungendo però subito dopo che le piste sono davvero ottime, ed anzi la neve artificiale è più 'tecnica' e performante...
Se poi, come pare, tra due giorni nevicherà qualcosa tutto velocemente rientrerà nella norma, le piste da sci ritroveranno la cornice che meritano, la siccità andrà nel dimenticatoio e potremo sentir riecheggiare il vecchio comodo adagio lava-coscienza: aveo visto? al tempo e a le féméne non sé comàna...

Siamo fatti così, si scherza col fuoco e ci si dimentica tutto in un niente, confidando in un altro vecchio luogo comune, buono ad ogni ritorno all'apparente normalità, l'è sempre sta cossìta!

Guai a prendere iniziative personali che per sbaglio rischino di invertire la tendenza e che, moltiplicate per la totalità degli agenti in partita, sempre per sbaglio, possano contribuire a non far ulteriormente peggiorare la situazione.
No e poi no! Non lo si fa e basta! per indolenza, per poltroneria, per troppa abitudine a un agio spropositato, ma soprattutto per insipienza ed arroganza!

La cartina di tornasole in questo caso è data dall'abuso dell'autotrasporto privato: ogni scusa è buona per ostentare ed inquinare, e per ogni micro spostamento girare la chiavetta del motorino d'avviamento diventa una necessità. Nononstante un ottimo servizio di scuolabus e di controllo stradale sugli incroci pericolosi vorrai mica rinunciare a portare il bambino a scuola con la macchina. Scherziamo? Che in verità, per quelle mamme (o quei papi) non è neanche la "comodità" del bambino che interessa, quanto il far vedere a quei non molti altri genitori appiedati con che razza d'auto e con quale sfrontatezza conducono il loro pargolo alle lezioni. Che non si pensi siamo dei pezzenti! E chi se ne frega se gli scolari a piedi, anziché salubre aria fresca già di prima mattina, sono costretti a respirare un puzzolente e tossico cocktail di fumo, idrocarburi incombusti, monossido di carbonio, ossidi di azoto e particolato!
Abitare nei pressi del polo scolastico (Asilo, Scuola Elementare, Scuola Media, Scuola Musicale) permette di osservare quotidianamente l'assurdità dei comportamenti dei genitori new age (non tutti per fortuna, ma comunque sempre troppi) e quanto grande, e paradossalmente in aumento, sia l'insensibilità ambientale delle nuove generazioni.

Così anche gli appelli e le encicliche del povero Francesco cadono miseramente nel vuoto di un'umanità stranita, decadente, viziosa...

Continuiamo così! Non facciamoci contagiare dai 'catastrofisti'. Perché mai dovremmo? Ci penserà la scienza, ci penserà il progresso della ricerca... Ci sono i summit internazionali: saranno loro ad adottare eventuali misure necessarie. Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Ottimismo! Ottimismo! Cornice o non cornice, facciamoci un'altra bella sciata! Ma di cosa dobbiamo preoccuparci?

Ario

29/12/15

AUGURI SCOMODI

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.


Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.




I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.


I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 
(pubblicata su suggerimento di un anonimo lettore)

25/12/15

NOTTE SANTA

Che la coerenza non sia mai stata il punto di forza della bimillenaria impalcatura simbolico-dottrinale di Santa Romana Chiesa lo sapevamo da tempo. Ma anche a noi miscredenti fa specie osservare quanto tale deficit, in poco più di cinquant'anni (dal Concilio Vaticano II ad oggi), si sia abnormemente dilatato. Se è vero che per la maggioranza dei fedeli l'adesione alla religione cristiano-cattolica nell'ultimo secolo (e forse anche prima) coincise, nè più nè meno, con la semplice partecipazione ai momenti liturgici e al rispetto assoluto della simbologia a tinte forti di cui questi erano intrisi, oggi invece, venuta meno la puntuale frequentazione alle officiazioni rituali da parte degli adèpti del terzo millennio, ciò che distingue un cristiano da un non-cristiano è semplicemente l'aver o non aver ricevuto il battesimo, quindi, in pratica, avere o non avere in tasca la 'tessera' di appartenenza.
Non c'è dunque da stupirsi se le chiese sono vuote, se ormai nemmeno la forma è rispettata, se la messa di mezzanotte (tanto per ripetere un esempio banale), per comodità di qualcuno, viene anticipata alle ventidue, se il parroco è alla mercé di un consiglio parrocchiale qualsiasi, eccetera, eccetera, perché quell'unico tratto distintivo (il rispetto assoluto della simbologia...) non c'è più. Tutto è lecito e lo si fa con leggerezza disarmante.
Il Natale un tempo era una festa quantomeno suggestiva e i suoi significanti, curati ed allestiti nelle case con devozione, nel comune sentire si sovrapponevano esattamente ai loro corrispettivi significati. Oggi il Natale, con la sua notte che di still non ha più niente e di heilig men che meno, è una festa senza senso il cui vuoto di significato, raggiunto e superato il punto di non ritorno, viene colmato manco a dirlo... con ogni sorta di mercanzia.
Dunque, senza il benché minimo pudore, proprio in coincidenza con le celebrazioni del cinquantesimo di fondazione dell'associazione Amici del presepio l'insignificanza raggiunge il parossismo e il parroco, forse addirittura inconsapevolmente, benedice in una commistione blasfema l'imbenedicibile: il presepio e i mercatini di natale, allestiti per l'occasione ai piedi del simbolo della Natività.


Capiamo che l'acquisto compulsivo sia la cifra della decadenza in cui purtroppo ci tocca vivere, capiamo che allestire bancarelle natalizie sia ormai una consuetudine diffusa ovunque, capiamo pure che di questi tempi vada colta ogni possibile occasione per rimpinguare il conto corrente. Però anche per noi atei perduti non è un bel vedere e proprio a Tesero, insuperata fucina di sacerdoti dei bei tempi andati e centro di fede riconosciuto nel mondo intero, non ce lo saremmo aspettato. Che anche qui tutto, ma proprio tutto, si sia ridotto a un incessante rozzo cromerare
A proposito, ma che diceva quel tale brandendo inviperito la scürgia? Ah, sì: Fuori i mercanti dal tempio! E voi fedeli amici del presepio i mercanti e le loro cianfrusaglie glieli accostate proprio davanti alla sua casetta nativa? Eh, dai! Caro Presidente, visto che il parroco è in evidente difficoltà, se ci sei, almeno tu ripensaci e batti un colpo!

Ario Dannati

14/12/15

LA TERRA DELL'ARIA


E pensare che un'edizione dei mondiali di fondo venne addirittura dedicata alla qualità sopraffina dell'aria di Fiemme... Madonna quante balle ci siamo lasciati raccontare!

Oggi, 14 dicembre 2015, per l’ennesima volta le emissioni velenose dalla Misconel hanno messo a dura prova i polmoni della popolazione di Fiemme. Da Panchià a Cavalese, con massima diffusione, ovviamente, a Tesero una coltre sottile di fumo giallastro ha opacizzato l'orizzonte e reso irrespirabile l’aria per tutta la mattinata. Lo avevamo già scritto e quindi, visto il perdurare del problema, qui lo riscriviamo: ma l'amministrazione se ne sta preoccupando seriamente? O pensa basti una telefonata in Provincia per lavarsene le mani? Degli slogan promozionali non ce ne facciamo niente. Qui è urgente intervenire con fatti concreti. Sì, la Misconel è una potenza economica che in valle e in provincia sponsorizza la politica che conta e dunque, per la perversa “logica” democratica, di fatto risulta intoccabile. Capiamo dunque che per dei tremebondi amministratori insediati a palazzo e assisi sui loro scranni non già per risolvere i problemi del paese, bensì, sostanzialmente, per curarne sotto dettatura l'immagine, sia oltremodo difficile agire autorevolmente e in autonomia sulle questioni di sostanza. Ma a tutela del primario diritto alla salute della cittadinanza è necessario intervenire senza ulteriore indugio.

In verità si dice che la sindaca, sollecitata da alcuni compaesani preoccupati abbia informato del fatto l’APPA provinciale. Sin’ora però niente è cambiato. Non accettiamo pertanto che si accampino scuse. Se da Trento a Tesero, per le verifiche del caso, L’Agenzia Provinciale per l’Ambiente si sposta a cavallo di lumaca, la prima cittadina non venga a dirci che la colpa non è sua. Prenda la prima corriera per Trento e vada a conferire col presidente Rossi!

Invitiamo nel frattempo tutto il consesso comunale (maggioranza e opposizione come un sol uomo) a prendere immediata posizione su questo grave problema.

Se ci preoccupassimo in primis dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente tutto invece di pensare solo alla (stucchevole) difesa dell’ospedale, eviteremmo forse di incrementare la già folta schiera dei terminali prossimi venturi che ringraziano post mortem l’ineffabile dottor Melo per le amorevoli cure prestate.

L’Orco


INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

MINU
Foto di Sabina

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