27/04/18

FERMO IMMAGINE



Domenica 12  maggio 1946, ore 10,50. E' una luminosa giornata di primavera. Nel campo, non ancora seminato, un ignoto foto operatore immortala il diciottenne Lucillo Delladio (1928 - 1967) davanti a Maso Tira (attuale casa di Carmelo Delladio) e a Casa Menoni  dei fratelli Canal, oggi casa di Giuliano Jellici. Sullo sfondo troneggia il nuovo magnifico palazzo scolastico, inaugurato poco più di un decennio prima. Sul poggiolo dei Menoni un uomo e una donna osservano incuriositi l’insolito evento.
 
Finito il solenne scampanio, il silenzio la fa da padrone. I paesani, assolti gli obblighi religiosi, tornano a casa in attesa di un pasto poco più che modesto. Nell’ampia campagna di Fia la quiete regna sovrana: s’odono soltanto il gaio fischiettare dei merli e i cinguettii dei passeri in amore. Nessun rumore infastidisce e perturba il pensiero. I Valori di quella faticosa sopravvivenza, immutati e immutabili, trasmessi nei secoli, di generazione in generazione, sin lì custoditi con riconoscenza e gratitudine, sono ancora evidenti in quell’immagine. Nessun eccesso, nessuna trasgressione. Traspare sobrietà,  dignità, autenticità.
 
I miti futuristici della modernità, i disvalori che di lì a pochi anni avrebbero velocissimamente trasformato e irrimediabilmente compromesso quel passato e quella terra, non sono ancora immaginabili. Una piena montante sempre più impetuosa di equivoco progresso, di effimere conquiste, di antropologiche mutazioni,  che avrebbe travolto tutto e tutti, sì come, fuor di metafora ed a suggello di ciò, sarebbe realmente successo proprio qui, 39 anni dopo.
 
A.D. 

22/04/18

I HAVE A DREAM 2


Andare al lavoro costa. Soprattutto se fai l’assessore in provincia di Trento. Per recarsi da Cavalese al capoluogo provinciale e ritornare poi a casa il nostro sognatore, per il 2017, s’è fatto rimborsare 24.700 e rotti euro. Poco meno di 68 euro al giorno, ogni giorno dell’anno, sabati e domeniche inclusi. Siamo esterrefatti. Qualcosa ci sfugge, ben sapendo essere lui un ecologista convinto, già assessore provinciale all’ambiente, che una decina d’anni fa sognava e giurava di farci viaggiare in treno sulla 48, trasformando la sede stradale della statale delle Dolomiti in una rotaia.

La domanda che sorge allora spontanea è la seguente: ma con che razza di vettore si sposta il King cavalesano, per costare alla collettività questa enormità? Di certo non con quel treno, rimasto ahinoi un sogno, ma nemmeno con un’auto elettrica e neanche con un’ibrida. 
Ah, ecco, forse ci siamo. Con quei consumi lui a Trento ci va in carrarmato.

18/04/18

I HAVE A DREAM


Tempus fugit e le elezioni d’autunno sono già alle viste. È l’ora di sognare e di far sognare la nossa sente. A ottobre la Lega e i Cinquestelle potrebbero far male. L’UPT (acronimo di Uffa, Porca Troia!), il partitucolo senza base popolare inventato da Dellai un po’ d’anni fa, sostanzialmente per garantire a lui e ai suoi accoliti (per lo più servili 'amici' sindaci delle valli periferiche) uno scranno sicuro e perpetuo in Provincia, con un nome così rischia di pregiudicare l’esito del voto prossimo venturo, in questa terra trentina.  Il Luther King di Cavalese
 


 

lo ha capito e ne tenterà il restyling.
Il sognatore è già al lavoro e senza dubbio ci sorprenderà con pirotecniche novità.
Innanzitutto, dice, METTERE I CITTADINI AL CENTRO e cambiare il paradigma del partito: si passa dal glocal al lobal (?). Per tuffarsi a cascata in altre soluzioni ardite, altre scelte, altre energie, altri orizzonti. E prendere poi il buono del vecchio per costruire il nuovo con coraggio. E aprirsi a volti e idee nuove per avviare un progetto politico motore di un’alleanza (…) che sappia rinnovarsi e ridefinirsi come proposta per un governo responsabile dell’autonomia del Trentino, rifuggendo da facili approcci demagogici e strumentali (…).  Valorizzare i punti di forza del Trentino: l’autonomia, l’ambiente e la solidarietà. E molto altro ancora. Il tutto, mixato a dovere, promosso attraverso workshop e tavole rotonde sui temi strategici usando, perché no, i vetusti supporti cartacei, ma anche, perché sì, la rete. Si deve anteporre al leaderismo la logica del gruppo, puntando sulla concretezza, ma anche sulle emozioni.
Tabella di marcia cortissima, spiega King. Non c’è tempo da perdere! A giugno si chiude. Le elezioni di ottobre incombono. Tutti i membri del partito saranno pertanto chiamati a uno sforzo straordinario per ridefinire scopo e mission della nuova, vecchia creatura politica.
 
Basta leaderismo, dunque. Spazio ai cittadini. Avanti Popolo!
Fatti trovare pronto in piazza. Aderisci con fiducia alla politica immaginifica del lupo cavalesano. Fatti coinvolgere e partecipa a questa nuova avventura. Condividi questo nuovo sogno. È probabile, anzi certo!, che in ottobre, dato per arcinecessario IL CAMBIAMENTO, lui e il suo sodale di Propian si facciano da parte e liberino un posto proprio a te.
Al netto del sogno, del lobal e del glocal, del vecchio e del nuovo, della nuova alleanza, della mission, delle scommesse sull’ambiente, sull’autonomia e sulla solidarietà, dei workshop e delle tavole rotonde, 600.000 euro a giro (5 anni) non sono affatto male. O no?
 
L’Orco
 

15/04/18

FINALMENTE!



Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire. Forse ci siamo. La notizia, attesa da tempo, inizia a circolare in paese. Dunque, stando alle voci, si sarebbe costituito un non meglio precisato comitato con l’intenzione di supportare la nascita di una lista di pochi (forse troppo pochi, però) volenterosi e capaci concittadini, selezionati, indicati e coinvolti dallo stesso comitato, per cercare – nel 2020 – di “cambiare il verso” di questa disastrata comunità paesana. La misura da tempo è colma e il malcontento serpeggia ovunque. Il paese è intollerabilmente ostaggio di un manipolo di personaggi che definire farabutti è fargli un complimento. Malversatori e truffatori che tra una festa campestre, una sagra, una processione del corpus domini a mani conserte appena dietro al prete e un selfie col papa ogni tre per due, usano l’amministrazione comunale per coltivare i propri esclusivi interessi di bottega.
 


In un paese normale, ove la cittadinanza non fosse silente oltre l’indecenza, come purtroppo lo è qui, questi signori non arriverebbero nemmeno a concludere la loro avventura amministrativa e verrebbero scacciati dal palazzo con i forconi e a pedate. Ma a Tesero, si sa, dominano le associazioni e tutto da esse discende e dipende. Basta alimentarle e controllarle, direttamente o indirettamente, e puoi fare ciò che vuoi.

Lo abbiamo scritto infinite volte: per cambiare le cose è necessario tagliare il cordone ombelicale tra Comune e la selva selvaggia dei sodalizi paesani. Impedir loro di paralizzare il paese con le loro infinite menate. Sono la nostra piovra da eradicare! È ora di finirla. Le amministrazioni amministrino. Le associazioni facciano col loro e non impediscano, con la loro interferenza e le loro continue richieste, la buona amministrazione fatta di competenza, imparzialità, rigore, cura ed attenzione. Se qualcuno coltiva una propria passione, lo faccia col suo: si compri il clarinetto, si paghi il viaggio, guardi al firmamento col proprio telescopio! Basta commistioni, finanziamenti pubblici continui, ricatti, tacitazioni! Da quarant’anni questo paese è schiavo di un presepio, di un albero di Natale, di un tendone o di una gara di sci. Da più di trenta le priorità qui sono Stava (ricostruzione alberghiera e dintorni), Pampeago (ITAP, del Nostro campione part-time) e Lago (Centro del Fondo, sempre del Nostro campione part-time). Il resto dell’azione amministrativa si è risolta per lo più buttando soldi pubblici a cazzo per progetti di lavori spesso non necessari e poi, se fatti, fatti male. Mentre, tre mondiali dopo e all’alba forse di un quarto o di un’olimpiade, il degrado del paese storico è scandalosamente evidente e insopportabile. Solo chiacchiere, chiacchiere, roboanti e inverosimili promesse e nulla, assolutamente nulla di concretamente qualificante. Guardare per credere.

Da qui alla fine di questo disastroso quinquennio gli attuali ‘illegittimi’ di palazzo Firmian faranno ancora danni. Questo è certo e purtroppo inevitabile. Ma dovranno essere gli ultimi! Il tempo per arrivare pronti al prossimo appuntamento elettorale c’è, anche se il lavoro del comitato non sarà facile. Speriamo bene e, comunque sia, da parte nostra, auguri!

L’Orco

25/03/18

DAL VANGELO SECONDO MATTEO

Beati i perseguitati per la causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli.
 
Mentre in quel di Trento la Corte dei Conti... contava, a Roma, nei sacri palazzi vaticani, il nostro Toni da Lagundo assideva per la terza volta al cospetto di un uomo vestito di bianco.
L'immagine, risalente a qualche giorno fa, lo ritrae in prima fila in compagnia di alcuni noti pubblicani locali.
 

14/03/18

L'INTRALCIO



Al di là delle differenze tecnico-giuridiche tra amministratore delegato, direttore generale e dipendente part-time, dire che il consigliere provinciale Pietro De Godenz non è assolutamente estraneo ai processi decisionali di ITAP spa è una verità lapalissiana che nessuno qui osa confutare.

In tal senso l’elenco degli esempi a suffragio di questa  evidenza è sterminato. Se l'affermare  a sua discolpa di essere soltanto un dipendente ITAP part-time (e dunque  lì non contare ormai più un cazzo n.d.r.) fosse vero, non si capirebbe in che veste lo scorso anno, per l’interposta persona della signorina sindaca, maldestramente coinvolgendo l’amministrazione comunale di Tesero, perorò la causa del nuovo bacino artificiale di Pampeago e organizzò una pubblica assemblea per informare della cosa la cittadinanza, mettendosi successivamente a disposizione in prima persona per ragguagliare dettagliatamente (e rassicurare)  la minoranza consiliare, che sull’argomento era subito scesa sul piede di guerra. In veste di semplice (ma plenipotenziario) dipendente ITAP part-time, di consigliere provinciale o di padrino/padrone della maggioranza comunale?




De Godenz, in qualsivoglia opportuna veste desideri apparire, è l’indiscusso deus ex machina della società impiantistica teserana. Qui lo sanno anche i sassi. Tutte le decisioni operative della società, anche in questa fase di allontanamento virtuale dalla 'sala dei bottoni' ITAP, sono sempre da lui suggerite e pilotate. Come sempre è accaduto e accade da una trentina d’anni in qua. Che poi i distinguo nominali possano liberarlo dal ‘peso’ dell’incompatibilità, questo è un altro paio di maniche.

Ad ogni modo, da che egli siede pure sui ben remunerati scranni del Consiglio provinciale la sua incompatibilità fattuale si è ulteriormente ingigantita!

Se la Guardia di Finanza sta indagando per verificare ‘soltanto’ la sua incongruenza fiscale, probabilmente dovrà alzare bandiera bianca. Se invece intende capire anche se egli sia il decisore supremo di quella società e, senza ombra di dubbio, il titolare di un gigantesco conflitto di interessi, la questione non si pone nemmeno. Basta chiedere al primo mona che passa.

L’Orco


04/03/18

DO UT DES



Dopo lo svolgimento della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento nazionale, ieri, e oggi pure, sarebbe stato  il momento della cosiddetta riflessione.

Dalla mezzanotte di venerdì 2 marzo ultimo scorso tutti i partiti ed i rappresentanti politici sono (sarebbero) obbligati al silenzio elettorale.

Non è possibile fare alcuna propaganda elettorale che sia essa di invito a votare se stessi od il proprio partito o che sia denigratoria degli altri al fine di ottenere indirettamente il consenso per sé.

E’ un divieto che vige ovviamente per tutti.

Tuttavia, ieri e verosimilmente pure oggi, i telefonini di moltissimi Teserani sono stati tempestati, come d'abitudine, dai consueti sms provenienti dal nostro campione in Provincia, con l'invito rivolto ai suoi affiliati, notoriamente incapaci di valutare autonomamente alcunché e sempre genuflessi al suo cospetto, a votare per il signor Lorenzo Dellai.

Un'azione che contravviene alla legge 4 aprile 1956 n. 212, integrata da interventi successivi.

Avremmo molto da scrivere in proposito e la tentazione è forte, ma lasciamo perdere. Non ne vale la pena. Conosciamo troppo bene questa comunità di anime perse.

Ci limitiamo solo a denunciare attraverso questo blog tale azione e, vanamente, a segnalarla agli organi competenti.


L'Orco

INCANTO NOTTURNO

INCANTO NOTTURNO
Sara

LE OCHE E I CHIERICHETTI

LE OCHE E I CHIERICHETTI
Bepi Zanon

TESERO 1929

TESERO 1929
Foto Anonimo

PASSATO

PASSATO
Foto Orco

ANCORA ROSA

ANCORA ROSA
Foto Archivio

VIA STAVA ANNI '30

VIA STAVA ANNI '30
foto Anonimo

TESERO DI BIANCO VESTITO

TESERO DI BIANCO VESTITO
Foto Giuliano Sartorelli

LA BAMBOLA SABINA

LA BAMBOLA SABINA
Foto Euro

LA VAL DEL SALIME

LA VAL DEL SALIME
Foto Euro

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN

SEBASTIAN E IL BRENZO DI BEGNESIN
Foto di Euro Delladio

MINU

MINU
Foto di Sabina

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