15/01/11

17/11/10

IMMAGINI...


Pur trattandosi di un appuntamento inserito nel contesto della proposta ferroviaria Trento-Alba di Canazei, si tratta di una serata con una scaletta del tutto diversa dal consueto. Essa intende offrire una serie di immagini tratte dal viaggio-studio organizzato da Transdolomites il 9 e 10 ottobre scorso alla ferrovia Merano-Malles in Val Venosta e Ferrovia Retica. Verranno anche presentate le foto della visita alla Trento-Malè del maggio scorso. Oltre a questo materiale vi sarà altra documentazione fotografica disponibile assieme a del materiale pregevole delle ferrovie svizzere sul tema del rapporto ferrovia e ambiente. Con questa iniziativa si vuole dare testimonianza visiva di come in ambienti pregiati alpini, la ferrovia si sia inserita in modo veramente egregio dando al paesaggio stesso delle caratteristiche uniche. Per questo motivo alcune tratte ferroviarie della Ferrovia Retica hanno ricevuto dall'UNESCO il riconoscimento di patrimonio dell'umanità. Nel corso della serata sarà interessante identificare situazioni ambientali e paesaggistiche che hanno delle similitudini con le realtà delle valli dell'Avisio. Ci sarà poi una breve introduzione di Marco Danzi a riguardo dello studio di fattibilità per il collegamento ferroviario Trento-Alba di Canazei. Al dibattito sarà dato ampio spazio, anzi nella seconda parte della serata il pubblico presente verrà invitato esso stesso a gestire l'evento proponendo il tema su cui confrontarsi. L'iniziativa come al solito si rivolge a tutte le valli, l'ingresso sarà libero e gratuito. Interverranno Fabio Vanzetta, Sindaco di Ziano e il sottoscritto. Moderatore, Mario Felicetti corrispondente del giornale l'Adige.

Massimo Girardi - Transdolomites

31/10/10

29/10/10

RESOCONTO


L'Associazione Transdolomites esprime grande soddisfazione per come si è svolto il convegno sulla mobilità ferroviaria svoltosi a Moena il 21 ottobre scorso. Soddisfazione per la partecipazione da parte del pubblico e per le informazioni emerse nelle varie relazioni esposte. Una nota in particolare; nell'intervento di Thomas Baumgartner della Ferrovia Retica , in maniera molto sintetica ed altrettanto pratica è stato messo in evidenza il ruolo fondamentale della Ferrovia Retica nella riuscita della Skimaraton in Engadina. E nelle valli di Fassa e Fiemme ci ostiniamo a voler fra credere che il trenino dell'Avisio possa essere invece colui che porterà a far cancellare la ciclabile e la Marcialonga perché il suo tracciato andrà a coprire quello dei primi due. Il trenino dell'Avisio come idea e come servizio nasce per i residenti ma allo stesso tempo ha come obiettivo l'essere il partner attivo per ciclabile e Marcialonga. Del tutto azzeccati i rilievi fatti dalla stampa a riguardo della ancora scarsa partecipazione da parte degli operatori del turismo che ancora una volta hanno dato dimostrazione, salvo le dovute eccezioni, di essere costantemente ben lontani dall'avere intesi come la mobilità è una delle carte vincenti per un turismo di qualità. Un settore quello del turismo che si gongola del fatto di poter godere della bellezza delle montagne per poter continuare a lavorare senza grandi problemi. In realtà il fattore montagne sta dimostrando di essere più sufficiente per garantire la tenuta del turismo. Il lavoro nel turismo non attrae la forza lavoro locale e non gli si può dare torto. Chi, locale, può permettersi di lavorare ormai solo 5-6 mesi in un anno in hotel? La forza dei convegni Transdolomites si misura sul livello di partecipazione all'evento in corso, ma le vere opportunità sono quelle che emergono in seguito. Sulla possibilità di impostare nuove iniziative in futuro non vi erano dubbi, ma mai avremo immaginato l'imprevedibile. Thomas Baumgartner, membro del direttivo della Ferrovia Retica, immediatamente dopo la conclusione del convegno ci ha scritto augurando ogni bene possibile al trenino dell'Avisio offrendo la collaborazione della Retica allo studio che Transdolomites sta proponendo alle valli dell'Avisio. Avevo notato l'apprezzamento di Baumgartner per l'iniziativa di Transdolomites ma mai avrei immaginato una sorpresa così tanto gradita. Ovviamente abbiamo accettato l'offerta della Retica e quanto prima vedremo di definire con loro la futura collaborazione. In coda al convegno sono stati definiti infine gli intenti di collaborazione anche con il Dipartimento di Ingegneria elettrica dell'Università di Padova. Si tratterà di una iniziativa legata alla consulenza o alla ricerca sui mezzi a trazione elettrica da svilupparsi nelle valli di Fassa e Fiemme e Cembra per il trasporto di persone e merci. Altri programmi di lavoro sono stati definiti da Transdolomites non solo in tema di trasporto ferroviario e queste saranno argomento di un prossimo comunicato. Varie serate pubbliche sono in via di programmazione nelle valli per il prossimo mese di novembre ed ancora più corposo il programma a partire dalla primavera del 2011. Questo mentre la raccolta firme per la petizione sul trenino dell'Avisio prosegue senza soste.

Massimo Girardi - Presidente di Transdolomites.

24/10/10

IL TRAMPOLINO


In verità, in verità vi dico, è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un tributarista o un architetto facciano qualcosa per il bene pubblico. Ma tant’è, oggi comunque tutti alle urne. Piccoli politici crescono. Un’ondata di candidati mai vista prima. Perlopiù dilettanti allo sbaraglio, folgorati sulla via di Cavalese dal fascino indiscreto del potere. I cattivi maestri, romani e trentini, hanno fatto scuola, e che squola! Basta buttarsi, senza timore, sorridenti e ben vestiti, portare bene la cravatta e stamparsi un bel “santino”. Quando si dice la società dello spettacolo. L’importante è avere una piccola carica, o una piccola ex carica, da porre in calce alla foto ritoccata e voilà…
Dopo gli sballi e la discoteca i trenta-quarantenni logorati da overdose di sesso e aperol-spritz, hanno deciso in massa di occuparsi della cosa pubblica. Che la vita non sia solo egotismo e godimento, ma anche “missione”. E allora avanti tutta, al servizio del prossimo. Un po’ di carità non guasta.
La messe di patinati che ci hanno ingorgato la cassetta postale sconcerta. C’è gente che ha avuto il coraggio di dichiarare più di cinquanta partecipazioni associative. Persino Freud avrebbe difficoltà a capire quali intrecci traumatici abbiano generato tanta sofferenza psichica. Probabilmente però il trauma vero di tutti questi candidati amministratori origina dalla sovraesposizione televisiva. Vent’anni di regime pluto-tele-cratico hanno modificato antropologicamente l’identikit del politico italico, anche, o forse soprattutto, nella nordica fantasmagorica Fiemme. Pochi contenuti, sicumera, arroganza, loquacità. Sfoggio impudico di dubbie qualità, oltre che di improbabili professioni. La più bizzarra capitataci sott’occhio è quella di interior designer. Quasi scomparse invece quelle di un tempo. Pochi boscaioli, pochissimi spazzini, nessun becchino.
D’accordo, nella scalata all’empireo del potere la professione ha peso. Però quel che serve davvero è il programma. E qui la scelta si fa ardua. Ognuno con il proprio, ma tutti con lo stesso. In questa campagna elettorale comprensoriale hanno impazzato gli hospice, cioè le case di degenza post-ospedaliera. Ma anche l’ambiente. Ma anche la mobilità: Transdolomites, ma anche Metroland. Ma anche le politiche giovanili. Costruire una casa per ogni nuovo laureato di Fiemme! anche questo qualcuno ha promesso di fare...
Oggi uscirà il nuovo Reggitore di Fiemme. Sarà probabilmente Cappelletto a spuntarla. Non a caso è il meglio vestito. Sarà l’espressione della volontà popolare. La volontà popolare, certo… Spiace solo constatare che questa volontà popolare abbia preso lucciole per lanterne. La presunta maggior autonomia concessa dalla P.A.T. tramite questa delega alla C.d.V. è in realtà un cavallo di troia. Nient’altro che la longa manus della stessa Provincia. Da domani, finiti i sogni di gloria dei tributaristi e degli interior designer e smaltita la sbornia mediatica dei peones, la nuova giunta Cappelletto comincerà a lavorare per il principe Dellai e il suo scudiero Gilmozzi. Al Principe non occorrerà più mediare con 11 municipalità, gli basterà ammiccare al presidente del nuovo ente e alla sua giunta, promettendogli riconoscenza e appoggio quando tra un paio d’anni questo manipolo di benefattori tenterà la fortuna di acchiappare una poltrona in Provincia. E così, da domani, la resistenza dell’amministrazione di Tesero avverso la nuova bretella stradale si farà ancora più dura e anche la stupida volontà popolare capirà quanta autonomia in più avremo davvero a disposizione.

Temistocle Gianardon

20/10/10

FERROVIA E AMBIENTE: UN INCONTRO DI SUCCESSO. MOENA 21 OTTOBRE 2010


Due concetti di mobilità ferroviaria
Parlando di mobilità alpina si deve giungere ad un compromesso tra due modelli di mobilità.
Il primo è dato da un percorso che si appoggia sul territorio e ne segue l’orografia senza apportarvi interventi artificiali. E’ l’esempio che traspare nella proposta della Qnex.
Nel caso delle valli dell’Avisio esso collega due punti estremi ( Alba di Canazei con Trento) con una velocità bassa,e seguendo l’orografia del territorio consente la sosta in ogni piccolo centro toccato. Stesso modello è documentato nelle ferrovie alpine di inizio ‘900.
Il secondo modello è di segno opposto ed è immaginario perché forzatamente collega i due estremi del percorso con fermate ridotte all’osso. E’ un tracciato che consente alta velocità di percorrenza ( a bordo dei treni ma non sul territorio) ma ha gli svantaggi di non collegare i centri intermedi e necessita di notevoli risorse finanziarie visto che nei nostri ambienti per avere un tracciato rettilineo ciò è possibile solo con la realizzazione dei tunnel. Questo è il modello sposato da Metroland.
La sfida sta nel sapere trovare il giusto equilibrio tra questi due modelli e la sfida si raccoglie solo con un metodo. Il confronto tra le parti proponenti ed il coinvolgimento dei decisori politici e le popolazioni.
Troppo presto per parlare di ferrovia?
Si dice che in questa fase temporale sia troppo presto parlare di ferrovia e che la priorità oggi sia incrementare il servizio di trasporto pubblico su gomma.
In tema di ferrovia il periodo che stiamo vivendo ed i passi che dobbiamo fare sono lo sviluppare il conceto di idea legata alla ferrovia ed i servizi che attraverso essa vogliamo proporre. Dobbiamo insomma avere bene chiare le idee di come vogliamo usare questa ferrovia e far capire alle popolazioni i vantaggi che ne deriveranno. La fase successiva sarà la progettazione e tutto quanto essa comporterà. Dall’oggi, alla fase progettuale è destinato a passare del tempo e dunque sin da ora non è saggio perdere ulteriore tempo ad affrontare con determinazione il tema del collegamento ferroviario sul quale si desidera puntare.
Se parliamo di infrastrutturazione del territorio è ovvio intravvedere la realizzazione di una ferrovia nel tempo medio-lungo poiché aggiornare il servizio su gomma è fattibile in tempi rapidi.
Se però esaminiamo la questione mobilità secondo un’ottica diversa ossia quella attuale, che vede nelle intenzioni della P.A.T l’intenzione apprezzabile di dotarsi di un parco di mezzi a basse emissioni, il rapporto temporale tra mezzi su gomma e ferrovia si capovolge.
Facendo una panoramica su quanto è disponibile per il settore dei veicoli ecologici, le prospettive riguardano i mezzi elettrici, ibridi, e l’idrogeno. Ognuna di queste soluzioni per via di motivi legati alla scarsa autonomia per quanto riguarda le batterie, la tecnologia ancora in via di evoluzione e la necessità di un valido servizio di assistenza per quanto riguarda gli ibridi, la lunga attesa per l’idrogeno fanno di queste soluzioni un obiettivo che sarà disponibile nei tempi medio-lunghi. C’è il metano l’unica vera alternativa ai combustibili fossili liquidi, ma il problema sta nella mancanza di distributori nelle valli dell’Avisio e nella insufficiente distribuzione dei punti di rifornimento sul territorio provinciale , regionale e nazionale. Se si pensa che in Olanda ogni distributore serve anche il metano ci rendiamo conto di quanto siamo ancora arretrati.
La soluzione immediatamente percorribile risulta a questo punto essere il treno, mezzo ad emissioni nulle con autonomia illimitata, sempre moderno perché sempre aggiornabile ed affidabile. Ecco dimostrato perché è del tutto attuale parlare di ferrovia e di come anzi siamo in ritardo nell’affrontare l’argomento. La ferrovia oggi è necessaria, domani sarà indispensabile anche in previsione dell’esplosione del prezzo dei prodotti petroliferi che gli esperti danno alquanto vicina a noi.
Sperimentare e valutare il comportamento di queste soluzioni trasportistiche nei territori dolomitici è cosa buona e auspicabile per far cadere in futuro la scelta su quelli che potranno essere i mezzi pubblici e perché no privati nei prossimi anni. E’ però antistorico pensare che il trasporto su gomma sia la migliore delle risposte per la mobilità sulla media e lunga distanza. Qualsiasi sia la tipologia di veicolo ecologico impiegato, la sua potenzialità verrà annullata perché il servizio verrà intralciato dal traffico stradale con il quale continuerà a condividere la sede. La soluzione sarebbe di conseguenza la costruzione su tutti i fondovalle di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico su gomma. Soluzione assurda che richiederebbe un sacrificio di territorio ben superiore che non con la ferrovia. Da qui dunque la necessità di una programmazione delle nuove infrastrutture stradali e del servizio pubblico su gomma proprio in funzione dell’avvento della ferrovia che debitamente impostata risulterà essere la risposta per le esigenze di mobilità all’interno delle valli e il più rapido accesso con i le ferrovie nazionali ed europee.
Ferrovia, quale impatto sul territorio?
Dal momento in cui nasce l’idea di proporre un nuovo tracciato ferroviario, è ovvio chiedersi ove questa passerà e quale ulteriore parte di territorio, specie in aree già urbanizzate, essa andrà ad occupare. La ferrovia spesso è vittima di pregiudizi da questo punto di vista soprattutto nelle comunità nelle quali scarsa è la conoscenza del trasporto ferroviario. Una statistica ad hoc stima che in termini di territorio occupato, l’auto abbisogna di 115 mq, il bus 12, la bicicletta 10, la ferrovia 7 ed il pedone 3.
Anche in termini di consumi energetici la ferrovia ha un grosso vantaggio in quanto l’attrito ferro con ferro tipico della ferrovia è molto meno energivoro rispetto a quello dato da gomma su asfalto.
La scelta del modello di treno riprodotta nella locandina e nel pieghevole non è causale ma si rifà al modello di treno (del tutto nuovo) che si intende proporre per il collegamento Trento-Alba di Canazei. Un treno a 4 casse di cui le 2 in testa destinate all’alloggiamento dei viaggiatori con differenti soluzioni di confort di viaggio a seconda delle distanze delle destinazioni. Le casse centrali sono ad alta capacità per il trasporto di biciclette, tre porte su ogni lato per un accesso e discesa facile e rapido per l’estate e per l’inverno intendendo il treno come valido parziale sostitutivo degli attuali skibus. Dalle caratteristiche è dato a confermare l’attenzione che la soluzione ferroviaria intende porre nei riguardi della pista ciclabile e della manifestazione della Marcialonga. L’idea di un treno per le valli dell’Avisio non nasce perciò per contrastare le realtà già in essere ma per dar loro un valido sostegno. Spetterà poi a l’eventuale progetto dare le risposte concrete per quanto riguarda l’esatta collocazione del tracciato e le risposte tecniche alle criticità da risolvere.

Massimo Girardi - Transdolomites

INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

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