03/06/16

MANIFESTO IN DIFESA DEI PICCOLI COMUNI ITALIANI

Riceviamo da un gentile lettore il documento che qui di seguito pubblichiamo. Vuole essere un contributo al dibattito ancora caldo sul recente voto referendario comunale e una lezione di educazione civica ad uso e consumo di quei nostri rappresentanti che senza arte né parte, né, tantomeno, prescrizione medica, decisero di mettersi al servizio della comunità, privi – fatti alla mano – delle conoscenze e delle competenze minime di base per poter assolvere degnamente l’incarico ricevuto (o estorto) col voto del 10 maggio 2015.





I piccoli comuni rappresentano la grande maggioranza degli 8.000 comuni italiani. Piccoli rispetto al numero di abitanti delle realtà cittadine e metropolitane, ma spesso grandi sia nella loro estensione geografica, sia in riferimento alle risorse economiche, sociali e culturali che sono conservate nei loro confini.

I nostri padri costituenti, con chiara in mente la lunga tradizione civica dei comuni, inclusero tra i principi fondamentali a cui avrebbero dovuto ispirarsi le politiche della Repubblica il riconoscimento del ruolo delle autonomie locali, attraverso l'adeguamento dei principi e dei metodi della legislazione “alle esigenze dell’autonomia e del decentramento” (art. 5 della Costituzione).



Il Comune è l’elemento centrale di una solida tradizione civica italiana che dal Medioevo giunge fino alla Costituzione repubblicana.

In Italia, più che altrove, i territori locali fondano il loro profilo istituzionale sul Comune, che rappresenta il livello primario della democrazia e della rappresentanza politica.



Specialmente nei piccoli comuni, il Municipio e il Sindaco sono un punto di riferimento insostituibile per i cittadini e simbolicamente il Gonfalone rappresenta un importante riferimento identitario in una società sempre più priva di punti di riferimento collettivi.



In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento dai cittadini dai luoghi decisionali, dall’irruzione dei poteri economico-finanziari nei processi di governo, dal diffondersi di sentimenti diffusi di antipolitica che alimentano i populismi, è necessario un rafforzamento del ruolo dei comuni, cioè l’esatto contrario del loro smantellamento.



Bisogna adoperarsi per il mantenimento di un presidio democratico dentro le comunità locali, per il rispetto e la valorizzazione delle identità locali e per il rilancio del ruolo dei Consigli Comunali come luogo di partecipazione politica.

Dobbiamo sostenere i piccoli comuni nella loro attività di erogazione di quei servizi fondamentali ai cittadini che, per caratteristiche intrinseche, enti di più grandi dimensioni non riuscirebbero a fornire con altrettanta efficacia e puntualità. Un buon governo locale non riproducibile su dimensioni troppo vaste.
Se i piccoli comuni sono in difficoltà dobbiamo aiutarli a vivere, non a morire.



Purtroppo invece il modo in cui oggi molta parte della classe politica italiana affronta il tema delle fusioni dei comuni, proponendone in alcuni casi l’obbligatorietà per legge, in altri promuovendo processi che ne sanciscono l’obbligatorietà di fatto, segna un insostenibile attacco alle autonomie locali ed all’esistenza stessa dei piccoli comuni.



Un attacco condotto sulla base di un approccio contabile-amministrativo che, non solo non tiene conto di altre dimensioni, ma soprattutto non si fonda su alcuna evidenza oggettiva di dati economici e finanziari. I quali dati mostrano come in realtà l’impatto dei costi dei piccoli comuni nella spesa pubblica nazionale sia del tutto marginale, sia in valore assoluto che percentuale. Altri sono i centri di spesa improduttivi nel nostro Paese.

Assistiamo ad analisi fondate solo sul parametro del numero degli abitanti, che impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone rurali, possano creare, o aggravare, le criticità connesse all'estensione territoriale dei comuni, la cui eccessiva ampiezza incide negativamente sull'efficienza nell'erogazione dei servizi ai cittadini.

Ci troviamo di fronte a proposte che non tengono conto delle profonde differenze tra le aree del Paese, che conta Regioni come la Lombardia con un numero di comuni pari a 1.500 con una media di 6.500 abitanti o il Piemonte con i suoi 1.200 comuni con una media di 3.600 abitanti, ed altre come la Toscana che invece ne conta 279 con una media di 13.450.



Oppure ad attacchi strumentali condotti utilizzando numeri per creare sensazione, facendo ritenere che gli 8.000 comuni italiani, circa uno ogni 7.500 abitanti, siano un’insostenibile anomalia, quando ad esempio la Francia, Stato tradizionalmente centralizzatore, ne ha 36.000, cioè uno ogni 1.700 abitanti, e non si sogna di mettere in discussione l’esistenza dei piccoli Comuni, pur pretendendo un’organizzazione sovracomunale dei servizi. Le politiche di razionalizzazione devono infatti riguardare la gestione dei servizi comunali, dai quali derivano i costi e dipende l’efficienza dell’azione amministrativa, e non gli organi di rappresentanza politica. Sui costi dei quali organi politici si alimentano demagogie, nascondendone la loro reale portata, spesso così esigua da configurarli nella sostanza come un’attività condotta localmente per mero spirito di volontariato. Le necessarie e improrogabili politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento di territori e comunità debbano essere perseguite, con convinzione e determinazione, utilizzando gli strumenti delle associazioni dei servizi, attraverso convenzioni e soprattutto nelle Unioni dei Comuni. Le unioni e le convenzioni vanno considerati un modello istituzionale stabile - non qualcosa di propedeutico alla fusione – e devono assicurare servizi efficienti con minori costi. Laddove non si raggiungano questi obiettivi ciò non può essere pretestuosamente imputato al modello associativo in quanto tale, ma semmai alla mancanza di convinzione negli Amministratori o alla inadeguatezza delle relative previsioni normative nazionali e regionali, e non può dunque costituire un alibi per invocare fusioni. Le fusioni tra comuni, invece, devono essere portate avanti solo dove esista una chiara,inequivocabile ed esplicita volontà, espressa direttamente dalle singole popolazioni interessate, conseguente a situazioni di reale marginalità abitativa e ad una riconosciuta perdita di coesione sociale e del senso di comunità.



3 febbraio 2016



Firmato
Piero Pii, Sindaco del Comune di Casole d'Elsa

Claudio Galletti, Sindaco del Comune di Castiglione d’Orcia

Eva Barbanera, Sindaco del Comune di Cetona

Andrea Marchetti, Sindaco del Comune di Chianciano Terme

Luciana Bartaletti, Sindaco del Comune di Chiusdino

Raffaella Senesi, Sindaco del Comune di Monteriggioni

Luigi Vagaggini, Sindaco del Comune di Piancastagnaio

Fabrizio Fè, Sindaco del Comune di Pienza

Francesco Fabbrizzi, Sindaco del Comune di Radicofani

Emiliano Bravi, Sindaco del Comune di Radicondoli

Paolo Morelli, Sindaco del Comune di San Casciano dei Bagni

Giacomo Bassi, Sindaco del Comune di San Gimignano






47 commenti:

  1. Ha fatto molto bene a pubblicarlo anzi, speriamo che altri sindaci si facciano avanti perché molti la pensano così!
    Oggi ho letto un'articolo sul quotidiano Adige per la mancata fusione del comune di Tesero e Panchià, anche questo meriterebbe la vostra pubblicazione.
    Tanti auguri e complimenti per il vostro blog.

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  2. Ecco l'articolo : ADIGE 3.6.2016 FIEMME - Dopo il risultato del Referendum sulle fusioni si torna a parlare di gestioni associate, ovvero della normativa provinciale che è stata deliberata nel novembre 2015 e che impone a tutti i comuni trentini di ridurre la spesa corrente attraverso la gestione condivisa dei servizi.
    Durante la campagna promozionale fatta dalle pubbliche amministrazioni negli ultimi mesi ci si è concentrati soprattutto sull'alternativa proposta dalle amministrazioni locali e che era per l'appunto la fusione. L'esigenza del «comitato del NO» e di una maggior informazione riguardo ai servizi associati però si era fatta sentire in tutti i paesi che sarebbero stati interessati dal referendum. Nel coro di coloro che chiedevano a gran voce di capire meglio il funzionamento delle gestioni condivise c'era anche il gruppo di minoranza del comune di Tesero, rappresentato da Alan Barbolini. Nell'ultimo incontro informativo con la popolazione, tenutosi a Lago di Tesero con la partecipazione della sindaca del comune di Valdaone, Ketty Pellizzari, Barbolini si era alzato per difendere l'unica gestione associata attualmente attiva, cioè quella del servizio tributi che vede collaborare i comuni di Tesero, Panchià, Ziano e Predazzo: «Il continuo anatema di inefficienza lanciato verso quella che è finora l'unica gestione unificata fra i Comuni della Alta Val di Fiemme, la gestione dell'Ufficio Tributi - ha affermato Barbolini - non fa altro che irritare chi si è speso in tal senso finora, e chi come amministratore ha deciso attentamente di proseguire dritto in quella direzione (nella fattispecie Ziano e Predazzo)». Dopo che la fusione è naufragata per volontà della stessa popolazione del comune di Tesero, dove non è stato raggiunto il quorum, il gruppo consiliare «Uniti per Crescere» si fa forte nella propria posizione: «La recente tornata referendaria ha bocciato in maniera indiscutibile la fusione dei Comuni con minor omogeneità nel numero di abitanti o di estensione geografica - scrive Barbolini - Dispiace vedere che questo risultato sia stato etichettato come una occasione mancata. Mancata ma per chi? Forse per quelli che volevano a tutti i costi ben altro risultato. Sicuramente la scarsa ed unidirezionale informazione fatta dal Comitato del "Sì" in questi pochi mesi da quando è partito il processo referendario, non ha convinto la popolazione sulla bontà di questo cambiamento. Dispiace inoltre che l'ottusità dei nostri rappresentanti verso le multiple segnalazioni in tal merito non abbia fatto modificare il tono e la possibilità di confronto per la gente. Secondo noi, come già anticipato nelle varie riunioni tenutesi nelle scorse settimane, la indicazione uscita dal referendum è e deve rimanere una chiara indicazione della volontà delle persone, quindi assolutamente da rispettare e seguire nelle prossime tappe di questa importante rivoluzione amministrativa». Stefania Monsorno

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  3. Adige 4.6.2016 Fusioni bocciate, più tempo ai Comuni
    Daldoss: gestioni associate termine spostato avanti

    «Le regole vanno rispettate» ha detto il presidente Ugo Rossi , nei giorni scorsi. «Non siamo talebani delle date» ha aggiunto l'assessore agli enti locali, Carlo Daldoss . Il tema è quello della gestione obbligatoria in forma associata dei servizi tra i Comuni, e riguarda in particolare la questione dei tempi, strettissimi, per le realtà dove il 22 maggio sono falliti i referendum per le fusioni. Tempi, hanno detto i sindaci interessati, impossibili da rispettare: entro fine giugno dovrebbero definire il progetto di riorganizzazione complessiva, relativa a nove ambiti e dal primo agosto avviare almeno due convenzioni, obbligatoriamente quella della segreteria. Rispetto alle preoccupazioni dei sindaci, Daldoss spiega di aver deciso ieri in un vertice con Paride Gianmoena di «incontrare mercoledì prossimo la trentina di sindaci interessati». In quell'occasione verrà discusso il termine che la giunta intende fissare entro il quale le due prime gestioni associate dovranno essere portate a termine dai Comuni dove il referendum è fallito. «Non sarà una proroga - sottolinea Daldoss - ci sarà un po' più di tempo, ma non troppo» rispetto al termine di fine giugno. Daldoss apre poi a quei Comuni che vogliono fondersi ancora o riprovarci dopo il referendum fallito (come Dro e Drena). «Basta che facciamo il referendum prima di novembre, non c'è un divieto a rifarlo» afferma.Cosa prevede la legge.Il punto è che, stando alla norma, non tocca ai sindaci implorare una proroga. È infatti per legge, la loro legge, che Rossi e Daldoss non devono fare i «talebani sulle date». La legge in questione è la n. 3 del 2006 con le sue modificazioni. È la legge sul «governo dell'autonomia», quella che ha istituito le Comunità di valle, poi modificata dalla giunta Rossi. Quello che rileva è l'articolo 9 bis, che fissa le «disposizioni per l'esercizio in forma associata di funzioni, compiti e attività dei comuni». In particolare, i sindaci dovrebbero leggersi il comma 9, che recita: «Se il percorso di fusione non è approvato dalla relativa consultazione referendaria entro un anno dalla data di entrata in vigore della citata deliberazione provinciale (è la delibera 1952 del 9 novembre 2015 che ha individuato i 39 ambiti delle gestioni associate, ndr), la Giunta provinciale individua il termine e le condizioni per l'estensione a questi comuni dell'obbligo di gestione associata, prevedendo la modificazione degli ambiti di gestione associata già costituiti».I sindaci - si prendano a mo' di esempio quelli di Tesero e Panchià, dove il referendum è fallito, e dei vicini Predazzo e Ziano di Fiemme con cui dovranno associarsi per la gestione dei servizi - stiano dunque sereni: per loro i termini ravvicinati del 30 giugno e 31 luglio non valgono. Per legge. Non per concessione della giunta. Che invece, come discusso ieri tra Daldoss e il presidente del Consorzio dei comuni, Paride Gianmoena , dovrà per questi Comuni fissare un nuovo termine e nuove condizioni.Ambiti da rivedere.

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  4. Seconda parte :
    La giunta provinciale dovrà modificare la delibera del novembre 2015 anche per un'altra ragione: alcuni ambiti vanno rivisti. Esempio: in val di Non, l'ambito previsto prevede Castelfondo associato a Brez, Cagnò, Cloz, Revò e Romallo. Questi cinque comuni, però, hanno deciso con referendum di costituire il nuovo comune di Novella, mentre Castelfondo, che voleva fondersi con Fondo, Malosco e Ruffrè-Mendola, è rimasto solo, perché il referendum è fallito. «Sì rivedremo anche ambiti per i casi che lo richiedono - sottolinea Daldoss - Ad esempio per Castelfondo potrebbe esserci l'ambito delle gestioni associate con i comuni con cui voleva fondersi».Il nodo dei costi veri. Per ogni comune obbligato alla gestione associata, la delibera di novembre fissa un «obiettivo di efficientamento effettivo arrotondato», individuato dal confronto tra spesa corrente netta e fabbisogno standard di spesa. Tre esempi: per il citato Predazzo, l'obiettivo risparmio con la gestione associata è di 5.100 euro; per Tenno di 5.600 euro; per Dro (dove è fallita la fusione con Drena) di 1.900 euro. Molti amministratori comunali si chiedono: con importi così contenuti, davvero con la gestione associata aumenteranno efficienza e risparmi? Seconda questione: l'analisi della spesa corrente non è aggiornata al 2015, ma fa riferimento ad esercizi precedenti. E se nel frattempo, nei comuni, sono stati introdotti elementi di efficientamento dell'organizzazione? Visto che ora la Provincia dovrà fissare, per i comuni dove la fusione è fallita e per quelli degli ambiti di riferimento, nuovi termini e nuove condizioni, l'auspicio è che l'analisi sui costi veri sia il più aggiornata possibile mentre vengono fissati gli obiettivi di riduzione della spesa.«Ai Comuni mercoledì - sottolinea Daldoss - spiegheremo come siamo arrivati alle cifre e terremo in considerazione gli efficientamenti già fatti».

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  5. Vergognosa politica provinciale, dopo il fallimento delle fusioni si ritorna a parlare di un nuovo referendum da fare entro novembre per quei comuni che hanno fallito? Bravi e magari abbassare il quorum al 30%.

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  6. Al prossimo referendum la prendono comunque sui denti!!

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  7. "L'ANTIDOTO ALLA CORRUZIONE E' IL CONTROLLO DEI CITTADINI" parola di Raffaele Cantone, Presidente dell'Autorità Nazionale anti-corruzione. Cantone al Festival dell'Economia di Trento dice anche che occorre qualità della trasparenza e non solo quantità; e ancora: "La trasparenza, la pubblicità degli atti, degli appalti, stimola il controllo dei cittadini che vedono che gli appalti sono di nuovo affidati alle stesse persone...sono i cittadini il vero antidoto alla corruzione". Mi sono preso la briga di curiosare sul sito del Comune e nonostante in più sezioni si trovi scritto "Opere pubblice" bandi di gara e contratti" "controlli sulle imprese " di concreto non c'è nulla! Ma le norme sulla trasparenza a Tesero non valgono? Anche questa è democrazia.

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  8. È meglio non far niente così non rischiamo di sbagliare.... questo è il pensiero dei nuovi amministratori.

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  9. Teniamo tutto nascosto e aiutiamo gli amici !!

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  10. Dovremo essere piû attenti e presenti nel verificare situazioni di non democrazia !! Invece siamo assopiti per non lasciarci coinvolgere direttamente !!

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  11. A me personalmente non interessa il risultato dei referendum ,ormai non si ha più voglia di niente, neanche di andare a votare .

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  12. MALE! è proprio quello che si aspettano, che la gente perda le speranze per fare solo quello che gli aggrada, nulla di più... sarà meglio essere più presenti e partecipi!!
    W.R.

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  13. "Libertà è partecipazione" cantava Gaber... Il fatto è che non ti lasciano nemmeno partecipare, sono tutto gruppi chiusi, solo per pochi, scelti il più delle volte in base ai cognomi storici del paese (la famosa ciocca). Pensate che mentalità aperta al mondo.....

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  14. Allora la "fusione" con i paesani di Panchià era un'utopia??? Và là... non l'avevo capita....
    W.R.

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  15. ..EHI W.R. cosa sta succedendo in Municipio? Dov'è finito il segretario? C'era una donna al suo posto. Ne sai qualcosa?

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  16. Una donna? Un uomo ? Chi c'è, c'è..
    Una certezza è che sono rimasti in 4 gatti... ed andare in Municipio a Tesero è come cercare l'acqua nel deserto... povero segretario! Anche a lui le cene col Giovannino gli sono rimaste indigeste..... sempre meno i farisei!!
    W.R.

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  17. Una donna? Sarà in ferie il buon defrancesco! Adesso se le cose non vanno avanti sarà colpa della segretaria! L importante è scaricare le colpe della cattiva amministrazione a qualcuno... Ma avete letto "Tesero informa"? Povera sindaca si sta arrampicando sui vetri!!!

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    1. Quorum zero .... e la chiamano democrazia andiamo in tre a votare e decidiamo per tutti bella....

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  18. Il segretario Defrancesco non è propriamente "in ferie"..è stato sospeso! Sembrerebbe non "con giusta causa".... un bel tempismo di sicuro visto i disservizzi negli uffici, non sono capaci a trovare i sostituti neanche per l'anagrafe, che per grande necessità il buon Giancarlo (non essendo "in ferie" con il suo decorso) mancherà quanto avrà da mancare.... e per estensione anche Panchià subisce.... figuriamoci se ci fosse stata la fusione!!!!
    W.R.

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  19. ..ma vuoi mettere i disservizi di ora con gli appalti per i mondiali? Un'altra pedina che salta. Adesso c'è solo da far partire le gestioni associate e che vuoi che importi alla maggioranza visto che volevano la fusione. Ma quando c'erano i mondiali non se lo sognavano neanche di sospendere il segretario, anzi. Poveraccio anche lui.

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  20. Oggi il candidato sindaco di Roma a dichiarato che nelle sue priorità c'è il rafforzamento della pubblica illuminazione perché dà sicurezza alle persone anziane e a Teseto invece le spengono, l'unico comune in Italia che lo fanno con le luci a basso consumo LED, chi li capisce sono veramente bravi...... o farisei!

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  21. E pensare che il sindaco è responsabile della sicurezza dei propri cittadini... brava sindaco PierElena

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  22. Non soltanto il sindaco è responsabile per la sicurezza,anche per i servizi ecc ecc, qui a Tesero la neo trentenne ex valletta della banda Erminio Deflorian non sembra tenere spalla alta a tutte queste responsabilità.. forse con la sua esperienza (5 anni da consigliera di minoranza) con i suoi innumerevoli silenzi avrebbe dovuto rendersi conto del lavoro che andava fatto o non fatto, cara Pierelena sei proprio una ragazzetta appoggiata dal Padrino, altro che albergatrice, neo laureata e quant'altro...la gente di Tesero le conosce bene le vicende prima e dopo di te! Tu sicuramente non farai la differenza.
    W.R.

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  23. Voi ve la prendete sempre con la maggioranza ma non pensate che anche la minoranza abbia le sue responsabilità? troppo facile per voi VERI farisei condannare l'attuale Sindaca e mi sarebbe piaciuto vedere cosa avrebbe fatto in più l'altro vostro candidato.

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    1. Cosa pensi che si spari sulla croce rossa? Senza motivo? Non erano i nuovi salvatori della patria? Tanto sul piede di guerra che avevano soltanto da criticare il signor Barbolini ( perché da signore si è comportato!) Quest'amministrazione tanto coesa cos'ha dimostrato? Non si parlano nemmeno più tra loro! È finito l'affiatamento "per Tesero e la sua gente" a questo punto la vera domanda è: " cosa e chi li teneva uniti creando gruppo più adatto ad amministrare un paese"?... è poi tu anonimo 12 giugno 19:01 ma dove vivi? Non le senti le voci? I coretti nei bar? I giornali quotidiani? Pensi che alla minoranza manchi voce in capitolo?????? Sveglia che è tempo!!! D'altronde se ci sono delle problematiche i "meglio" li avete votati VOI!! chi semi a bene raccoglierà altrettanto bene!!! Fin'ora tante chiacchere,cos'avranno da raccogliere?? Non penso ci vogliano altre parole.
      W.R.

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  24. Minoranza sveglia. Non state facendo niente...Dov'è finita l'ex assessora al bilancio? E l'ex assessore alle foreste ecc. ecc? spariti nel nulla.

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    1. Perché L'EX assessora al bilancio e L'EX assessore alle foreste proprio perché EX cosa si pretende che facciano???? La domanda inversa più appropriata è i attuali ASSESSORI NESSUNO ESCLUSO: "COSA STANNO FACENDO"? anzi ma il rispetto dei tempi alle pratiche alle risposte dei cittadini?? Aliquote minime tazze di competenza che arrivano errate ormai c'è il solco dei paesani che vanno in Municipio? L'incontro primaverile con la popolazione per il punto sulla situazione? Limitare l'espansione urbanistica? Incentivare il patrimonio edilizio esistente? Rivalutare il percorso delle "Corte"? Poi piazza Cesare Battisti riqualificazione e diversa fermata dell'Autobus, zona parcheggi! Casa Jellici trovare il finanziamento per completare l'opera,riqualificazione e valorizzazione centro storico (scusate con lo scempio del suo albergo c'è riuscita in pieno!)
      Seconda centrali a sul rio Stava, zona laghetto a Lago completamento e valorizzazione zona ricreativa con possibile collegamento alla pista ciclabile, Malga di Pampeago trasformazione in attività come futura rendita per il comune,revisione della viabilità del centro storico riqualificazione delle piazze ed arredo urbano e verde pubblico,Casa di riposo Giovanelli riutilizzo nobile per una futura sede Comunità di valle ( forse con queste fusioni non servirà aver un quartier generale)oppure un convitto scuola alberghiera ( benché la stessa avesse specificato i tempo d'elezioni un anno fa che non avevano intenzioni d'usufruire della struttura ormai fatiscente...vabbé potrei fare un poema dei buoni propositi non sarà possibile fare tutto in pochi mesi ma non riuscire nemmeno a pianificare un millesimo di quanto promesso agli elettori che hanno creduto in questa squadra perché incapaci totalmente visto i risultati coi dipendenti comunali!!! È una VERGOGNA!!!! non riuscire a mantenere un clima sereno e lasciare che una persona come il segretario che sarà stato quello che è ma pur sempre mio capace nelle sue mansioni ormai CHIUDETE I BATTENTI, proveremo altrettanto volentieri cos'ha da dimostrare il signor Barbolini!
      W.R.

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    2. cosa si pretende? che facciano bene l'opposizione per rispetto di chi li ha votati. Lo sai qual'è il ruolo della minoranza? vigilare e controllare l’operato di chi amministra, proporre alternative, informare la collettività . Ma non con le chiacchiere da bar, con fatti concreti e questo costa fatica e mi sembra che anche l'attuale minoranza si sia dimenticata gli impegni con gli elettori.

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    3. Hai scritto giusto!!! Ma ci facciamo una meraviglia che ai vostri occhi non sembra che la minoranza non faccia vigilanza e proposte,tipico dei farisei quali sono gli attuali amministratori del comune di Tesero pretendere che le idee le portino gli altri, e loro che sono tenuti a FARE si prendano i meriti che non sono loro, comodi comodi facendo aperitivial bar (se si va in comune non trovi mai nessuno)criticando chi fa o faceva! Erano giusto le parole della Pierelena " te salo giusto che 'l Barbolini el fasese tuto el??" Un altra meraviglia?? La cara sindaca ha trovato la fila del suo staff pronti e disponibili a fare ciò che c'è da fare!!!! Nulla di più, almeno quello che avevano scritto e promesso ( già alcune promesse da pinocchio si sono rivelate) quindi!!! Non si capisce come mai ci si aspetti che la minoranza si muova a dimostrare quello che la maggioranza da soli hanno già DISTRUTTO!!! oltretutto penso proprio che a posta la minoranza stia a guardare lo scempio che sta accadendo proprio a riprova che se erano la squadra che faceva la differenza per "Tesero e la sua gente" si sono lodati e adesso cosa gli resta???? Di raccogliere quello che da soli hanno seminato.... più chiaro di così.......
      W.R.

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    4. Sono d'accordo anch'io che la minoranza fa bene a non intervenire e godersi questo scempio, è giusto anche lasciarli lavorare (ho usato una parola grossa) per rendersi conto di quanto riescono a fare.
      "Te salo giusto che 'l Barbolini el fasese tuto el??" ...... dimostrazione che avrebbe fatto ancora molto o no?

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    5. He già! A dimostrazione che il loro dare è di interesse "privato", mentre ciò che vorrebbero i paesani di Tesero è vedere con occhi qualcosa di concreto, già sono tempo duri, e quello che si vede è solo un grande sfascio... scusate la franchezza! Ma non finirò mai di ripetermi a questo punto,SE VOLEVANO FARE LA DIFFERENZA C' ERANO MODI E MODI, ci ricorderemo dell'annata 2015/2020 come lo sbando più assoluto che Tesero abbia mai subito..
      W.R.

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  25. Han già fatto tutto quelli della maggioranza..

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  26. Per anonimo 13 giugno 2016 19:09: pazzesco. Cosa ha da dimostrare la minoranza per rispetto ai proprio elettori? Ti riferisci alle loro idee che era solo un loro programma elettorale? Non si è mai visto nella storia politica/amministrativa chi è al comando in fase di sua legislazione si appropri di programmi elettorali non suoi.Il gruppo del Barbolini non può mica riqualificare la piazza Nuova..valorizzare le altre piazze.. ultimare la zona del laghetto, chissà poi i lavori per le opere pubbliche in mano ad un assessore che ha altri mille incarichi non riuscendo a seguirne mezzo....

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  27. Anche la sindaca quando era in minoranza se ne stava zitta, zitta e allora perché non possono farlo anche gli altri !!!

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  28. Ma dove vivi.... la minoranza attuale non ha di certo quei silenzi....
    W.R.

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  29. ...no perchè spesso non è nemmeno presente ai consigli comunali.Vedi consiglio del 20 aprile con approvazione del bilancio, tariffe IMIS , statuto ecc. Su cinque consiglieri di minoranza presenti DUE ! E ovviamente dato che si parlava di bilancio e tariffe, assente l'ex assessora al bilancio Zanon. Bingo !

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    1. Esserci o non esserci questo è il problema!
      Caro anonimo le date dei consigli comunali vengono decise dalla maggioranza pertanto è possibile che i consiglieri di minoranza, per problemi personali e motivandolo, non sempre sono presenti. Diversamente di quanto succede alla giunta comunale che spesso, in alcuni casi troppo spesso, sono assenti alle giunte comunali.
      Ho sfogliato il notiziario "Tesero Informa" che mi è stato consegnato venerdì e sono rimasta allibita dalle dichiarazioni del sindaco per la mancata fusione con Panchia'. Io sono molto più vecchia è mai mi sarei aspettata che qualcuno mi giudichi per le mie idee e scelte se andare o non andare a votare, se prima ero indecisa adesso sono convintissima che non votare è stata la scelta più giusta.
      Quorum senza limiti di percentuale? per mandarvi a casa possiamo fare il 70% e non avremmo difficoltà a raggiungerlo e superarlo con un buon 90% di SÌ!

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    2. ........ il vero problema per Tesero è la minoranza???? Ci sono, non ci sono, ne manca uno, ne mancano due, sempre un grave problema resta a quanto pare!!! Che vili, ma altre scuse non ne avete per tacciare le mancanze dell'attuale amministrazione??? Che ridicoli.... fate come i bambini cercando stupide equiparazioni su silenzi di una ragazzina che viveva la sua esperienza alle spalle dei veterani Deflorian Lia e del Giovannino Zanon facendo la scagnozza delle interrogazioni più assurde tanto per far notare la loro attività di minoranza vigile! e tutta questa esperienza le ha assicurato il posto che presiede, con merito! A Tesero nessuno ci ha mai scambiato due parole, per la Pierelena ha sponsorizzato il Lauro per gli anziani che oggi alla sagra di S.Eliseo avrebbero avuto grazia di vedere, ma senza risultato c'era soltanto il Corrado, nessun'altro!!!!!!! Ma gli impegni improrogabili sono solo per alcuni vero?????
      W.R.

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  30. PRECISAZIONE! Sagra S.Eliseo: maggioranza - minoranza 1-1 = Corrado e Barbolini

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  31. Già già... ma la sindaca di Tesero non presenziare alla sagra di paese che amministra la dice lunga sulla sua voglia di essere parte della comunità teserana.... va bene che non sia mai stata vissuta da un gran numero di giovani ma "riqualificare" le tradizioni di paese sarebbe una buona cosa visto che la comunità è un tantino sgangherata..
    W.R.

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    1. W.R. cambia spacciatore valà!!!

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    2. Era tradizione anche festeggiare gli anniversari dei sacerdoti di Tesero nel giorno della festa del patrono, ma ieri alla S. Messa c'erano veramente poche persone ad ascoltare le parole e le esperienze di padre Carlo Iellici. Peccato! E dire che sull'ultimo notiziario del Comune ci sono ben 7 foto della chiesa parrocchiale.... In compenso, all'esterno della chiesa, il bandino sempre pronto per la tradizione musicale capitanato dal signor P. già bello carburato! Ora qualcuno dirà "ecco i soliti cetini", ma un po' di coerenza non guasterebbe!

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  32. Su "Tesero informa "si dice che i teserani hanno avuto una disaffezione al voto e che hanno perso un 'occasione di crescita. Io penso che Tesero ha espresso chiaramente la propria idea sulla fusione e l'ha dimostrata concretamente non partecipando al voto .e finalmente le persone sono giá in crescita perché pensanti . Non mi ritengo disaffezionata al voto e neanche di aver perso un occasione . Fate le cose per bene e trasparenti senza secondi fini per assecondare qualcuno solo allora vi seguiremo con affezione e con la voglia di crescita !!!Auguri!

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  33. Fanno fatica a digerire la mancata fusione e probabilmente è un segnale anche per la cattiva amministrazione dimostrata fino ad oggi.

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    1. credo anch'io che il non voto sia stato in realtà un voto di protesta, una dimostrazione tangibile della volontà popolare e di quanto ormai sia stufa di questa pseudo politica fantozziana con cui siamo costretti a convivere, la voce del cittadino si è fatta sentire molto forte proprio con il silenzio e questo dovrebbe far pensare seriamente la "classe" dirigente che abbiamo qui a Tesero.

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  34. TESERO informa:
    Riflessioni del nostro sindaco sull'esito del Referendum.
    Il nostro sindaco ha pubblicato un'articolo per giustificare la inevitabile sconfitta, offende chi non è andato a votare in quanto, secondo lei, non abbiamo capito niente dell'importanza di questo referendum come unica scelta per il bene della comunità.
    Premetto che, se vuole veramente il bene del nostro paese, dovrebbe dimettersi, e udite udite... per colpa nostra abbiamo perso anche una grossa occasione di crescita.
    Poi aggiunge: si trattava di prendere una scelta per il bene di una comunità e non nei confronti di una persona piuttosto che un'altra... e no caro sindaco è proprio questo il punto che fate finta di non aver capito, la scelta è stata presa con lo stesso peso della fiducia che voi date su quanto detto ...POCA!
    fissare il quorum a zero? non merita risposta.
    ultima domanda per il sindaco: sei andata a votare il referendum sulle trivellazioni? questo argomento per me era molto più importante e io ho votato.

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INCANTO NOTTURNO

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LE OCHE E I CHIERICHETTI

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TESERO 1929

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PASSATO

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VIA STAVA ANNI '30

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TESERO DI BIANCO VESTITO

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LA BAMBOLA SABINA

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SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

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